Coraggio i controlli ambientali servono. È questo il sottotesto della vicenda Volkswagen: l'EPA, l'agenzia ambientale americana, smaschera il trucco della casa tedesca ed emette direttamente la multa.
Sarà pure una guerra commerciale, ma almeno è studiata bene e i due principi cardini del sistema americano - organismi indipendenti e controllo del libero mercato - sono salvi.
Molti dirigenti Arpa desideravano tanto una Golf da comprare con il milione di euro che li avrebbe premiati per una carriera basata sempre sul merito e l'indipendenza di giudizio. Dovranno aspettare, chissà, forse il prossimo decreto. Intanto i nostri direttori a furia di decreti riescono a truccare benissimo il motore dell'agenzia.
Gli ultimi atti di nomina dei dirigenti sono un capolavoro all'italiana: false partenze, spie che si accendono (per mancanza di scelta di candidati), retromarce, ma soprattutto non si lascia a terra nessuno nonostante le dichiarazioni di efficientamento e risparmio. Nasce la nuova figura del dirigente acquiescente che in attesa della quiescenza viene accompagnato alla lauta pensione retributiva da incarichi di pochi mesi.
Potevamo risparmiarci questa piccola dilapidazione di soldi pubblici? E perché mai ? Più facile truccare il motore e lasciare la grana all'INPS e ai contribuenti.
Si aggirano nei palazzi dirigenti disorientati, accompagnati da impiegati-badanti, che da funzioni tecniche passano a ruoli da burocrate giusto il tempo per salutare in pochi mesi i colleghi di una vita e festeggiare la pensione. Siamo sicuri che in questi pochi mesi con il loro operato lasceranno la loro impronta come mai prima. Come FSI proporremo di istituire corsi dell'Università della Terza Età ed un corso di pilates.
E si, cara Merkel, ci è dura ammetterlo, sapete truccare i diesel ma nessuno come noi, tra riforme e decreti, riesce a fregarvi. Intanto, invece di occuparci dei problemi dei lavoratori dell'agenzia, pare che ci siano posti liberi per rappresentanti sindacali. Il requisito è non essere intolleranti al Buscopan.
mercoledì 23 settembre 2015
mercoledì 16 settembre 2015
Cambiamenti
Cambiamenti
"Cambiare logica è molto facile
Cambiare idea già un po' più difficile
Cambiare fede è quasi impossibile
Cambiare tutte le ragioni
Che ci hanno fatto fare gli errori
Non sarebbe neanche naturale"
Cambiamenti, Vasco Rossi
Nelle ultime ore cinque componenti della stessa sigla hanno presentato le dimissioni da delegati RSU.
Il fatto è a nostro avviso insolito e si inserisce in un momento molto critico dell'Agenzia.
Avendo lavorato a stretto contatto con loro, seppure nelle diversità delle rispettive posizioni, ne abbiamo apprezzato il valore e la serietà oltre che l'energia e la passione di figure che per la prima volta si affacciavano all'attività sindacale.
Abbiamo più volte denunciato con loro il rischio che l'Agenzia perdesse la sua autonomia ed autorevolezza e ci auguriamo che dietro questa scelta di dimissioni collettiva non si nasconda, ancora una volta, la bramosia di un controllo esterno.
Qualora ciò rispondesse al vero, i delegati FSI ne trarrano le opportune conclusioni.
Nel salutare i colleghi dimissionari, speriamo di poter continuare a lavorare con i nuovi delegati subentranti in continuità con quanto avvenuto negli ultimi anni.
I delegati FSI Arpa Piemonte
"Cambiare logica è molto facile
Cambiare idea già un po' più difficile
Cambiare fede è quasi impossibile
Cambiare tutte le ragioni
Che ci hanno fatto fare gli errori
Non sarebbe neanche naturale"
Cambiamenti, Vasco Rossi
Nelle ultime ore cinque componenti della stessa sigla hanno presentato le dimissioni da delegati RSU.
Il fatto è a nostro avviso insolito e si inserisce in un momento molto critico dell'Agenzia.
Avendo lavorato a stretto contatto con loro, seppure nelle diversità delle rispettive posizioni, ne abbiamo apprezzato il valore e la serietà oltre che l'energia e la passione di figure che per la prima volta si affacciavano all'attività sindacale.
Abbiamo più volte denunciato con loro il rischio che l'Agenzia perdesse la sua autonomia ed autorevolezza e ci auguriamo che dietro questa scelta di dimissioni collettiva non si nasconda, ancora una volta, la bramosia di un controllo esterno.
Qualora ciò rispondesse al vero, i delegati FSI ne trarrano le opportune conclusioni.
Nel salutare i colleghi dimissionari, speriamo di poter continuare a lavorare con i nuovi delegati subentranti in continuità con quanto avvenuto negli ultimi anni.
I delegati FSI Arpa Piemonte
venerdì 28 agosto 2015
Uno "spettro" ignorato dalla rassegna stampa
Misteriosa lacuna nella nostra nuova rassegna stampa. In effetti, gli spettri così come gli inquinanti citati nell'articolo, sono poco visibili quindi ammettiamo questa svista dei redattori.
Ci siamo chiesti perché i colleghi debbano leggere solo le buone notizie.
Per fortuna l'Arpa è ricca di attenti lettori e osservatori.
Per future segnalazioni fsiarpapiemonte@gmail.com
Ci siamo chiesti perché i colleghi debbano leggere solo le buone notizie.
Per fortuna l'Arpa è ricca di attenti lettori e osservatori.
Per future segnalazioni fsiarpapiemonte@gmail.com
domenica 2 agosto 2015
Pensione integrativa: una ricerca svela che ne sappiamo poco!
I lavoratori italiani sono poco informati sul loro futuro pensionistico, ma hanno l’idea che, in vecchiaia, il loro reddito sarà precario. È il dato emerge dal sondaggio condotto dalla Doxa per l’Indagine annuale sul risparmio, presentata dal Centro Einaudi e Intesa Sanpaolo (1.076 famiglie intervistate fra gennaio e febbraio 2015).
Vi riportiamo nel dossier pensioni un articolo del Sole 24 ore che pubblica alcune osservazioni interessanti:
- solo il 47% degli intervistati si è informato sulla nuova età pensionabile e solo il 43% su quanto prenderà di pensione.
- praticamente fino ai 45 anni nessuno si occupa realmente della propria posizione previdenziale: né di quella di primo pilastro, cioè quella obbligatoria, né della pensione complementare o integrativa.
-uno dei motivi del disinteresse è il continuo mutare del quadro normativo in materia previdenziale che contribuisce ad alimentare l'atteggiamento fatalista sulla materia pensionistica.
Intanto sul fronte del fondo chiuso di categoria (il Fondo Perseo Sirio per intenderci) è giunta notizia dell'affidamento a UnipolSai Assicurazioni della gestione dei fondi.
mercoledì 15 luglio 2015
Alcune considerazioni sulla situazione della SS03.04
Gentili colleghi della SS03.04,
sperando di fare cosa gradita, vi mando alcune note sulla situazione della nostra Struttura in relazione al processo di adeguamento del Regolamento di organizzazione di Arpa, più alcune considerazioni di interesse generale.
Rimango a Vs. disposizione per eventuali chiarimenti.
Carlo
Agenzia unica per le verifiche.
Come
certamente saprete si parla, da parecchio tempo, della creazione di una
Agenzia unica per le ispezioni del lavoro che accorpi in un unico ente
le funzioni in materia attualmente svolte da INPS, INAIL Ministero del
Lavoro.
Nella formulazione di qualche mese fa, pareva che in tale ente dovessero essere ricompresi anche i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle ARPA, con il relativo personale ispettivo e di supporto.
Stando
alla formulazione del decreto attuativo del Jobs act , in fase di
approvazione definitiva, quest’Agenzia dovrebbe invece rivelarsi
“semi-unica” ricomprendendo gli ispettori del lavoro, dell’Inps,
dell’Inail, ma non quelli degli SPRESAL e delle ARPA, con i quali la
futura Agenzia Unica dovrà limitarsi ad una funzione di “coordinamento”
Progetto di legge regionale sul riordino di Arpa Piemonte
La
proposta di legge 92, presentata il 22/01/2015 dalla Commissione
Ambiente della Regione Piemonte, prevede un riordino complessivo
dell’Agenzia, in sostituzione della legge istitutiva n. 60. Secondo voci
affidabili, la proposta dovrebbe essere presentata in luglio al
Consiglio regionale per l’inizio della discussione e, probabilmente,
approvata ad inizio autunno
All’art.
9 della p.d.l. è citato espressamente: “l'ARPA non eroga prestazioni di
alcun genere a favore di soggetti privati”, ad eccezione delle
“prestazioni tecnico-scientifiche per le quali i soggetti privati sono
tenuti sulla base della normativa vigente ad avvalersi necessariamente
ed esclusivamente dell'ARPA”
Evidentemente,
stante le ben note disposizioni del “decreto del fare”, qualora la
proposta di legge venisse approvata senza apportare modifiche a tale
articolo, questo significherebbe di fatto il divieto per Arpa di
svolgere le verifiche ispettive sugli apparecchi di sollevamento ed a
pressione.
Abbiamo
cercato (senza grosso successo) di capire se questa disposizione fosse
da intendersi in un quadro più generale, tipo, appunto, il passaggio di
tali funzioni (e del personale corrispondente) all’Agenzia unica o se,
più semplicemente, fosse frutto di una ignoranza regionale di ciò che
Arpa svolge su mandato della Regione stessa.
Sinceramente,
io propendo più per questa seconda ipotesi; in ogni caso la
problematica è stata espressamente segnalata alla Regione da parte della
RSU, quindi ci si può ragionevolmente attendere che la questione venga
meglio specificata in sede di approvazione.
Riordino di Arpa Piemonte secondo l’ing. Robotto
Facciamo
un gioco: chi di voi è riuscito a seguire l’abnorme produzione di
decreti da parte del DG in merito all’organizzazione/riorganizzazione di
Arpa? E chi soprattutto, è in grado di dire a che punto siamo oggi, 3
luglio?
Le
informative sindacali da parte delle varie sigle, compresa FSI, hanno
faticosamente cercato di aggiornarvi tenendo il passo di atti, contro
atti, rettifiche di atti e così via. Il risultato, ne sono certo, è che
ben presto avrete smesso di leggerle a priori se non, magari
saltuariamente, attirati da qualche titolo più accattivante.
Sperando
di non risultare stucchevole, provo a fare la fotografia ad oggi,
limitando il campo a ciò che ci riguarda direttamente.
Secondo
il piano di riordino trasmesso al Comitato regionale di indirizzo il 13
maggio, l’attuale SC03 dovrebbe essere accorpata con l’attuale SC21 per
formare il Dipartimento “Rischi fisici e tecnologici”.
Dall’attuale
SC03 verrebbero scorporate le funzioni attualmente svolte dalla SS.
Rischio industriale ed Igiene industriali che, nell’assetto futuro
dovrebbero essere inglobate all’interno del laboratorio di Grugliasco,
mentre nella futura SC dovrebbero trovare posto le attività svolte da
Verifiche impiantistiche, Rischio industriale e Centro regionale
amianto.
Successivamente,
con decreto 55 del 16 giugno, venivano approvate le modifiche al
Regolamento stabilendo due tempistiche applicative: subito in vigore per
quanto concerne le variazioni ai Dipartimenti territoriali e Uffici
Centrali; entro il 31/12 per i Dipartimenti tematici (compreso il
nostro)
Al
medesimo atto viene inoltre allegato “per comodità e chiarezza” (sic!)
il regolamento coordinato vigente ad oggi, che recepisce le modifiche
immediate ma non quelle previste per fine anno: morale rimane la SC03
attuale, poi si vedrà.
Dirigenti
Come
sapete, a seguito del pensionamento del Dott. Dovis, dall’inizio 2015
la Dott.ssa Paola Quaglino è stata nominata responsabile di SC03
Senza
alcuna presunzione di disquisire sulla professionalità della suddetta
dirigente, l’aver nominato come responsabile ad interim della SC03 la
responsabile della AFT e quindi, in sostanza, la dirigente che ha
seguito fin dall'inizio la progettazione del piano di ridimensionamento
della rete laboratoristica e che si sta attualmente occupando della
conseguente gestione della fase attuativa (che, come prevedibile, si sta
rivelando assai problematica) ha fatto sì che, di fatto, la sua nomina
alla SC03 fosse finora unicamente virtuale ma non avesse alcuna
implicazione pratica.
Conseguentemente
alla fase di riordino di Arpa, con decreto 57 il 22 giugno veniva
pubblicato un avviso interno per la ricerca di responsabile della SC03
con incarico dirigenziale privatistico, fino al 31/12.
Dopo
pochi giorni il Dott. Duretto, attuale responsabile del dipartimento di
Asti, si presentava inn alcuni uffici della SS03.04 annunciando di
essere prescelto per tale incarico e scusandosi fino d’ora se avrebbe
potuto essere poco presente (il Dott. Duretto andrà in pensione a fine
anno e, ovviamente dovrà esaurire entro tale data le ferie residue…).
Senonché
con l’ennesimo dietrofront, il DDG 60 del 30 giugno stabiliva che,
poiché il DDG 55 è stato inviato al Nucleo di controllo, ed in attesa di
eventuali osservazione di quest’ultimo organo, laddove nel DDG 55 è
prevista l’attuazione immediata, questa in realtà va intesa come data da
definirsi con successivo atto e, pertanto, la dott.ssa Quaglino è
prorogata presso la SC03 sino al 31/8, mentre il dott. Duretto è
prorogato sino a tale data come direttore del dipartimento di Asti.
Per
quanto riguarda l’incarico del dott. Richieri, parrebbe rientrare tra
quelli che proseguono “senza necessità di conferma in questa fase”.
Un commento.
Per
quanto riguarda i commenti alla situazione generale di Arpa ed alla
tragicomica gestione di questa fase di transizione, rimando totalmente
alla informativa FSI in data odierna che potete trovare al link
Mi
limito unicamente ad aggiungere una sintetica considerazione sulla
gestione in generale della SC03 e della SC03.04 in particolare: io penso
che una struttura complessa che “porta a casa i soldi” meriterebbe ben
altra considerazione di quella ricevuta finora.
Le
nomine che si sono susseguite al vertice di SC negli ultimi anni hanno
l’unico comune denominatore di considerarci un parcheggio per dirigenti
prossimi alla quiescenza: una sorta di cimitero degli elefanti o di
ricovero per vecchi cavalli ormai imbolsiti.
Nessun
progetto per riconquistare fette di mercato e di attività perse nel
corso degli anni, per esplorare possibilità di crescita, per valorizzare
al meglio le ottime professionalità esistenti.
Nessuna
considerazione da parte di una Direzione orientata unicamente a seguire
le contraddittorie ambizioni di una Regione dalle troppe teste e con
l’unico obiettivo di mostrare all’esterno un risparmio apparente.
Salvo,
puntualmente ogni anno, il tentativo da parte di qualche anonima
manina, di infilarci sibillinamente obiettivi su un “incremento di
fatturato” totalmente irrealizzabile in queste condizioni.
Ci hanno provato anche quest’anno e anche stavolta siamo riusciti a venirne fuori.
Vedremo se andrà in porto questo accorpamento con l’attuale SC21 e cosa ne conseguirà.
Il barometro di Arpa punta tristemente e da troppo tempo verso il basso.
venerdì 3 luglio 2015
Cambia tutto e "da subito"….anzi no!
Ricorderete che nel nostro post del 19 giugno avevamo esordito parlando dell’incontro del 16 con l’Assessore all’Ambiente e la Direzione e del successivo decreto 55 che stabiliva (il verbo “stabiliva” è da leggersi in chiave ironica, visto il machiavellismo che connota la sua redazione) che le misure di “adeguamento” al regolamento di organizzazione si applicavano “da subito”;
I dipartimenti territoriali da 8 diventavano 4, le strutture complesse centrali amministrative da 3 dovevano diventare 1, più una serie di strutture semplici, sempre amministrative, coordinate dalla Direzione, intanto il 22 giugno uscivano 2 provvedimenti di avviso per il conferimento di incarichi dirigenziali, il primo era per cercare e nominare i dirigenti delle SC superstiti, il secondo era per due incarichi di diritto privato per coprire le “fondamentali” aree di coordinamento (tecnica e amministrativa).
Un’autentica rivoluzione in nome del risparmio e della razionalizzazione.
A questo punto tra alcuni dirigenti si scatenava il panico assoluto, tutti correvano letteralmente all’arrembaggio dei posti a sedere (visto che non ne erano previsti in piedi). Alcuni di essi offrivano scene di strazio e disperazione a causa della letterale sparizione del ruolo, cagionato da quel perentorio “da subito” inopinatamente inserito in quel terribile decreto. Ma ecco già all’orizzonte profilarsi, sotto forma di ulteriore decreto, il più classico dei pannicelli caldi che tutti i mali lenisce e un po’ di conforto dispensa ai presunti orfani di cotante sublimi “cadreghe”.
Ora, comprendiamo che Einstein, elaborando la teoria della relatività aveva previsto che “nel passaggio tra due sistemi di riferimento in moto relativo tra loro si possano verificare delle trasformazioni” lui però si riferiva ai fenomeni fisici, non ai decreti di Arpa Piemonte che mutano e si contraddicono nel breve volgere di qualche giorno.
Infatti il decreto 61, uscito il 30 giugno, come se nulla fosse prosaicamente recitava: “Al fine di salvaguardare l’ordinato svolgimento delle attività, nelle more del compimento del disegno di riassetto organizzativo in itinere….” lasciando in sostanza la situazione immutata a prima del draconiano “da subito!” di cui al decreto di 15 giorni prima.
Miracolosamente la Direzione si è ricordata che la fase di cambiamento non può che essere subordinata ai possibili rilievi da parte della Giunta regionale, principio che invece nel decreto 55 veniva quasi ignorato. Ne consegue che i dirigenti di ogni ordine e grado rimangono al loro posto per due mesi, così come anche le varie figure di coordinamento (queste per ben 6 mesi).
In sintesi per ora non è cambiato nulla.
Ribadiamo che sono passati 15 giorni tra il primo ed il secondo decreto, non 15 anni!
Fuor di metafora, tante volte abbiamo detto, fino allo sfinimento, che la riorganizzazione così com’era stata pensata non aveva senso visto che ignorava dei passaggi formali essenziali e consequenziali, ma non sarebbe nulla se a fronte della sfilza di decreti a cui abbiamo accennato sul terreno non ci fossero attrezzature di laboratorio smontate e abbandonate, personale laboratoristico da riconvertirsi che riconvertito non è, ed uno sconcerto generale che se non fosse tragico nell’epilogo che qui evochiamo, sarebbe un ottimo canovaccio per una commedia degli equivoci, come nella miglior tradizione del teatro comico greco/latino.
In questo panorama non si può non rilevare come la RSU (la parte attiva) è rimasta silente dal comunicato stampa uscito il 22 giugno, forse a causa del fatto che sta ancora piangendo la “perdita” del Leader Maximo, ovvero il portavoce, che se ne è andato sbattendo la porta (anche dal proprio sindacato, oltre che dalla RSU) sacrificato sull’altare dell’unitarietà confederale e dell’ecumenismo comparto/dirigenti.
Come se gli interessi dei primi possano coincidere con quelli dei secondi.
Novità di rilievo sui buoni pasto
Dal 1° luglio un emendamento della legge di stabilità 2015 prevede una detassazione dei buoni pasto e quindi un aumento facciale del valore fino a 7 euro per quegli enti e aziende che passano al cosiddetto ticket elettronico in luogo di quelli cartacei in uso, ad esempio, nel nostro ente.
Seguiremo l’iter di questo provvedimento per capire quale strada si intende seguire in Arpa.
Grazie e buona estate da parte del Coordinamento FSI di Arpa Piemonte
mercoledì 1 luglio 2015
...a proposito di Fondo Perseo
Cari tutti,
ho visto che eravate presenti all'incontro di ieri di presentazione del
Fondo Perseo Sirio. Alcuni di voi non lo erano ma mi hanno comunque chiesto di
aggiornarli.
Nonostante fosse un'iniziativa di un'altra sigla credo che sia stato
importante avere due riferimenti importanti che ci hanno spiegato qualche
rudimento sulla riforma pensionistica e sui fondi integrativi.
La sensazione un po' umiliante del sottoscritto è che purtroppo come
lavoratori Arpa non possiamo godere di un'informazione trasparente da parte
dell'amministrazione e siamo vittime della cultura del "si dice" e del
disfattismo.
Personalmente non ho deciso ancora se aderire o meno ma credo che fare il
vostro rappresentante significa anche cercare di fornire un quadro completo
delle informazioni.
Ieri abbiamo sentito una parte ben precisa (anche il rappresentante del
Fondo Perseo è un nominato nel cda per la CISL).
Come vostro delegato ho cercato di farmi una cultura ma in rete esiste poco
perché tutto il materiale è basato sulla previdenza integrativa complementare
del privato.
Potete trovare informazioni con un taglio molto ideologico di sindacati come gli Rdb-Cub ma poco altro.
In linea di principio riassumo il quadro che mi sono fatto con ieri, altre
letture e confronti con esperti del settore:
-chi ha iniziato a lavorare continuativamente dal 2001
è praticamente costretto ad aderire ad un fondo (negoziale o aperto). Solo con
una pensione integrativa la nostra generazione potrebbe avere una pensione pari
all'80% circa dell'ultima retribuzione
-chi è in regime di TFS deve considerare le sue aspettative di carriera e retribuzione e consultare un patronato (chi si è persa questa differenza tra i due tipi di liquidazione si può leggere il materiale che allego)
-i fondi chiusi hanno alcuni vantaggi: non operano per il profitto, hanno dei meccanismi di controllo interni che ci tutelano (come la presenza sindacale), utilizzano il TFR che altrimenti si rivaluterebbe dell'1,5% + parte dell'inflazione;
-faccio notare che il semplice contributo dell'azienda dell'1% è come se fosse un tasso di interesse annuo sulla cifra investita: es. reddito di 22.000 euro, quota azienda 220 euro, quota dipendente TFR 1520 euro, contributo 1% dipendente 220 euro: rendimento del 12% facendo 220/1740)
-i fondi aperti però sono sul mercato da anni quindi i gestori potrebbero essere più qualificati ae l'offerta è più varia (si possono scegliere fondi garantiti o azionari mentre Perseo attiverà solo la linea garantita)
-per aderire ad un fondo aperto bisogna risparmiare e accantonare ogni anno una cifra aggiuntiva di almeno 2.000/2.500 euro per avere una rendita equivalente a quella di un fondo chiuso (perché nel fondo chiuso il grosso dell'accantonamento è il TFR e il contributo del datore di lavoro). Su questo vi invito ad utilizzare il calcolatore che vi linko sotto perché vi da l'idea delle cifre in gioco.
-per inciso sia i fondi chiusi che aperti si avvalgono di gestori
professionali privati come Pioneer, Eurizon...quindi i nostri soldi sono gestiti
allo stesso modo dei fondi aperti con tutti i rischi e le opportunità del caso
(proprio l'altro giorno su Affari e Finanza è uscita notizia che allarmava su
eccessivi investimenti dei fondi pensione su prestiti obbligazionari)
-i rendimenti dei vari fondi sono qui http://www.covip.it/?cat=199 . Perseo non c'è perché non ancora attivo.
Le mie personali perplessità:
- questo fondo non riesce a decollare dal 2013. Basterebbero 30.000 adesioni tra tutti gli enti pubblici locali, ministeri e sanità. Cosa blocca questa partenza ? Incapacità del gestore, congiuntura economica, pochi lavoratori "giovani" nella PA ...?
- cosa accade ai nostri soldi se il fondo non rende o chiude o si aggrega ad altri fondi ? Che tutele abbiamo ?
- l'unico fondo chiuso nel pubblico impiego è quello della scuola (Fondo Espero) e non sta dando grandi rendimenti (1,7 annuo, molto vicino alla rivalutazione annua del TFR 1,5 +/- inflazione)
Se volete farmi sapere le vostre perplessità potrei cercare di girare
qualche domanda ad esperti del settore.
Vi allego qualche materiale in più che ieri non è stato presentato
- il calcolatore di Perseo (che però fa delle ipotesi da soppesare per es. aumento della retribuzione annua dell'1%)
-il materiale divulgativo della COVIP l'ente di controllo dei vari fondi <http://www.covip.it/?cat=154>
-un articolo di repubblica sugli andamenti dei vari fondi in questi anni
-le slide del fondo Perseo Sirio per chi ieri non c'era
-un libretto molto ideologico ma chiaro che spiega il funzionamento tra TFS
e TFR
-l'opinione di Beppe Scienza dell'Università di Torino (aggiornamento 25 settembre 2015)
Tutto il materiale citato ora e che in futuro riterremo utile (anche su vostre segnalazioni) per una decisione ponderata lo metteremo a disposizione in questo dossier in rete
-l'opinione di Beppe Scienza dell'Università di Torino (aggiornamento 25 settembre 2015)
Tutto il materiale citato ora e che in futuro riterremo utile (anche su vostre segnalazioni) per una decisione ponderata lo metteremo a disposizione in questo dossier in rete
Domenico De Leonardis
Delegato FSI
Rsu Arpa Piemonte
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