giovedì 29 settembre 2016

quinta proroga posizioni organizzative

E' uscito poco fa l'atto che formalizza la proroga delle posizioni organizzative (n.95 28.09.2016). Questa è la 5° proroga.

La novità è che adesso non mettono più neanche la data di scadenza, il ché presenta profili di illegittimità che costituiscono, in queste ore, oggetto di approfondimento da parte di FSI, ma anche da parte dell'intera RSU che ha già iniziato la discussione.  
Rimandiamo tutte le considerazioni ed i commenti ad un nostro post, che uscirà a breve, su questo e su altri argomenti di stringente attualità.
Per ora, coloro che attendevano questa scadenza per sperare in una opportunità, sappiano che non è ancora giunta la loro ora; con la scusa della Legge regionale, appena promulgata, che obbliga L'Amministrazione a rifare Statuto e Regolamento di organizzazione che prevede tempistiche di sei mesi tra presentazione e approvazione, la Direzione ha pensato bene di lasciare invariato lo status delle PO, che in molti casi sono poste a capo di nuclei assolutamente virtuali.
E' l'ennesima oscenità a cui ci tocca assistere, ma che sicuramente non passerà con il nostro beneplacito.
Vi diamo appuntamento al nostro prossimo approfondimento.
Michele Lattanzio  
p.s. per motivi tecnici abbiamo dovuto ripristinare l'inidirizzo originario del nostro blog sul quale pubblichiamo tutti i nostri post e che torna ad essere il seguente:

ne consegue che l'indirizzo  fsiarpapiemonte.it   non è più attivo
                          

venerdì 1 luglio 2016

Il concetto di “decrescita felice”* secondo ARPA PIEMONTE





Scusate se scomodiamo  la teoria economicistica  di cui si parla da qualche anno e che, semplificando, prevede che lo sviluppo vada rallentato per essere alla fine un po’ più poveri ma più felici.

Declinando in salsa Arpa questi principi osserviamo che in questi anni sono state ridimensionate le attività con le note chiusure, gli accorpamenti di strutture, il blocco del turn-over che ci ha portati nel volgere di alcuni anni a perdere qualcosa come 400 unità, la riconversione di figure professionali che hanno dovuto abbandonare la propria esperienza qualificata in cambio di attività, nel migliore dei casi, incoerente con il proprio percorso formativo e professionale;  completa il quadro il blocco delle retribuzioni e dei contratti che nel volgere di 7 anni ha comportato una perdita secca del potere di acquisto del 4-4,3% (qui però le responsabilità sono legate alle politiche generali sulla P.A.)

Tutto ciò costituisce certamente quella decrescita alla quale facevamo riferimento, quanto alla felicità che ad essa dovrebbe essere connessa ci riserviamo di parlarne in un’altra sede. Anzi no, qualcuno sarà sicuramente felice in conseguenza di questa decrescita perché, paradossalmente, l’Ente si contrae, le funzioni si riducono ma le posizioni organizzative no, anzi, aumentano passando dalle 79 oggi presenti a 87.

Come questo sia possibile è qualcosa che ha del misterioso, infatti mercoledì 29 giugno siamo stati testimoni di una manifestazione di  puro surrealismo. Convocati per il giorno precedente la scadenza delle P.O. quindi formalmente scadute, ci aspettavamo che ci dicessero in quattro parole con una qualsiasi scusa (a piacere) che le stesse venivano prorogate per un dato periodo; invece alla fine di una riunione durata ben 4 ore siamo usciti a metà tra il tramortito e l’incredulo, senza essere riusciti a farci dire di quanto vengono prorogate le posizioni organizzative, che a questo punto risultano essere, di fatto, alla quarta proroga dopo la loro istituzione risalente ad inizio 2014 e che prevedeva una vigenza di 18 mesi.

Per inciso richiamiamo una lapidaria affermazione del DG pronunciata a novembre, il quale dichiarava solennemente che dopo l’ultima proroga di fine anno non ce ne sarebbero state più per nessun motivo. Infatti!       

Come sapete abbiamo passato gli ultimi mesi a discutere sui criteri di conferimento delle PO che avrebbero (il condizionale è d’obbligo in questi casi) dovuto essere più trasparenti e oggettivi, in effetti dopo un lungo tira e molla siamo arrivati ad un risultato che, ad una rapida occhiata,  sembrerebbe garantire una maggiore garanzia di trasparenza, evitando quantomeno lo scandalo delle passate valutazioni (particolarmente nel dipartimento del nordest), ma scendendo appena nel dettaglio vediamo che non è così.
La valutazione del curriculum infatti consente di introdurre elementi di discrezionalità che possono vanificare tutto quanto è stato portato precedentemente.

Al di là di questi tecnicismi, ciò che stupisce  più di ogni altra cosa è la totale mancanza di ritegno da parte dell’Amministrazione nel venirci a presentare, il 29 giugno, un quadro dove sostanzialmente non solo si mantiene lo status-quo, ma lo si rafforza creando ulteriori  posizioni, talune a dir poco imbarazzanti (PO o raddoppi di coordinamento istituiti in strutture o nuclei operativi puramente virtuali e costituiti da due/tre persone, tanto per citare i casi più emblematici).

Non riportiamo poi per carità di patria alcuni “refusi” o per meglio dire “lapsus linguae” dove del “prescelto” per funzioni sovra provinciali veniva già indicata la sede operativa di attuale servizio…

Alla fine il risultato è che si opera una costruzione ideologica volta a legittimare scelte già fatte in un panorama desolante che è quello già descritto,  dove i comuni mortali faticano a cercare una motivazione sufficiente a giustificare la propria esistenza professionale che non sia la semplice attesa del giorno 27 di ogni mese.

Sia chiaro, noi non siamo pregiudizialmente contro le P.O., che in moltissimi casi si fanno carico di responsabilità superiori ai loro compensi, soprattutto se paragonate a certe omologhe figure di cui non si capisce il senso. (per non dire peggio)

Ci rivolgiamo a tutti coloro che delusi dalle “competizioni” precedenti si aspettano una qualche forma di riscatto nella futura tornata. Noi, scherzando, ma non troppo, durante la seduta del tavolo tecnico abbiamo detto “scriveremo i nomi vicino ad ogni posizione che è stata individuata, poi chiuderemo il tutto in una busta in attesa degli esiti ufficiali, così, tanto per divertirci.”
Si accettano scommesse e nel contempo  si invitano i “non unti del signore” a non farsi troppe illusioni.

Un ultimo dubbio: nella sua lunghissima introduzione il DA ha citato, quale motivo del ritardo nella definizione dei nuovi criteri e quindi dell’ennesima proroga, l’approvazione della nuova legge nazionale sul riordino del sistema delle Agenzie  e l’imminente approvazione della proposta di legge regionale sul riordino di Arpa Piemonte. Perché quindi non si è atteso di vedere quali eventuali modifiche quest’ultima apporterà alle competenze di Arpa, prima di pensare alle future PO?
Non c’è il rischio di prevedere incarichi per funzioni che magari un domani non saranno più competenza di Arpa? A noi pare di vedere una grossa incongruenza tra premessa e conclusioni. Come diceva “il Divo” a pensar male si commette peccato, però….

Redatto a cura del Coordinamento FSI
01.07.2016


* per i più curiosi: la “decrescita felice” è una corrente di pensiero politico, economico e sociale favorevole alla riduzione controllata, selettiva e volontaria della produzione economica della quale il filosofo Serge  Latouche è il principale esponente.

mercoledì 8 giugno 2016

Questionario sul benessere organizzativo: l'importanza di compilarlo

Nell'attività di rappresentanza sindacale bisogna sempre tener distinti l'interesse dei lavoratori dalle personali visioni ideologiche che spesso possono contribuire a distorcere la realtà.

E' su questo spirito che la FSI costruisce la propria azione sindacale e chi conosce la nostra storia sa che non siamo mai stati teneri con nessuno.
Noi ci battiamo perché l'Agenzia diventi una "casa di vetro" e che i problemi dei lavoratori siano chiari e noti a tutti i livelli. 

Di recente l'amministrazione ha dato notizia dell'avvio di un'indagine sul benessere organizzativo e stress da lavoro correlato. Erano anni che chiedevamo un'indagine su quest'ultimo tema e siamo contenti che questa richiesta sia stata finalmente accolta.

Nell'attività sindacale quotidiana siamo a conoscenza di un clima pesante, demotivante dal punto di vista professionale, in alcuni casi addirittura inacidito. Ci siamo attivati e siamo intervenuti più volte nei casi singoli che ci sono stati segnalati ma, pur essendo in "prima linea", non siamo in grado di dare una dimensione concreta e dimostrabile con i numeri alla mano dello stato di salute lavorativa dei nostri colleghi.

Ogni sindacato come sapete ha margini di azione più o meno ampia ma il suo ruolo in determinate situazioni è limitato dagli strumenti a disposizione.
La normativa, tuttavia, a fronte di un dibattito che parte da lontano (rimandiamo per i più curiosi una direttiva di oltre dieci anni fa del Ministro Manzella), ha predisposto degli strumenti che dovrebbero consentire quantomeno di monitorare a livello centrale alcuni fenomeni come quello del benessere organizzativo.

E' obbligo di ogni amministrazione compiere indagini sul benessere organizzativo, esistono linee guida dell'ANAC (l'ente anti corruzione) e della Funzione Pubblica che hanno predisposto un modello di questionario standard per rendere il fenomeno nei vari contesti confrontabile e valutabile, esiste un obbligo di legge (l'art. 20 c.3 del D. Lgs. 33/2013) di pubblicazione dei dati.

Abbiamo verificato che queste disposizioni normative e di indirizzo siano state effettivamente recepite dal lavoro dei colleghi (supportati, tra l'altro, da un soggetto terzo competente).

Se dunque la perplessità è di come si introduce (e traduce) all'intero dell'Agenzia uno strumento attuato già abitualmente in altri contesti, in questo caso, si è difronte  ad un'insieme di garanzie che ci dovrebbero mettere al riparo da problematiche che abbiamo visto su altri temi.

L'importanza di conoscere il fenomeno  - che è la vostra salute psicofisica come lavoratori - è un interesse primario della FSI per cui vi invitiamo alla partecipazione.

Alcuni delegati FSI, come lavoratori, hanno già compilato il questionario e l'hanno trovato completo, funzionale alle nostre esigenze conoscitive, e abbastanza sicuro dal punto di vista delle garanzie dell'anonimato (i dati verranno elaborati dall'Università).

Il nostro invito ai colleghi è quello di compilare il questionario e di farlo con molta attenzione, prendendosi tutto il tempo necessario, leggendo tutte le indicazioni e le slides allegate per una serie di ragioni:

-le domande sono costruite sullo schema graduato di valutazione che va dal "per nulla" a "del tutto". Questo tipo di costruzione richiede un'attenzione al tipo di domanda perché le accezioni negative e positive delle risposte possono essere diverse e variare da domanda a domanda:

Esempio: se la domanda è "Nel luogo di lavoro è violato il divieto di fumo ?" la risposta sarà tendente al "per nulla" (considerando un generale rispetto del divieto di fumo). Se la domanda è "Lei è vittima di fenomeni di mobbing ?" se si risponde "del tutto" vuol dite che siete mobbizzati.

-l'ultima pagina del questionario richiede alcuni dati personali (età, sesso, profili professionali, tipo di struttura). Pur considerando tutte le garanzie di anonimato possibile, facciamo notare che c'è un'espressa indicazione per le strutture di staff della direzione e dell'ufficio personale cosa che rende più probabile un'eventuale - ripetiamo, remota - individuazione del dipendente mentre tutte le altre strutture sono enunciate a livello generico (dipartimento, laboratorio,...). In questi casi consigliamo di omettere l'informazione.

Ci aspettiamo risultati sorprendenti, in grado di darci anche maggior forza nelle varie attività di denuncia che stiamo portando avanti sullo stato di degrado del nostro contesto lavorativo.

Come FSI vigileremo su tutto il processo di indagine e siamo come sempre a disposizione per raccogliere eventuali segnalazioni.

domenica 29 maggio 2016

Concluso primo ciclo di assemblee FSI - maggio 2016

Si è concluso con giovedì 26 questo primo ciclo di assemblee che FSI ha svolto presso le sedi di Ivrea, Torino e Grugliasco.

La partecipazione ha superato le nostre aspettative sia in termini numerici che di coinvolgimento sulle tematiche proposte e dibattute.


Come sapete l’ordine del giorno comprendeva la nostra proposta per avviare le trattative sul conferimento delle progressioni economiche orizzontali mediante l’utilizzo dei fondi di cui all’art. 9 CCNL 31.07.1999, che attualmente vengono parzialmente utilizzati per il pagamento di una parte della retribuzione accessoria (incentivi).


Si è inoltre informato e discusso sui vari tavoli tecnici che riguardano i criteri di individuazione delle posizioni organizzative e nuovi regolamenti su Telelavoro e Tempo parziale.


Il nostro programma di lavoro è quello che avevamo preannunciato, ovvero portare in RSU il dibattito sulla fasce per poi promuovere l’apertura della trattativa.


In ogni caso, e comunque vadano le cose, sarà nostra cura consultare e informare i lavoratori sul processo decisionale.


A margine informiamo e ricordiamo a tutti coloro che dalle altre sedi ci hanno chiesto di intervenire con le nostre assemblee che sarà possibile pianificarne un nuovo ciclo in un momento successivo che avremo modo di comunicare quanto prima.


Ringraziamo tutti per l’attenzione, in particolar modo tutti coloro che sono intervenuti con la loro presenza nelle assemblee.


Coordinamento FSI di Arpa Piemonte

venerdì 27 maggio 2016

Blocco dei contratti: #CCNLNOIRICORRIAMO

Come è ormai noto, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 178 del 2015 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che avevano disposto il blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego. Tale illegittimità costituzionale è stata definita dalla Corte come “sopravvenuta”, e cioè a valere dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza n. 178/2015 nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. 

Il governo, nella legge di stabilità per il 2016, ha indicato le risorse disponibili per i rinnovi contrattuali (quantificandole in misura insufficiente e ridicola) dal 1° gennaio 2016 ed in spregio della stessa sentenza della Corte Costituzionale, nulla è stato previsto per il periodo compreso tra il giorno successivo alla data di pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale e il 31 dicembre 2015.

Un ulteriore danno ai dipendenti pubblici è poi derivato sotto il profilo pensionistico.

Trascorsi oramai dieci mesi dalla promuncia della Corte Costituzionale, l'ufficio legale della FSI-USAE nazionale ha predisposto un ricorso individuando una fattispecie di danno che ha buone possibilità di essere accolta dalla magistratura ordinaria.

L'invito per gli iscritti è di aderire al ricorso per partecipare all'eventuale indennizzo.

Ulteriori informazioni e la procedura per l'adesione al ricorso è sul sito FSI nazionale.

STIMA MANCATI AUMENTI CONTRATTUALI

Proroga del termine per l'opzione al TFR

L'ARAN e le Confederazioni Sindacali hanno sottoscritto una proroga del termine dell’art. 2, comma 3, dell’AQN 29 luglio 1999 in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici. L'Accordo ha differito il termine del 31 dicembre 2015, entro il quale il personale in regime di TFS poteva esercitare l'opzione al TFR, di un ulteriore quinquennio. La suddetta proroga è dunque finalizzata a consentire, a chi si trova in regime di TFS, di continuare ad esercitare l'opzione al TFR ed iscriversi ai fondi di previdenza complementare negoziali.

Si rimanda al comunicato ufficiale per ulteriori informazioni

martedì 24 maggio 2016

Una triste notizia


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Parafrasando Woody: "Dio è morto, Marx è morto, e anche i controlli ambientali si sentono poco bene."

Ringraziamo l'autore involontario del refuso per questa pausa di ilarità.



P.s. ricordiamo che oggi pomeriggio a Torino e giovedì 26 pomeriggio a Grugliasco avranno luogo le assemblee FSI. Cercheremo di portarvi buone notizie :-)