domenica 10 aprile 2016

È ora di chiedere la fascia! - Posizioni organizzative - Tempo parziale - Telelavoro





E' ORA DI CHIEDERE UNA FASCIA!!!

È arrivato il momento di fare una proposta concreta, come saprete, dopo la ridefinizione dei comparti della Pubblica amministrazione, sono iniziate le trattative tra sindacati e Aran per la definizione dei nuovi contratti della P.A. che ridisegneranno completamente gli aspetti giuridici ed economici del rapporto di lavoro.
A noi questo, per ora, interessa poco, si fanno mille ipotesi ma il quadro non è ancora sufficientemente chiaro per cominciare a parlarne.
Viceversa c’è qualcosa che possiamo fare oggi, non tanto per aumentare le retribuzioni quanto, semmai, per metterne al sicuro una parte, visto che dopo sette anni di blocco contrattuale hanno perso in maniera sostanziale e considerevole il loro potere d’acquisto (alcune fonti si spingono a quantificarlo in un tasso che sfiora il 10%).
Spiegheremo  i dettagli un po’ più avanti.
La proposta che qui presentiamo, e che condividiamo con tutta la RSU inviando a tutti suoi componenti questo messaggio, è frutto di un lungo studio e di riflessioni durato parecchie settimane, che scaturisce dall’aver osservato altre amministrazioni pubbliche che hanno applicato  la possibilità di conferire una fascia economica al maggior numero possibile di dipendenti.
Come  forse saprete già dal 2015 non opera più la disposizione introdotta nel 2010 che congelava qualsiasi ipotesi di incremento salariale.
In due parole oggi - con la mancata conferma per il 2015 ed il 2016 delle previsioni dell’art. 9 del D.lgs 78/2010 - sono possibili le cosiddette progressioni orizzontali (comunemente dette "fasce")
Abbiamo chiesto all’Amministrazione una serie di dati e su quella base si sono fatti dei ragionamenti che qui illustriamo.
In estrema sintesi si tratta di cedere una parte del nostro salario accessorio, ovvero il saldo incentivi, per poi riversarlo nel cosiddetto “fondo fasce”.
Il vantaggio consiste, in un momento di massima incertezza, di mettere al sicuro una quota delle nostre retribuzioni trasformando una parte dell’accessorio (nota bene il saldo incentivi e non gli acconti mensili) in una fascia, che diviene retribuzione stabile e permanente.
Bisogna considerare che il guadagno medio lordo (con alcune differenze tra categorie e livelli economici)  quando si percepisce il saldo degli incentivi è pari a 1055 euro lordi pro capite annuo, la fascia, valore medio, ci consente mediante apposite calibrazioni di guadagnare pressoché la medesima cifra.

Il vantaggio è che la fascia ce la portiamo fino a fine carriera ed è retribuzione che resta anche a seguito di una futura  mobilità in altri enti.

Scendiamo nel dettaglio. Attualmente il personale del comparto in servizio ammonta a 948 unità, ci sono inoltre 13 unità a tempo determinato.
Il personale potenzialmente interessato allo scorrimento di fascia è pari a 733 colleghi di qualsiasi profilo o categoria, ovvero il 77,32%  del personale in ruolo.
I costi:
  • il costo del saldo incentivi è di circa 1.055.500 euro
  • il costo della fascia per tutti i 733 colleghi menzionati ammonterebbe a circa 620.000 euro, con una differenza positiva di 435.500 euro.
Conti alla mano questi numeri consentirebbero non solo di dare una fascia ai 733, ma permetterebbero anche di mantenere invariato il livello del saldo incentivi ai fondo fascia e ai tempi determinati, garantendo inoltre la compensazione a favore di chi con la fascia andasse eventualmente a perdere alcuni euro nello scarto tra saldo incentivi e fascia.

Crediamo che riaprire la contrattazione aziendale dopo anni su questi aspetti sia anche un giusto riconoscimento ai lavoratori che in questo periodo hanno subito più di una riorganizzazione. Mentre l'efficacia di questi cambiamenti calati dall'alto è tutta da dimostrare, si continua ad ignorare che il superamento delle grandi difficoltà che l'Agenzia ha avuto è merito della serietà e professionalità dei lavoratori del comparto.

Abbiamo fatto i conti in dettaglio e sappiamo di cosa parliamo. Ne consegue che questa proposta sarà immediatamente oggetto di discussione con la RSU  e, se quest’ultima si renderà disponibile, gireremo immediatamente richiesta di incontro all’Amministrazione.



POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Come sapete prima della fine di marzo è intervenuta l’ennesima proroga delle posizioni organizzative (la 4° se non ricordiamo male). Martedì 12 aprile l’Amministrazione ci convoca per un primo confronto nell’ambito del quale si suppone che vorrà dirci quante P.O. vuole mantenere e quali saranno i criteri di scelta.
Staremo a vedere cosa tirano fuori questa volta e vi riferiremo.

TEMPO PARZIALE
La bozza del nuovo Regolamento sul tempo parziale è stata ampiamente rimaneggiata rispetto alla proposta iniziale presentata dall’amministrazione (anche grazie all’apporto fattivo di molti colleghi interessati alla tematica, che qui ringraziamo).
Restano da chiarire alcuni punti, di cui verosimilmente si discuterà al tavolo che dovrà essere convocato per il perfezionamento e la ratifica dell’accordo.

TELELAVORO
La settimana scorsa si è riunito il CUG (Comitato Unico di Garanzia) che, tra le altre cose, ha avanzato concrete proposte per l’ampliamento della platea di potenziali fruitori dell’Istituto, in armonia con quanto previsto dalla legge 124/2015, art. 14 “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”.
Seguiremo gli sviluppi e vi informeremo puntualmente.

ASSEMBLEA
Tempo fa vi avevamo parlato di una assemblea, inizialmente programmato per l’11 aprile. Alla luce di tutte queste novità preferiamo aspettare un paio di settimane per programmare quest’incontro, così che si possano portare elementi di discussione aggiornati rispetto alle tematiche che qui abbiamo accennato.
Siamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

A cura del  Coordinamento FSI di ARPA Piemonte

martedì 5 aprile 2016

Assemblea dell'11 aprile rinviata

Buongiorno,
informo che l’assemblea annunciata con la nostra informativa del 14 marzo scorso e che avrebbe dovuto svolgersi lunedì 11 aprile a Torino è rinviata a causa di una serie di impegni sindacali che in questo periodo si sovrappongono, nonché di alcune iniziative che stiamo sviluppando e di cui vorremmo darvi conto nel modo più esauriente possibile.

Sarà nostra cura comunicarvi entro breve tempo la nuova data nella quale si svolgerà la nostra assemblea.

Per ogni ulteriore informazione non esitate a contattare i nostri delegati.

Grazie

Michele Lattanzio

Accordo tra sindacati e Aran sui nuovi comparti della PA


Pubblichiamo un estratto di un articolo apparso oggi sul "Quotidiano della sanità.it" relativo all'intesa raggiunta questa notte sulla definizione dei nuovi comparti della Pubblica Amministrazione, che saranno quattro.
La cosa che ci riguarda più da vicino è che il personale del Comparto delle agenzie ambientali rimarrà nell'area di contrattazione della Sanità


"Contratti. Firmata l’intesa con i sindacati. Per la Sanità un’area autonoma sia per il comparto che per la dirigenza. Ma dirigenti amministrativi, tecnici e professionali stanno con gli Enti locali
L'accordo è arrivato alle 4 di stamattina. Previsti 4 comparti: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca e Sanità. Per la dirigenza sanitaria c'è un'area specifica che non comprenderà però i dirigenti amministrativi, tecnici e professionali. Questi ultimi confluiranno nell'area Funzioni locali. IL TESTO DEGLI ARTICOLI 6 E 7 DELLA BOZZA DI INTESA (in allegato)

05 APR - Una riunione fiume all'Aran per la definizione delle aree contrattuali del pubblico impiego. L'intesa con i sindacati si è attesa per tutta la giornata ma è arrivata solo alle 4 di martedì mattina.

Sul tavolo una bozza che recepisce in linea di massima le indicazioni emerse dall'atto di indirizzo del ministro Madia. Un'intesa indispensabile per sbloccare finalmente l'avvio dei negoziati per i rinnovi dei contratti pubblici per gli anni 2016-2018. Rinnovo atteso ormai da 8 anni e reso ancora più necessario dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015.

Secondo la bozza in discussione (di cui anticipiamo alcuni stralci relativi alla sanità) emergono quattro aree contrattuali per i comparti della PA: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca, e Sanità.

Il comparto di contrattazione collettiva della Sanità, si spiega all'articolo 6 della bozza, comprende il personale non dirigente dipendente da Asl, Ao, Aou, Izs, Irccs, Rsa, Arpa, Agenas e Inmp.  

Quanto alla dirigenza, nella bozza si specifica che l'area della dirigenza della sanità comprende i dirigenti delle amministrazioni del comparto Sanità, ad esclusione dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali che, come già previsto dalla riforma della Pa e ribadito nell'atto di indirizzo del febbraio scorso, rientreranno nell'area Funzioni locali. E' stato poi specificato che nell'area della dirigenza sanitaria sono compresi anche i dirigenti delle professioni sanitarie di cui alla legge 251/2000 e cioè dirigenti infermieri, dirigenti ostetriche, dirigenti tecnici sanitari, della riabilitazione e della prevenzione."


lunedì 14 marzo 2016

FSI: prossima fermata 2018



Esatto gentili colleghe e cari colleghi, avete capito bene, nonostante il pressing di cui siamo stati oggetto nelle ultime settimane da parte di USB (esplicitamente attraverso il proprio bollettino d’informazione) e di alcuni ex RSU della CGIL  dimessisi l’estate scorsa, noi, i quattro delegati FSI, a piede fermo abbiamo deciso di rimanere in RSU, di continuare la nostra azione sindacale di critica, di confronto, di proposta.
Come abbiamo sempre fatto.

Noi di FSI ci siamo riuniti venerdì 11 marzo con il preciso intento di verificare le nostre rispettive posizioni, di chiarirci le idee su ciò che vogliamo fare, ma soprattutto per fare il quadro delle situazione,  anche in un ottica di bilancio del lavoro fino a qui svolto.

Nico De Leonardis il 9 marzo ha pubblicato una sua personale riflessione con la quale di fatto anticipa, con toni estremamente raffinati e certamente efficaci, il sentire comune della compagine FSI. 

Non starò a ripetere i concetti che ha espresso e con i quali ci siamo tutti identificati.

Dirò solo, con parole mie, perché rimaniamo.

Chi ci conosce sa in cosa consiste la nostra azione fatta di assistenza diretta alle persone che si trovano in difficoltà davanti a vessazioni, abusi di potere e arbitrio.  Siamo sempre intervenuti per amore delle regole senza mai sottrarci al confronto con una certa parte della classe dirigente arrogante, autoreferenziale e convinta di poter disporre del proprio potere secondo principi di clientela cortigiana e non di giustizia.

Chi ci conosce sa quanto ci siamo spesi per criticare ogni comportamento illogico e irrazionale delle varie direzioni che sono succedute negli ultimi anni (da Coccolo fino a Robotto).

Chi ci segue sa anche come, negli ultimi due anni, davanti alle manovre diversive della direzione Robotto messe in atto per illuderci che esistevano margini di trattativa su questioni per le quali invece la Direzione non era altro che mera esecutrice del dettato della Politica, FSI abbia reagito scegliendo una propria linea di condotta, sottraendosi al gioco perverso nel quale la Direzione ci voleva relegare: il ruolo di comprimari nella farsa dei cosiddetti tavoli tecnici, messi su a bella posta per portare a spasso quella parte di sindacato convinta di poter scalfire decisioni già prese molto più in alto delle “teste pensanti” nostre interlocutrici.

Mi riferisco naturalmente alla vicenda della riorganizzazione “voluta” da Robotto e che ad oggi non ha esaurito i propri effetti in termini di caos assoluto determinato dal varo di continue disposizioni che si contraddicono l’un l’altra.   In tale circostanza abbiamo dimostrato che   FSI può essere alleata quando esiste condivisione di idee e programmi, ma non è gregaria di nessuno.

Non sto ad elencare tutte le cose che ci hanno caratterizzato in questi anni, d’altronde facilmente verificabili dalla lettura dei nostri resoconti, ma una cosa la diciamo a voce ferma all’indirizzo dell’USB e di molti ex CGIL  che pur di convincerci a mollare non esitano ad instillare dubbi sulla nostra genuinità:

NON ABBIAMO SECONDI FINI, NON ABBIAMO “FINALITA’ DIVERSE”;

i modi forse ci distinguono e questo è naturale, ma sia chiaro che
NON PERMETTIAMO A NESSUNO di definirci complici, complottatori o ruffiani di qualcuno.

La nostra storia parla per noi:

-  non abbiamo cercato favori per i nostri aderenti;
-  non ci siamo messi all’ombra di nessun potere;
-  non abbiamo cercato scorciatoie per chicchessia.

I nostri principi sono il nostro collante, il nostro comune denominatore. Altri non so se possono dire altrettanto.

Ad alcuni transfughi della CGIL che oggi ci accusano più o meno di collateralismo solo perché non ci dimettiamo facendo cadere una RSU malfunzionante e compromessa (questo sta nei fatti e lo riconosciamo) ricordiamo che quando hanno maturato questa decisone, per strategie loro, ci hanno messi davanti al fatto compiuto, non hanno chiesto un nostro parere, a noi che eravamo nella “maggioranza”. 

Se ne sono andati da un giorno all’altro, alla faccia nostra, dei loro elettori e con buona pace della democrazia.

Ai medesimi ricordiamo inoltre come, pur disponendo di un consenso talmente ampio da garantirgli in quel momento la maggioranza assoluta in RSU, non sono stati in grado di incidere in alcuna misura nelle decisioni della Direzione in tema di riorganizzazione. Questo crediamo dovrebbe portarli a riflettere e ad evitare di sparare ora giudizi a vanvera sulle nostre azioni. Non ci risulta, peraltro, che in passato, alcuni delegati RSU, abbiano improntato la loro azione con l’uguale coerenza, imparzialità e correttezza che oggi viene richiesta a FSI.

Il ricordo di alcuni errori del passato sono ben presenti nella memoria dei nostri colleghi.
Senza preconcetti, ma anche senza soverchie illusioni diciamo che se la RSU attuale sarà in grado di fare sintesi collaboreremo (anche se le prove più recenti non sono affatto incoraggianti) altrimenti noi siamo una minoranza, ma pur sempre significativa, in grado di continuare a fare autonomamente il lavoro svolto fino ad oggi, ovvero: critica, proposta, denuncia, difesa degli interessi singoli e collettivi.

Lo dobbiamo a chi ci ha votati, lo dobbiamo a chi ci segue.  

Il giorno 11 aprile 2016 si svolgerà a Torino una nostra assemblea nell’ambito della quale spiegheremo a chi vorrà intervenire le nostre ragioni, le nostre future iniziative sindacali aggiornando nel contempo i lavoratori rispetto al quadro generale della nostra Agenzia. 

Torino, 14 marzo 2016

Michele Lattanzio
Coordinatore FSI di Arpa Piemonte

mercoledì 9 marzo 2016

Cammafà. Sul divenire dell'agire sindacale (almeno della FSI)

Ogni mattina un lavoratore quando timbra il cartellino ha la sensazione di entrare in un'altra dimensione.


Questo spazio surreale che siamo in qualche modo costretti a frequentare, anche per banali questioni di sopravvivenza umana, è regolato da una norma che è sottintesa a qualsiasi atto formale o informale che sia: se la logica del pensiero umano, fuori dalla porta di ingresso, indica una direzione, noi possiamo essere intimamente sicuri che si intraprenderà la direzione opposta.


Siamo talmente imbevuti di questa logica che è difficile sottrarsene. Il nostro cervello si abitua all'illogicità perché l'assorbe da atti, documenti, email, atteggiamenti. Potremmo dire respiriamo questa "logica" perennemente e sistematicamente contro-deduttiva.


A titolo di esempio: tecnici che fanno gli amministrativi, continue riorganizzazioni (eppure siamo un ente principalmente di controllo), continui spostamenti di sedi e persone (mentre i confini regionali, la popolazione, il contesto produttivo, le infrastrutture, fattori che determinano l'organizzazione di un qualsiasi ente nello spazio sono sempre quelle da decenni). Se ci spingiamo ai fatti delle ultime settimane ci volevano far credere che avere due password per accedere ad una email era una cosa normale. Mi fermo qui perché ognuno di noi ha quotidiani esempi che possono provare questo quadro, oserei dire paradigmatico.


In un clima impregnato di anomia (ma di molte regole solo formali)  la principale battaglia che alcuni di noi portano avanti è non bruciare neuroni e fegato più del necessario. Rimanere ancora con un piede agganciato alla realtà è la cosa più importante che possiamo fare. In fin dei conti, rimanere se stessi.


Personalmente, mettendomi in gioco in questa nuova veste di rappresentante sindacale, ho avuto il piacere di constatare che il nostro Ente ha ancora un buon potenziale di resilienti, ovvero di persone e professionalità che si piegano ma non si spezzano di fronte alle continue "sfide" che l'illogicità dominante ci pone.


Negli ultimi giorni però questa convinzione è venuta un po' a mancare soprattutto osservando le dinamiche sindacali. La illogicità ha infettato qualcuno. Il problema è che questo qualcuno vi rappresenta.


Ricapitoliamo. Un gruppo di delegati RSU che avevano a riferimento una figura ritenuta importante al nostro interno si dimettono. Cambiano gli equilibri e ci troviamo un po' basiti (per i tempi, i motivi, e soprattutto per l’assenza di un coinvolgimento dei lavoratori).


Se, e credo di parlare a nome di tutti e quattro i delegati FSI, fossimo stati animati, all’epoca, da quell'indole predatoria che è tipica di questo spazio surreale che frequentiamo, avremmo subito pensato al facile consenso. Sfruttando e forzando la situazione con le nostre dimissioni saremmo ritornati al voto. Avremmo vinto, con altre facce nuove, belle, pulite, come sempre sono state le liste FSI.


All'epoca ci siamo fermati un attimo ma non più di tanto perché i nostri quattro percorsi sono diversissimi ma hanno un principio comune: la responsabilità delle proprie azioni.


In buona sostanza se mi avete votato, se avete votato FSI, è perché tuteli i vostri interessi, in una fase oltremodo critica dell'Ente. E guardate i nostri interessi hanno poco di politico e molto di pragmatico: sono le prospettive di crescita professionale, gli inquadramenti, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ah si dimenticavo, ...la tutela dell’ambiente in un contesto che sia sostenibile nei fatti e negli atteggiamenti della nostra comunità. Tutti argomenti che possono (anzi debbono) avere una visione politica (a' piattaforma come la vende qualcuno ultimamente in varie sedi di Arpa) ma ciò non significa essere pregiudizialmente contro qualcuno.


Nel mondo là fuori le persone responsabili lavorano, rispondono alla loro intelligenza, mentre i ciarlatani fanno altro.


Succede dopo qualche mese che qualche figura torni a fare sindacato in un’altra sigla: siamo stati i primi ad applaudirlo. Una domanda sorge spontanea però: non ha valutato bene le conseguenze delle sue dimissioni ?


Poi però inizia un'altra storia, figlia della logica dello spazio surreale, qualcuno ci invita a dimetterci, dicendoci che poi ci seguirebbe. La buona educazione mi imporrebbe di non rispondere a quella che ritengo una fesseria, ma oramai fatemi andare avanti per amor di chiarezza.


La richiesta è oltremodo offensiva. Offende le nostre intelligenze e la nostra autonomia ma offende ancor più i lavoratori. Mi dovrei buttare nel pozzo perché me lo dice qualcuno? Ma in quale mondo vive uno che fa una proposta simile? La risposta è nelle prime righe di questa lettera: in un'altra dimensione. Fuori dal nostro mondo se uno vuole cambiare le cose fa il primo passo, non il secondo. E’ artefice del proprio destino con tutte le conseguenze del caso.


Ma c'è anche del non detto in quella richiesta. Quello che FSI non ha fatto per senso di responsabilità nei vostri confronti qualche mese fa, vuole essere ora capitalizzato elettoralmente da un'altra sigla che evidentemente ha raccolto qualche transfuga degli ex dimissionari. Evidentemente serviamo a rimediare al danno (e ai personalismi) che qualcuno tardivamente si è reso conto di aver fatto (a sé stesso, a qualche compagno, alla sua sigla, ma anche a voi tutti creando “irresponsabilmente” un vuoto che ha pregiudicato, anche solo per qualche mese, la funzionalità delle dinamiche tra sindacato ed amministrazione).


Cammafà non avrebbe potuto servire piatto migliore ai nostri datori di lavoro. Che dobbiamo farci!


Qualcuno dice, insomma, " il pallone l'ho portato sempre io ma se la partita non mi piace me lo prendo, vado a casa, ci penso un po’, e magari dopo vado a giocare con altri compagni".


Un bel quadretto democratico giocato sulle spalle vostre, con lo stesso cinismo che si rinfaccia ad ogni piè sospinto ai nostri interlocutori (il datore di lavoro per intenderci). Valutate voi se c'è un comportamento responsabile. Secondo me chi ha fatto questa proposta non ha un minimo di dignità (e in qualche modo riconoscenza per quanto FSI ha fatto per tutelare tutte le voci della RSU).


A me questo quadro non piace. Il contesto è grigio, fosco, manca la luce, ma due pennellate noi del FSI riteniamo ancora di poterle dare. Ci scriveremo responsabilità e correttezza.
Poi se non vi piacciono toglieremo il disturbo ma ce lo direte voi, a tempo debito, con il vostro voto. Nessun altro.



Il vostro affezionatissimo

Domenico De Leonardis
Delegato FSI Arpa Piemonte

p.s. Immagino già l’uso distorto che si farà della parola “responsabilità” spesso abusata in politica per indicare chi sostiene maggioranze e posizioni poco difendibili per tornaconti non proprio chiari. Essere responsabili, nel nostro caso, non significa abdicare ad una radicalità delle posizioni e su questo la FSI non accetta lezioni da nessuno. La FSI è forte perché ha sempre avversato, anche di recente, scelte irrazionali, voltafaccia su accordi già presi, una logica della “fruttuosa” (solo per alcuni) negoziazione. Non siamo mai stati complici di questa deriva cui assistiamo e non cambieremo rotta proprio adesso.

lunedì 22 febbraio 2016

Contrordine! Cambiate la password

Con un comunicato via email che trattiene a stento il disappunto per l'improvvisa retromarcia i nostri Sistemi Informativi ci informano che sarà possibile fin da subito cambiare password alla nostra posta di servizio.

Ogni mattina un istante prima di timbrare il cartellino ci chiediamo quale illogicità ci riserverà la giornata. 

Non occorre essere hacker per attaccare un access point ad una presa di rete e far gridare "all'attacco informatico", non occorre essere laureati alla Bocconi per capire che si spende di più per un servizio esternalizzato che, in precedenza, aveva un servizio del tutto analogo svolto con serietà  e professionalità da alcuni colleghi.

Non occorre essere di Anonymous  per capire che una password che non si può cambiare per due settimane desta qualche sospetto. Quale sarà il prossimo comportamento illogico cui assisteremo? La richiesta del pin del bancomat per avere l'accredito dello stipendio?

Nessuno vuole mancare di rispetto a colleghi che cercano, nelle loro possibilità, di fare meno danni possibile ma rendiamoci conto che questo è l'ennesimo episodio che dimostra come i principi di competenza e professionalità in Arpa Piemonte siano sempre stravolti con risultati spesso grotteschi.