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venerdì 1 luglio 2016

Il concetto di “decrescita felice”* secondo ARPA PIEMONTE





Scusate se scomodiamo  la teoria economicistica  di cui si parla da qualche anno e che, semplificando, prevede che lo sviluppo vada rallentato per essere alla fine un po’ più poveri ma più felici.

Declinando in salsa Arpa questi principi osserviamo che in questi anni sono state ridimensionate le attività con le note chiusure, gli accorpamenti di strutture, il blocco del turn-over che ci ha portati nel volgere di alcuni anni a perdere qualcosa come 400 unità, la riconversione di figure professionali che hanno dovuto abbandonare la propria esperienza qualificata in cambio di attività, nel migliore dei casi, incoerente con il proprio percorso formativo e professionale;  completa il quadro il blocco delle retribuzioni e dei contratti che nel volgere di 7 anni ha comportato una perdita secca del potere di acquisto del 4-4,3% (qui però le responsabilità sono legate alle politiche generali sulla P.A.)

Tutto ciò costituisce certamente quella decrescita alla quale facevamo riferimento, quanto alla felicità che ad essa dovrebbe essere connessa ci riserviamo di parlarne in un’altra sede. Anzi no, qualcuno sarà sicuramente felice in conseguenza di questa decrescita perché, paradossalmente, l’Ente si contrae, le funzioni si riducono ma le posizioni organizzative no, anzi, aumentano passando dalle 79 oggi presenti a 87.

Come questo sia possibile è qualcosa che ha del misterioso, infatti mercoledì 29 giugno siamo stati testimoni di una manifestazione di  puro surrealismo. Convocati per il giorno precedente la scadenza delle P.O. quindi formalmente scadute, ci aspettavamo che ci dicessero in quattro parole con una qualsiasi scusa (a piacere) che le stesse venivano prorogate per un dato periodo; invece alla fine di una riunione durata ben 4 ore siamo usciti a metà tra il tramortito e l’incredulo, senza essere riusciti a farci dire di quanto vengono prorogate le posizioni organizzative, che a questo punto risultano essere, di fatto, alla quarta proroga dopo la loro istituzione risalente ad inizio 2014 e che prevedeva una vigenza di 18 mesi.

Per inciso richiamiamo una lapidaria affermazione del DG pronunciata a novembre, il quale dichiarava solennemente che dopo l’ultima proroga di fine anno non ce ne sarebbero state più per nessun motivo. Infatti!       

Come sapete abbiamo passato gli ultimi mesi a discutere sui criteri di conferimento delle PO che avrebbero (il condizionale è d’obbligo in questi casi) dovuto essere più trasparenti e oggettivi, in effetti dopo un lungo tira e molla siamo arrivati ad un risultato che, ad una rapida occhiata,  sembrerebbe garantire una maggiore garanzia di trasparenza, evitando quantomeno lo scandalo delle passate valutazioni (particolarmente nel dipartimento del nordest), ma scendendo appena nel dettaglio vediamo che non è così.
La valutazione del curriculum infatti consente di introdurre elementi di discrezionalità che possono vanificare tutto quanto è stato portato precedentemente.

Al di là di questi tecnicismi, ciò che stupisce  più di ogni altra cosa è la totale mancanza di ritegno da parte dell’Amministrazione nel venirci a presentare, il 29 giugno, un quadro dove sostanzialmente non solo si mantiene lo status-quo, ma lo si rafforza creando ulteriori  posizioni, talune a dir poco imbarazzanti (PO o raddoppi di coordinamento istituiti in strutture o nuclei operativi puramente virtuali e costituiti da due/tre persone, tanto per citare i casi più emblematici).

Non riportiamo poi per carità di patria alcuni “refusi” o per meglio dire “lapsus linguae” dove del “prescelto” per funzioni sovra provinciali veniva già indicata la sede operativa di attuale servizio…

Alla fine il risultato è che si opera una costruzione ideologica volta a legittimare scelte già fatte in un panorama desolante che è quello già descritto,  dove i comuni mortali faticano a cercare una motivazione sufficiente a giustificare la propria esistenza professionale che non sia la semplice attesa del giorno 27 di ogni mese.

Sia chiaro, noi non siamo pregiudizialmente contro le P.O., che in moltissimi casi si fanno carico di responsabilità superiori ai loro compensi, soprattutto se paragonate a certe omologhe figure di cui non si capisce il senso. (per non dire peggio)

Ci rivolgiamo a tutti coloro che delusi dalle “competizioni” precedenti si aspettano una qualche forma di riscatto nella futura tornata. Noi, scherzando, ma non troppo, durante la seduta del tavolo tecnico abbiamo detto “scriveremo i nomi vicino ad ogni posizione che è stata individuata, poi chiuderemo il tutto in una busta in attesa degli esiti ufficiali, così, tanto per divertirci.”
Si accettano scommesse e nel contempo  si invitano i “non unti del signore” a non farsi troppe illusioni.

Un ultimo dubbio: nella sua lunghissima introduzione il DA ha citato, quale motivo del ritardo nella definizione dei nuovi criteri e quindi dell’ennesima proroga, l’approvazione della nuova legge nazionale sul riordino del sistema delle Agenzie  e l’imminente approvazione della proposta di legge regionale sul riordino di Arpa Piemonte. Perché quindi non si è atteso di vedere quali eventuali modifiche quest’ultima apporterà alle competenze di Arpa, prima di pensare alle future PO?
Non c’è il rischio di prevedere incarichi per funzioni che magari un domani non saranno più competenza di Arpa? A noi pare di vedere una grossa incongruenza tra premessa e conclusioni. Come diceva “il Divo” a pensar male si commette peccato, però….

Redatto a cura del Coordinamento FSI
01.07.2016


* per i più curiosi: la “decrescita felice” è una corrente di pensiero politico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata, selettiva e volontaria della produzione economica della quale il filosofo Serge  Latouche è il principale esponente.

mercoledì 8 giugno 2016

Questionario sul benessere organizzativo: l'importanza di compilarlo

Nell'attività di rappresentanza sindacale bisogna sempre tener distinti l'interesse dei lavoratori dalle personali visioni ideologiche che spesso possono contribuire a distorcere la realtà.

E' su questo spirito che la FSI costruisce la propria azione sindacale e chi conosce la nostra storia sa che non siamo mai stati teneri con nessuno.
Noi ci battiamo perché l'Agenzia diventi una "casa di vetro" e che i problemi dei lavoratori siano chiari e noti a tutti i livelli. 

Di recente l'amministrazione ha dato notizia dell'avvio di un'indagine sul benessere organizzativo e stress da lavoro correlato. Erano anni che chiedevamo un'indagine su quest'ultimo tema e siamo contenti che questa richiesta sia stata finalmente accolta.

Nell'attività sindacale quotidiana siamo a conoscenza di un clima pesante, demotivante dal punto di vista professionale, in alcuni casi addirittura inacidito. Ci siamo attivati e siamo intervenuti più volte nei casi singoli che ci sono stati segnalati ma, pur essendo in "prima linea", non siamo in grado di dare una dimensione concreta e dimostrabile con i numeri alla mano dello stato di salute lavorativa dei nostri colleghi.

Ogni sindacato come sapete ha margini di azione più o meno ampia ma il suo ruolo in determinate situazioni è limitato dagli strumenti a disposizione.
La normativa, tuttavia, a fronte di un dibattito che parte da lontano (rimandiamo per i più curiosi una direttiva di oltre dieci anni fa del Ministro Manzella), ha predisposto degli strumenti che dovrebbero consentire quantomeno di monitorare a livello centrale alcuni fenomeni come quello del benessere organizzativo.

E' obbligo di ogni amministrazione compiere indagini sul benessere organizzativo, esistono linee guida dell'ANAC (l'ente anti corruzione) e della Funzione Pubblica che hanno predisposto un modello di questionario standard per rendere il fenomeno nei vari contesti confrontabile e valutabile, esiste un obbligo di legge (l'art. 20 c.3 del D. Lgs. 33/2013) di pubblicazione dei dati.

Abbiamo verificato che queste disposizioni normative e di indirizzo siano state effettivamente recepite dal lavoro dei colleghi (supportati, tra l'altro, da un soggetto terzo competente).

Se dunque la perplessità è di come si introduce (e traduce) all'intero dell'Agenzia uno strumento attuato già abitualmente in altri contesti, in questo caso, si è difronte  ad un'insieme di garanzie che ci dovrebbero mettere al riparo da problematiche che abbiamo visto su altri temi.

L'importanza di conoscere il fenomeno  - che è la vostra salute psicofisica come lavoratori - è un interesse primario della FSI per cui vi invitiamo alla partecipazione.

Alcuni delegati FSI, come lavoratori, hanno già compilato il questionario e l'hanno trovato completo, funzionale alle nostre esigenze conoscitive, e abbastanza sicuro dal punto di vista delle garanzie dell'anonimato (i dati verranno elaborati dall'Università).

Il nostro invito ai colleghi è quello di compilare il questionario e di farlo con molta attenzione, prendendosi tutto il tempo necessario, leggendo tutte le indicazioni e le slides allegate per una serie di ragioni:

-le domande sono costruite sullo schema graduato di valutazione che va dal "per nulla" a "del tutto". Questo tipo di costruzione richiede un'attenzione al tipo di domanda perché le accezioni negative e positive delle risposte possono essere diverse e variare da domanda a domanda:

Esempio: se la domanda è "Nel luogo di lavoro è violato il divieto di fumo ?" la risposta sarà tendente al "per nulla" (considerando un generale rispetto del divieto di fumo). Se la domanda è "Lei è vittima di fenomeni di mobbing ?" se si risponde "del tutto" vuol dite che siete mobbizzati.

-l'ultima pagina del questionario richiede alcuni dati personali (età, sesso, profili professionali, tipo di struttura). Pur considerando tutte le garanzie di anonimato possibile, facciamo notare che c'è un'espressa indicazione per le strutture di staff della direzione e dell'ufficio personale cosa che rende più probabile un'eventuale - ripetiamo, remota - individuazione del dipendente mentre tutte le altre strutture sono enunciate a livello generico (dipartimento, laboratorio,...). In questi casi consigliamo di omettere l'informazione.

Ci aspettiamo risultati sorprendenti, in grado di darci anche maggior forza nelle varie attività di denuncia che stiamo portando avanti sullo stato di degrado del nostro contesto lavorativo.

Come FSI vigileremo su tutto il processo di indagine e siamo come sempre a disposizione per raccogliere eventuali segnalazioni.

venerdì 27 maggio 2016

Blocco dei contratti: #CCNLNOIRICORRIAMO

Come è ormai noto, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 178 del 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che avevano disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Tale illegittimità costituzionale è stata definita dalla Corte come “sopravvenuta”, e cioè a valere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza n. 178/2015 nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 

Il governo, nella legge di stabilità per il 2016, ha indicato le risorse disponibili per i rinnovi contrattuali (quantificandole in misura insufficiente e ridicola) dal 1° gennaio 2016 ed in spregio della stessa sentenza della Corte Costituzionale, nulla è stato previsto per il periodo compreso tra il giorno successivo alla data di pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale e il 31 dicembre 2015.

Un ulteriore danno ai dipendenti pubblici è poi derivato sotto il profilo pensionistico.

Trascorsi oramai dieci mesi dalla promuncia della Corte Costituzionale, l'ufficio legale della FSI-USAE nazionale ha predisposto un ricorso individuando una fattispecie di danno che ha buone possibilità di essere accolta dalla magistratura ordinaria.

L'invito per gli iscritti è di aderire al ricorso per partecipare all'eventuale indennizzo.

Ulteriori informazioni e la procedura per l'adesione al ricorso è sul sito FSI nazionale.

STIMA MANCATI AUMENTI CONTRATTUALI

Proroga del termine per l'opzione al TFR

L'ARAN e le Confederazioni Sindacali hanno sottoscritto una proroga del termine dell’art. 2, comma 3, dell’AQN 29 luglio 1999 in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici. L'Accordo ha differito il termine del 31 dicembre 2015, entro il quale il personale in regime di TFS poteva esercitare l'opzione al TFR, di un ulteriore quinquennio. La suddetta proroga è dunque finalizzata a consentire, a chi si trova in regime di TFS, di continuare ad esercitare l'opzione al TFR ed iscriversi ai fondi di previdenza complementare negoziali.

Si rimanda al comunicato ufficiale per ulteriori informazioni

martedì 24 maggio 2016

Una triste notizia


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Parafrasando Woody: "Dio è morto, Marx è morto, e anche i controlli ambientali si sentono poco bene."

Ringraziamo l'autore involontario del refuso per questa pausa di ilarità.



P.s. ricordiamo che oggi pomeriggio a Torino e giovedì 26 pomeriggio a Grugliasco avranno luogo le assemblee FSI. Cercheremo di portarvi buone notizie :-)

venerdì 20 maggio 2016

Memorandum assemblee FSI

Cari colleghi,


Ieri si è svolta la prima assemblea di questo ciclo, presso la sede di Ivrea,

C'è stata una buona partecipazione ed il dibattito è stato partecipato e costruttivo su tutti punti dell'ordine del giorno.

Ringrazio tutti gli intervenuti; sarà nostra premura informare puntualmente su ogni novità degna di essere segnalata.

Nell'occasione ricordo il calendario delle nostre prossime assemblee che è il seguente:

  • martedì 24.05.2016 dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la sede di Torino (aula 8 - palazzina D0);
  • giovedì 26.052016 dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la sede di Grugliasco.


L'ordine del giorno è il seguente:


  1. La proposta di FSI per le Progressioni orizzontali; 
  2. Situazione regolamenti Tempo parziale, P.O., Telelavoro; 
  3. Stato dell’arte nel rinnovo del CCNL; 
  4. Osservazioni dei lavoratori sul nuovo assetto organizzativo; 
  5. Varie ed eventuali. 


Per qualsiasi informazione i delegati e gli attivisti di FSI restano a disposizione.


Un caro saluto a tutti




giovedì 19 maggio 2016

Si del Senato alla riforma delle Agenzie ambientali. Il disegno di legge passa alla Camera


E' notizia di questi giorni l'approvazione da parte del Senato della riforma delle Agenzie ambientali. E' una legge in discussione da due anni che ora passa alla Camera per l'approvazione definitiva. Tra tante luci (e qualche ombra) vi lasciamo ad un approfondimento che ripercorre le tappe di approvazione e le novità previste.


mercoledì 18 maggio 2016

L'economista Beppe Scienza sui rischi dei fondi pensione

Il dibattito sulla pensione integrativa oramai sta investendo i mass media con improbabili commentatori.

Come FSI segnaliamo il contributo del prof. Beppe Scienza che mette in allarme circa recenti servizi televisivi o articoli di giornale che non informano correttamente i lavoratori.

martedì 10 maggio 2016

ASSEMBLEE FSI - 19, 24 E 26 MAGGIO 2016

FSI, come annunciato, ha programmato una prima serie di assemblee per discutere e raccogliere osservazioni dai colleghi sui temi di cui proponiamo l'ordine del giorno poco oltre. Il calendario di questo primo ciclo di assemblee è il seguente:

19.05.2016 dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la sede di Ivrea

24.05.2016 dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la sede di Torino - 
Aula 8 - palazzina D0

26.05.2016 dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la sede di Grugliasco


L’ordine del giorno sarà il seguente:

        
  • la proposta di FSI per le Progressioni orizzontali;
  • Situazione regolamenti Tempo parziale, P.O., Telelavoro;
  • Stato dell’arte nel rinnovo del CCNL;
  • Osservazioni dei lavoratori sul nuovo assetto organizzativo;
  • Varie ed eventuali.
Interverranno alle assemblee gli RSU di FSI Anna Maria Scibelli, Carlo Maggiore, Nico De Leonardis e Michele Lattanzio

Vi aspettiamo.
Grazie

martedì 3 maggio 2016

Pensione: quattro cose da fare subito (articolo de la Stampa)

Continuamo a tenere aggiornati i nostri colleghi sui temi pensionistici.

Ecco un articolo informativo di base sulle alternative possibili pubblicato su  la Stampa.

lunedì 2 maggio 2016

Riforma Madia: non c'è tempo da perdere (per tutelare i nostri salari)

La stampa ha dato notizia proprio il giorno della festa del lavoro dei "nuovi" intendimenti del ministro Madia.

Vi mancava la pagella del Liceo, o meglio, ritenevate che quella valutazione che ogni anno ricevevate stancamente, a fotocopia, dal vostro rispettabilissimo dirigente, fosse una strasfigurazione
della pagella di vostro figlio ? 

La notizia è che le valutazioni, prima o poi (ma oggi i tempi decisionali sembrano essere molto più contratti rispetto al recente passato) incideranno sul nostro salario accessorio. La strada tracciata da Brunetta è continuata dall'attuale Governo anche in virtù di un forte consenso sociale che vede il lavoro pubblico come inefficiente o al più mal organizzato.

Ben presto il nostro salario accessorio risentirà pesantemente delle valutazioni annuali sulla produttività, e comunque sarà interpretata questa riforma, inciderà sicuramente nelle nostre tasche (almeno in quelle del 75% dei dipendenti).

L'altra novità degli intendimenti della Madia è il sostanziale atto di sfiducia negli attuali dirigenti pubblici per cui si accentra di fatto il metodo e il controllo sulle valutazioni. 

In definitiva lo scenario nazionale chiama in causa i principi cardine di un'azione sindacale moderna e coraggiosa quale vuole essere quella del FSI.

Si può ancora rincorrere la chimera del dare tutto a tutti come sostiene gran parte del sindacato dentro e fuori la nostra realtà ?

Si può ancora dedicare tempo ed energia ad evitare di togliere a qualcuno piccoli benefit, secondo noi su basi profondamente discrezionali, quando tra qualche mese o anno una dirigenza - quale che sia (speriamo non più nominata) - sarà chiamata a decidere a chi non dare più gli incentivi di produttività?

In questi giorni come FSI abbiamo avanzato una proposta alla RSU che, pur essendo accolta positivamente da quasi tutte le sigle, ha comunque registrato delle perplessità e dei distinguo su disponibilità di risorse per tutti e modalità di assegnazione. E qui i tempi "nuovi" del decisionismo governativo si scontrano con logiche di sigla e liturgie del passato che rischiano di farci perdere l'ultimo treno per salvaguardare il salario della maggior parte dei lavoratori di Arpa.

In altre realtà, non troppo distanti, il sindacato ha accettato di uscire dalla logica dell'elargizione a pioggia individuando un percorso di negoziazione non facile e non scevro da critiche da parte della platea degli esclusi.

Abbiamo condiviso con tutti i nostri calcoli e le nostre valutazioni perché ci sta a cuore il futuro dei lavoratori.

Ma ci sono forze interne che ci vogliono costringere ad un altro mondo, logiche perverse che sovvertono valori oramai accettati dall'intero mondo del lavoro. E qui vogliamo aggiornarvi sul tavolo tecnico degli incarichi di funzione. 

E' evidente il tentativo - questa volta della controparte, perché l'intera RSU ha condiviso una strategia comune - di venir meno a due principi cardini dell'istituto contrattuale:
- il primo è il tentativo di riduzione quasi allo zero dei criteri oggettivi di valutazione dei candidati (sintetizzata plasticamente dall'affermazione "io sono un dirigente, pagato per decidere non per le tabelline a punti");
-il secondo di arrampicarsi su qualsiasi parete per giustificare incarichi ad personam anche quando le funzioni non sono più oggettivamente individuabili nel nuovo assetto organizzativo.

E' questa una mentalità che non vuole vedere la realtà e il futuro che gli attende: tutelare i pochi diritti acquisiti dei loro prescelti, quando, un domani, saranno chiamati a decisioni ben più diffcili come scontentare la maggioranza dei propri dipendenti. Questo è quanto emerge dalle notizie sul questo pezzo della riforma Madia.
 
FSI  non accetta di percorrere strade oramai impercorribili. Abbiamo proposto nuovi percorsi, rimane da capire chi intende seguirci, ma non attenderemo inermi la catastrofe.

martedì 5 aprile 2016

Accordo tra sindacati e Aran sui nuovi comparti della PA


Pubblichiamo un estratto di un articolo apparso oggi sul "Quotidiano della sanità.it" relativo all'intesa raggiunta questa notte sulla definizione dei nuovi comparti della Pubblica Amministrazione, che saranno quattro.
La cosa che ci riguarda più da vicino è che il personale del Comparto delle agenzie ambientali rimarrà nell'area di contrattazione della Sanità


"Contratti. Firmata l’intesa con i sindacati. Per la Sanità un’area autonoma sia per il comparto che per la dirigenza. Ma dirigenti amministrativi, tecnici e professionali stanno con gli Enti locali
L'accordo è arrivato alle 4 di stamattina. Previsti 4 comparti: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca e Sanità. Per la dirigenza sanitaria c'è un'area specifica che non comprenderà però i dirigenti amministrativi, tecnici e professionali. Questi ultimi confluiranno nell'area Funzioni locali. IL TESTO DEGLI ARTICOLI 6 E 7 DELLA BOZZA DI INTESA (in allegato)

05 APR - Una riunione fiume all'Aran per la definizione delle aree contrattuali del pubblico impiego. L'intesa con i sindacati si è attesa per tutta la giornata ma è arrivata solo alle 4 di martedì mattina.

Sul tavolo una bozza che recepisce in linea di massima le indicazioni emerse dall'atto di indirizzo del ministro Madia. Un'intesa indispensabile per sbloccare finalmente l'avvio dei negoziati per i rinnovi dei contratti pubblici per gli anni 2016-2018. Rinnovo atteso ormai da 8 anni e reso ancora più necessario dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015.

Secondo la bozza in discussione (di cui anticipiamo alcuni stralci relativi alla sanità) emergono quattro aree contrattuali per i comparti della PA: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca, e Sanità.

Il comparto di contrattazione collettiva della Sanità, si spiega all'articolo 6 della bozza, comprende il personale non dirigente dipendente da Asl, Ao, Aou, Izs, Irccs, Rsa, Arpa, Agenas e Inmp.  

Quanto alla dirigenza, nella bozza si specifica che l'area della dirigenza della sanità comprende i dirigenti delle amministrazioni del comparto Sanità, ad esclusione dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali che, come già previsto dalla riforma della Pa e ribadito nell'atto di indirizzo del febbraio scorso, rientreranno nell'area Funzioni locali. E' stato poi specificato che nell'area della dirigenza sanitaria sono compresi anche i dirigenti delle professioni sanitarie di cui alla legge 251/2000 e cioè dirigenti infermieri, dirigenti ostetriche, dirigenti tecnici sanitari, della riabilitazione e della prevenzione."


lunedì 14 marzo 2016

FSI: prossima fermata 2018



Esatto gentili colleghe e cari colleghi, avete capito bene, nonostante il pressing di cui siamo stati oggetto nelle ultime settimane da parte di USB (esplicitamente attraverso il proprio bollettino d’informazione) e di alcuni ex RSU della CGIL  dimessisi l’estate scorsa, noi, i quattro delegati FSI, a piede fermo abbiamo deciso di rimanere in RSU, di continuare la nostra azione sindacale di critica, di confronto, di proposta.
Come abbiamo sempre fatto.

Noi di FSI ci siamo riuniti venerdì 11 marzo con il preciso intento di verificare le nostre rispettive posizioni, di chiarirci le idee su ciò che vogliamo fare, ma soprattutto per fare il quadro delle situazione,  anche in un ottica di bilancio del lavoro fino a qui svolto.

Nico De Leonardis il 9 marzo ha pubblicato una sua personale riflessione con la quale di fatto anticipa, con toni estremamente raffinati e certamente efficaci, il sentire comune della compagine FSI. 

Non starò a ripetere i concetti che ha espresso e con i quali ci siamo tutti identificati.

Dirò solo, con parole mie, perché rimaniamo.

Chi ci conosce sa in cosa consiste la nostra azione fatta di assistenza diretta alle persone che si trovano in difficoltà davanti a vessazioni, abusi di potere e arbitrio.  Siamo sempre intervenuti per amore delle regole senza mai sottrarci al confronto con una certa parte della classe dirigente arrogante, autoreferenziale e convinta di poter disporre del proprio potere secondo principi di clientela cortigiana e non di giustizia.

Chi ci conosce sa quanto ci siamo spesi per criticare ogni comportamento illogico e irrazionale delle varie direzioni che sono succedute negli ultimi anni (da Coccolo fino a Robotto).

Chi ci segue sa anche come, negli ultimi due anni, davanti alle manovre diversive della direzione Robotto messe in atto per illuderci che esistevano margini di trattativa su questioni per le quali invece la Direzione non era altro che mera esecutrice del dettato della Politica, FSI abbia reagito scegliendo una propria linea di condotta, sottraendosi al gioco perverso nel quale la Direzione ci voleva relegare: il ruolo di comprimari nella farsa dei cosiddetti tavoli tecnici, messi su a bella posta per portare a spasso quella parte di sindacato convinta di poter scalfire decisioni già prese molto più in alto delle “teste pensanti” nostre interlocutrici.

Mi riferisco naturalmente alla vicenda della riorganizzazione “voluta” da Robotto e che ad oggi non ha esaurito i propri effetti in termini di caos assoluto determinato dal varo di continue disposizioni che si contraddicono l’un l’altra.   In tale circostanza abbiamo dimostrato che   FSI può essere alleata quando esiste condivisione di idee e programmi, ma non è gregaria di nessuno.

Non sto ad elencare tutte le cose che ci hanno caratterizzato in questi anni, d’altronde facilmente verificabili dalla lettura dei nostri resoconti, ma una cosa la diciamo a voce ferma all’indirizzo dell’USB e di molti ex CGIL  che pur di convincerci a mollare non esitano ad instillare dubbi sulla nostra genuinità:

NON ABBIAMO SECONDI FINI, NON ABBIAMO “FINALITA’ DIVERSE”;

i modi forse ci distinguono e questo è naturale, ma sia chiaro che
NON PERMETTIAMO A NESSUNO di definirci complici, complottatori o ruffiani di qualcuno.

La nostra storia parla per noi:

-  non abbiamo cercato favori per i nostri aderenti;
-  non ci siamo messi all’ombra di nessun potere;
-  non abbiamo cercato scorciatoie per chicchessia.

I nostri principi sono il nostro collante, il nostro comune denominatore. Altri non so se possono dire altrettanto.

Ad alcuni transfughi della CGIL che oggi ci accusano più o meno di collateralismo solo perché non ci dimettiamo facendo cadere una RSU malfunzionante e compromessa (questo sta nei fatti e lo riconosciamo) ricordiamo che quando hanno maturato questa decisone, per strategie loro, ci hanno messi davanti al fatto compiuto, non hanno chiesto un nostro parere, a noi che eravamo nella “maggioranza”. 

Se ne sono andati da un giorno all’altro, alla faccia nostra, dei loro elettori e con buona pace della democrazia.

Ai medesimi ricordiamo inoltre come, pur disponendo di un consenso talmente ampio da garantirgli in quel momento la maggioranza assoluta in RSU, non sono stati in grado di incidere in alcuna misura nelle decisioni della Direzione in tema di riorganizzazione. Questo crediamo dovrebbe portarli a riflettere e ad evitare di sparare ora giudizi a vanvera sulle nostre azioni. Non ci risulta, peraltro, che in passato, alcuni delegati RSU, abbiano improntato la loro azione con l’uguale coerenza, imparzialità e correttezza che oggi viene richiesta a FSI.

Il ricordo di alcuni errori del passato sono ben presenti nella memoria dei nostri colleghi.
Senza preconcetti, ma anche senza soverchie illusioni diciamo che se la RSU attuale sarà in grado di fare sintesi collaboreremo (anche se le prove più recenti non sono affatto incoraggianti) altrimenti noi siamo una minoranza, ma pur sempre significativa, in grado di continuare a fare autonomamente il lavoro svolto fino ad oggi, ovvero: critica, proposta, denuncia, difesa degli interessi singoli e collettivi.

Lo dobbiamo a chi ci ha votati, lo dobbiamo a chi ci segue.  

Il giorno 11 aprile 2016 si svolgerà a Torino una nostra assemblea nell’ambito della quale spiegheremo a chi vorrà intervenire le nostre ragioni, le nostre future iniziative sindacali aggiornando nel contempo i lavoratori rispetto al quadro generale della nostra Agenzia. 

Torino, 14 marzo 2016

Michele Lattanzio
Coordinatore FSI di Arpa Piemonte

lunedì 22 febbraio 2016

Contrordine! Cambiate la password

Con un comunicato via email che trattiene a stento il disappunto per l'improvvisa retromarcia i nostri Sistemi Informativi ci informano che sarà possibile fin da subito cambiare password alla nostra posta di servizio.

Ogni mattina un istante prima di timbrare il cartellino ci chiediamo quale illogicità ci riserverà la giornata. 

Non occorre essere hacker per attaccare un access point ad una presa di rete e far gridare "all'attacco informatico", non occorre essere laureati alla Bocconi per capire che si spende di più per un servizio esternalizzato che, in precedenza, aveva un servizio del tutto analogo svolto con serietà  e professionalità da alcuni colleghi.

Non occorre essere di Anonymous  per capire che una password che non si può cambiare per due settimane desta qualche sospetto. Quale sarà il prossimo comportamento illogico cui assisteremo? La richiesta del pin del bancomat per avere l'accredito dello stipendio?

Nessuno vuole mancare di rispetto a colleghi che cercano, nelle loro possibilità, di fare meno danni possibile ma rendiamoci conto che questo è l'ennesimo episodio che dimostra come i principi di competenza e professionalità in Arpa Piemonte siano sempre stravolti con risultati spesso grotteschi.

giovedì 18 febbraio 2016

Allerta privacy massima importanza


Corre l’obbligo allertare i lavoratori sulla notizia pervenuta ieri con la quale si dispone la modifica della chiave di accesso alla casella di posta Zimbra.
 Nella comunicazione trasmessa da “Assistenza Zimbra” che, come saprete, è gestita da una società esterna ed estranea ad Arpa si comunicano le modalità di passaggio alle nuove modalità di acceso.

Esiste un PERICOLO GRAVE di violazione della riservatezza delle comunicazioni sia a livello personale che di lavoro, infatti il regime transitorio che consente di usare contemporaneamente, fino al 29 febbraio, sia la vostra vecchia PW che quella fornita dal gestore consente in linea teorica e senza alcun controllo interno la lettura da parte di soggetti estranei di tutte le nostre comunicazioni.

FSI ha già interpellato direttamente gli uffici dell’Autorità “Garante per la protezione dei dati personali” i quali hanno confermato l’illegittimità dell’operazione.

Di nostro avvertiamo tutti di operare con la massima attenzione nell’utilizzo, sia personale che per particolari attività di servizio che richiedono la massima riservatezza, in questo periodo e fino a quando, stando alle informazioni pervenute sia da AFT che dal Gestore di Zimbra, sarà possibile modificare la PW assegnata di default in una nuova di nostra creazione.

Sarà nostra cura verificare ulteriomente le implicazioni legali del problema qui evidenziato.
In allegato le linee guida del “Garante” sull’utilizzo dei sistemi informatici in ambito aziendale.
 Grazie dell’attenzione.

Lavoro: le linee guida del Garante per posta elettronica e internet Le regole aziendali, il doppio indirizzo e-mail, il fiduciario, i siti non accessibiliI datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione inInternet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso ditali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali.Il Garante privacy, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”,fornisce concrete indicazioni in ordine all'uso dei computer sul luogo di lavoro. “La questione èparticolarmente delicata – afferma il relatore Mauro Paissan – perché dall'analisi dei siti web visitati sipossono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono averecontenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e lalesione della riservatezza dei lavoratori”.L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di informare con chiarezza e in modo dettagliato ilavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che venganoeffettuati controlli. Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione sistematica delle e-mail così come ilmonitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe uncontrollo a distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori. Viene inoltre indicata tuttauna serie di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la possibilità, prevista solo in casilimitatissimi, dell'analisi del contenuto della navigazione in Internet e dell'apertura di alcuni messaggi diposta elettronica contenenti dati necessari all'azienda.Il provvedimento raccomanda l'adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definitocoinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso diInternet e della posta elettronica.Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizziimpropri, così da ridurre controlli successivi sui lavoratori. Per quanto riguarda Internet è opportuno adesempio:• individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa;• utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta diblack list o il download di file musicali o multimediali.Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno che l'azienda:• renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it;ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza;• valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinatoad un uso personale;• preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate dialtri lavoratori cui rivolgersi;• metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenutodei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in casodi assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legateall'attività lavorativa.Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventualicontrolli da parte del datore di lavoro devono essere effettuati con gradualità. In prima battuta si dovrannoeffettuare verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro, in modo da individuare l'area da richiamareall'osservanza delle regole. Solo successivamente, ripetendosi l'anomalia, si potrebbe passare a controllisu base individuale.Il Garante ha chiesto infine particolari misure di tutela in quelle realtà lavorative dove debba essererispettato il segreto professionale garantito ad alcune categorie, come ad esempio i giornalisti.Roma, 5 marzo 2007

giovedì 11 febbraio 2016

A carnevale ogni scherzo vale….




….ed è proprio uno scherzo, o meglio una pantomima quella che è andata in scena l’8 febbraio durante l’incontro con l’Amministrazione e richiesto dall’attuale maggioranza Rsu (Cgil, Cisl E Uil) in merito al  bando di mobilità interna 1/2016 di prossima uscita.

Ecco i fatti.

Come tutti sanno il processo di riorganizzazione dell’Arpa ha previsto la chiusura dei laboratori di Omegna, Vercelli, La Loggia e Asti e la concentrazione di tutte le attività laboratoristiche a Novara, Grugliasco, Alessandria e Cuneo.

Tutti ricorderete le aspre critiche sul Piano di Riorganizzazione piovute sull’Amministrazione negli ultimi anni da parte di alcuni sindacati (Cgil, USB e FSI).

Ora, poiché nelle sedi dismesse non ci sono più i laboratori ma ci sono i tecnici mentre nelle nuove sedi ci sono i laboratori ma non i tecnici nasce ovviamente l’esigenza di spostare questi ultimi nelle nuove sedi laboratoristiche.

L’amministrazione ha ribadito in diverse occasioni che non sarebbe ricorsa alla mobilità d’ufficio e quindi nessuno dei lavoratori dei laboratori chiusi sarebbe in via teorica obbligato a lasciare la propria sede di lavoro qualora  optasse verso la possibilità di riconvertirsi in altre attività dipartimentali, proprio come successo ai colleghi di Ivrea.
Unica eccezione sono i lavoratori di la Loggia la cui sede verrà chiusa con uno spostamento inevitabile del personale.

L’8 maggio del 2015 l’Amministrazione bandisce una “ricerca di professionalità” e lo fa ai sensi della determina 761 che stabilisce di concedere un contributo economico agli aderenti al bando in relazione alla distanza dall’abitazione al nuovo luogo di lavoro

Il 30 settembre 2015 nell’atto n. 115 del Direttore generale,  che stabilisce i criteri di accesso al “cofinanziamento dei titoli di viaggio”, vengono fissate le varie modalità di accesso al beneficio, ossia coloro che acquistano un abbonamento ai trasporti pubblici vengono cofinanziati in misure variabili che vanno da un minimo del 25 ad un massimo del 60%, mentre coloro che aderiscono al bando di mobilità dalle sedi di lavoro in chiusura verso le nuove strutture di laboratorio  possono accedere ad un finanziamento privilegiato del 90%, per due anni e senza neanche il comprovato acquisto di un titolo di viaggio.

Per inciso, in passato tale misura in casi assimilabili non era stata prevista; salta agli occhi come questa soluzione sia dunque foriera di macroscopiche sperequazioni! (vedasi la chiusura del laboratorio di Torino e lo spostamento a Grugliasco dei lavoratori, così come il trasferimento di tutti gli uffici non dipartimentali nella nuova sede di via Pio VII) .
Basterebbe già questo per definire paradossale ed illecita tale decisione ma, come se non bastasse, a fronte del nuovo bando di mobilità trasmesso in bozza alle OO.SS. ed alla RSU, durante l’incontro i componenti sindacali CGIL sono arrivati a formulare le seguenti proposte:

  • raddoppio a quattro anni del summenzionato benefit del 90 %
  • possibilità di cambiare idea sino a sei mesi dopo il trasferimento, qualora le mansioni svolte nella nuova sede non dovessero risultare gradite

oltre addirittura, udite udite…

  • una fascia in più (quindi fissa e definitiva sino alla pensione) ai mobilitati, il tutto sotto la voce-paravento “tutela dei lavoratori in condizione di disagio”.

Per essere ULTERIORMENTE  chiari, diciamo ANCHE  che gli spostamenti di personale all’interno della stessa Struttura (quali ora sono gli ambiti dei quattro Dipartimenti territoriali) e all’interno dei 50 km per legge NON si configurano come mobilità. Parlare ora di bandi di mobilità, incentivazioni economiche agli spostamenti volontari ecc. rappresenta quindi una sovrastruttura che fa comodo SOPRATTUTTO ALL’AMMINISTRAZIONE che, con una “mancetta”, tenta di comperarsi la complicità di qualche lavoratore disposto ad aderire al bando RISOLVENDO COSÌ LE ASSURDE SITUAZIONI generate da questa  riorganizzazione improvvisata.

L’altra faccia della medaglia in questa penosa vicenda è rappresentata dalla CGIL che per anni ha, insieme a FSI e USB,  giustamente contestato la riorganizzazione, mentre oggi cerca di alzare la posta sui benefit illegittimi di cui sopra a favore di pochi lavoratori  confermando, a distanza di poche settimane dall’accordo sui residui dei fondi,  la propria attitudine a favorire minoranze di potenziali simpatizzanti, tradendo così la visione d’insieme del problema smembramento dell’Agenzia e quindi l’interesse comune.
In sostanza, quella che si sta delineando è una situazione in cui si contemperano le esigenze dell’Amministrazione, che con un escamotage riesce a farsi togliere le castagne dal fuoco dagli stessi lavoratori, e quelle di certi sindacati che provano a frenare l’emorragia di consenso facendo apparire mirabolanti conquiste sindacali.

Il carnevale ormai è finito, GIU’ LA MASCHERA!!!   

Redatto a cura del Coordinamento FSI

11.02.2016

mercoledì 27 gennaio 2016

COMUNICATO STAMPA segreteria territoriale FSI

Inoltro un comunicato stampa della Segreteria Territoriale di FSI relativo alla mia decisione risalente a qualche giorno fa di rimettere il mandato di Coordinatore del gruppo dirigente del Sindacato.
Nell'occasione ringrazio la Segreteria Territoriale FSI, il gruppo dirigenti FSI di Arpa per la confermata fiducia e l'apprezzamento del mio operato.
Ringrazio anche i molti colleghi che mi hanno in qualche modo manifestato la loro stima e vicinanza.
Michele Lattanzio  

 
COMUNICATO STAMPA
Rinnovato a Michele LATTANZIO l’incarico di
Referente Aziendale alla guida del gruppo
dirigente FSI dell’ARPA Piemonte.

Il giorno 25 gennaio 2016, presso la sede provinciale FSI, si è tenuto un incontro con il gruppo dirigente FSI del Coordinamento Aziendale dell’ARPA Piemonte, presieduto dal Segretario Territoriale Salvatore ORIFICI, al fine di verificare le criticità organizzative evidenziate dal collega Referente Aziendale Michele LATTANZIO.
L’incontro ha consentito di approfondire una serie di tematiche che hanno messo in luce alcune problematiche di carattere contrattuale che sono state risolte con la condivisione di obiettivi e strategie da intraprendere.
Il gruppo dirigente ha manifestato l’estrema determinazione sia per continuare il percorso di costante crescita della FSI all’interno dell’ARPA Piemonte, che per affermare la nostra organizzazione sindacale come principale punto di riferimento per i colleghi.
Il confronto costruttivo ha portato all’unanimità la conferma di Michele LATTANZIO nel ruolo di Referente Aziendale FSI dell’ARPA Piemonte.
L’impegno di tutto il gruppo dirigente della FSI è profuso non solo nell’ampliamento del consenso associativo e dell’assistenza sindacale, ma anche nella fornitura di servizi a favore degli associati quali: assistenza fiscale, patronato, tutela legale, convenzioni.
Il Segretario Territoriale Salvatore ORIFICI ha concluso con un plauso ed un vivo ringraziamento per l’ottimo lavoro fino ad ora svolto dal gruppo dirigente FSI dell’ARPA Piemonte.

Torino 25 gennaio 2016

Il Segretario Territoriale di Federazione
Provincia di Torino
(Salvatore ORIFICI)