mercoledì 20 aprile 2016
domenica 10 aprile 2016
È ora di chiedere la fascia! - Posizioni organizzative - Tempo parziale - Telelavoro
E' ORA DI CHIEDERE UNA FASCIA!!!
È arrivato il momento di fare una proposta concreta,
come saprete, dopo la
ridefinizione dei comparti della Pubblica amministrazione, sono
iniziate le trattative tra sindacati e Aran per la definizione dei nuovi
contratti della P.A. che ridisegneranno completamente gli aspetti giuridici ed
economici del rapporto di lavoro.
A noi questo, per ora, interessa poco, si fanno mille
ipotesi ma il quadro non è ancora sufficientemente chiaro per cominciare a
parlarne.
Viceversa c’è qualcosa che possiamo fare oggi,
non tanto per aumentare le retribuzioni quanto, semmai, per metterne al
sicuro una parte, visto che dopo sette anni di blocco contrattuale hanno
perso in maniera sostanziale e considerevole il loro potere d’acquisto (alcune
fonti si spingono a quantificarlo in un tasso che sfiora il 10%).
Spiegheremo i dettagli un po’ più avanti.
La proposta che qui presentiamo, e che condividiamo
con tutta la RSU
inviando a tutti suoi componenti questo messaggio, è frutto di un lungo studio
e di riflessioni durato parecchie settimane, che scaturisce dall’aver osservato
altre amministrazioni pubbliche che hanno applicato la possibilità di
conferire una fascia economica al maggior numero possibile di dipendenti.
Come forse saprete già dal 2015 non opera più la
disposizione introdotta nel 2010 che congelava qualsiasi ipotesi di incremento
salariale.
In due parole oggi - con la mancata conferma per il
2015 ed il 2016 delle previsioni dell’art. 9 del D.lgs 78/2010 - sono possibili
le cosiddette progressioni
orizzontali (comunemente
dette "fasce")
Abbiamo chiesto all’Amministrazione una serie di dati
e su quella base si sono fatti dei ragionamenti che qui illustriamo.
In estrema sintesi si tratta di cedere una parte del
nostro salario accessorio, ovvero il saldo incentivi, per poi riversarlo nel
cosiddetto “fondo fasce”.
Il vantaggio consiste, in un momento di massima
incertezza, di mettere al sicuro una quota delle nostre retribuzioni
trasformando una parte dell’accessorio (nota bene il saldo incentivi e non gli
acconti mensili) in una fascia, che diviene retribuzione stabile e permanente.
Bisogna considerare che il guadagno medio lordo (con
alcune differenze tra categorie e livelli economici) quando si percepisce
il saldo degli incentivi è pari a 1055 euro lordi pro capite annuo, la fascia,
valore medio, ci consente mediante apposite calibrazioni di guadagnare
pressoché la medesima cifra.
Il vantaggio è che la fascia ce la
portiamo fino a fine carriera ed è retribuzione che resta anche a seguito di
una futura mobilità in altri enti.
Scendiamo nel dettaglio. Attualmente il personale del comparto in servizio ammonta a 948 unità, ci sono inoltre 13 unità a tempo determinato.
Il personale potenzialmente interessato allo
scorrimento di fascia è pari a 733 colleghi di qualsiasi profilo o categoria,
ovvero il 77,32% del personale in ruolo.
I costi:
- il costo del saldo incentivi è di circa 1.055.500 euro
- il costo della fascia per tutti i 733 colleghi menzionati ammonterebbe a circa 620.000 euro, con una differenza positiva di 435.500 euro.
Conti alla mano questi numeri
consentirebbero non solo di dare una fascia ai 733, ma permetterebbero anche di
mantenere invariato il livello del saldo incentivi ai fondo fascia e ai tempi
determinati, garantendo inoltre la compensazione a favore di chi con la fascia
andasse eventualmente a perdere alcuni euro nello scarto tra saldo incentivi e
fascia.
Crediamo che riaprire la contrattazione aziendale dopo anni su questi aspetti sia anche un giusto riconoscimento ai lavoratori che in questo periodo hanno subito più di una riorganizzazione. Mentre l'efficacia di questi cambiamenti calati dall'alto è tutta da dimostrare, si continua ad ignorare che il superamento delle grandi difficoltà che l'Agenzia ha avuto è merito della serietà e professionalità dei lavoratori del comparto.
Abbiamo fatto i conti in dettaglio e sappiamo di cosa parliamo. Ne consegue che questa proposta sarà immediatamente oggetto di discussione con la RSU e, se quest’ultima si renderà disponibile, gireremo immediatamente richiesta di incontro all’Amministrazione.
POSIZIONI ORGANIZZATIVE
Come sapete prima della fine di marzo è intervenuta
l’ennesima proroga delle posizioni organizzative (la 4° se non ricordiamo
male). Martedì 12 aprile l’Amministrazione ci convoca per un primo confronto
nell’ambito del quale si suppone che vorrà dirci quante P.O. vuole mantenere e
quali saranno i criteri di scelta.
Staremo a vedere cosa tirano fuori questa volta e vi
riferiremo.
TEMPO PARZIALE
La bozza del
nuovo Regolamento sul tempo parziale è stata ampiamente rimaneggiata rispetto
alla proposta iniziale presentata dall’amministrazione (anche grazie
all’apporto fattivo di molti colleghi interessati alla tematica, che qui
ringraziamo).
Restano da
chiarire alcuni punti, di cui verosimilmente si discuterà al tavolo che dovrà
essere convocato per il perfezionamento e la ratifica dell’accordo.
TELELAVORO
La settimana
scorsa si è riunito il CUG (Comitato Unico di Garanzia) che, tra le altre cose,
ha avanzato concrete proposte per l’ampliamento della platea di potenziali
fruitori dell’Istituto, in armonia con quanto previsto dalla legge 124/2015,
art. 14 “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle
amministrazioni pubbliche”.
Seguiremo gli sviluppi e vi informeremo puntualmente.
ASSEMBLEA
Tempo fa vi avevamo parlato di una
assemblea, inizialmente programmato per l’11 aprile. Alla luce di tutte queste
novità preferiamo aspettare un paio di settimane per programmare
quest’incontro, così che si possano portare elementi di discussione aggiornati
rispetto alle tematiche che qui abbiamo accennato.
Siamo a
disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
A cura del Coordinamento FSI di ARPA Piemonte
martedì 5 aprile 2016
Assemblea dell'11 aprile rinviata
Buongiorno,
informo
che l’assemblea annunciata con la nostra informativa del 14 marzo
scorso e che avrebbe dovuto svolgersi lunedì 11 aprile a Torino è
rinviata a causa di una serie di impegni sindacali che in questo periodo
si sovrappongono, nonché di alcune iniziative che stiamo sviluppando e
di cui vorremmo darvi conto nel modo più esauriente possibile.
Sarà nostra cura comunicarvi entro breve tempo la nuova data nella quale si svolgerà la nostra assemblea.
Per ogni ulteriore informazione non esitate a contattare i nostri delegati.
Grazie
Michele Lattanzio
Accordo tra sindacati e Aran sui nuovi comparti della PA
Pubblichiamo un estratto di un
articolo apparso oggi sul "Quotidiano della sanità.it" relativo
all'intesa raggiunta questa notte sulla definizione dei nuovi comparti
della Pubblica Amministrazione, che saranno quattro.
La
cosa che ci riguarda più da vicino è che il personale del Comparto
delle agenzie ambientali rimarrà nell'area di contrattazione della
Sanità
"Contratti.
Firmata l’intesa con i sindacati. Per la Sanità un’area autonoma sia
per il comparto che per la dirigenza. Ma dirigenti amministrativi,
tecnici e professionali stanno con gli Enti locali
L'accordo
è arrivato alle 4 di stamattina. Previsti 4 comparti: Funzioni
centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca e Sanità. Per la
dirigenza sanitaria c'è un'area specifica che non comprenderà però i
dirigenti amministrativi, tecnici e professionali. Questi ultimi
confluiranno nell'area Funzioni locali. IL TESTO DEGLI ARTICOLI 6 E 7 DELLA BOZZA DI INTESA (in allegato)
05
APR - Una riunione fiume all'Aran per la definizione delle aree
contrattuali del pubblico impiego. L'intesa con i sindacati si è attesa
per tutta la giornata ma è arrivata solo alle 4 di martedì mattina.
Sul tavolo una bozza che recepisce in linea di massima le indicazioni emerse dall'atto di indirizzo del ministro Madia. Un'intesa indispensabile per sbloccare finalmente l'avvio dei negoziati per i rinnovi dei contratti pubblici per gli anni 2016-2018. Rinnovo atteso ormai da 8 anni e reso ancora più necessario dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015.
Secondo la bozza in discussione (di cui anticipiamo alcuni stralci relativi alla sanità) emergono quattro aree contrattuali per i comparti della PA: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca, e Sanità.
Sul tavolo una bozza che recepisce in linea di massima le indicazioni emerse dall'atto di indirizzo del ministro Madia. Un'intesa indispensabile per sbloccare finalmente l'avvio dei negoziati per i rinnovi dei contratti pubblici per gli anni 2016-2018. Rinnovo atteso ormai da 8 anni e reso ancora più necessario dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015.
Secondo la bozza in discussione (di cui anticipiamo alcuni stralci relativi alla sanità) emergono quattro aree contrattuali per i comparti della PA: Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e ricerca, e Sanità.
Il comparto di contrattazione collettiva della Sanità, si spiega all'articolo 6 della bozza, comprende il personale non dirigente dipendente da Asl, Ao, Aou, Izs, Irccs, Rsa, Arpa, Agenas e Inmp.
Quanto alla dirigenza, nella bozza si specifica che l'area della dirigenza della sanità comprende i dirigenti delle amministrazioni del comparto Sanità, ad esclusione dei dirigenti amministrativi, tecnici e professionali che, come già previsto dalla riforma della Pa e ribadito nell'atto di indirizzo del febbraio scorso, rientreranno nell'area Funzioni locali. E' stato poi specificato che nell'area della dirigenza sanitaria sono compresi anche i dirigenti delle professioni sanitarie di cui alla legge 251/2000 e cioè dirigenti infermieri, dirigenti ostetriche, dirigenti tecnici sanitari, della riabilitazione e della prevenzione."
lunedì 14 marzo 2016
FSI: prossima fermata 2018
Esatto gentili colleghe e cari
colleghi, avete capito bene, nonostante il pressing di cui siamo stati oggetto
nelle ultime settimane da parte di USB (esplicitamente attraverso il proprio
bollettino d’informazione) e di alcuni ex RSU della CGIL dimessisi l’estate scorsa, noi, i quattro
delegati FSI, a piede fermo abbiamo deciso di rimanere in RSU, di continuare la
nostra azione sindacale di critica, di confronto, di proposta.
Come abbiamo sempre fatto.
Noi di FSI ci siamo riuniti
venerdì 11 marzo con il preciso intento di verificare le nostre rispettive
posizioni, di chiarirci le idee su ciò che vogliamo fare, ma soprattutto per
fare il quadro delle situazione, anche
in un ottica di bilancio del lavoro fino a qui svolto.
Nico De Leonardis il 9 marzo ha
pubblicato una sua personale riflessione con la quale di fatto anticipa, con
toni estremamente raffinati e certamente efficaci, il sentire comune della
compagine FSI.
Non starò a ripetere i concetti che ha espresso e con i quali ci
siamo tutti identificati.
Dirò solo, con parole mie, perché
rimaniamo.
Chi ci conosce sa in cosa
consiste la nostra azione fatta di assistenza diretta alle persone che si
trovano in difficoltà davanti a vessazioni, abusi di potere e arbitrio. Siamo sempre intervenuti per amore delle
regole senza mai sottrarci al confronto con una certa parte della classe
dirigente arrogante, autoreferenziale e convinta di poter disporre del proprio
potere secondo principi di clientela cortigiana e non di giustizia.
Chi ci conosce sa quanto ci siamo
spesi per criticare ogni comportamento illogico e irrazionale delle varie
direzioni che sono succedute negli ultimi anni (da Coccolo fino a Robotto).
Chi ci segue sa anche come, negli ultimi due anni, davanti alle
manovre diversive della direzione Robotto messe in atto per illuderci che
esistevano margini di trattativa su questioni per le quali invece la Direzione non era altro
che mera esecutrice del dettato della Politica, FSI abbia reagito scegliendo
una propria linea di condotta, sottraendosi al gioco perverso nel quale la Direzione ci voleva
relegare: il ruolo di comprimari nella farsa dei cosiddetti tavoli tecnici,
messi su a bella posta per portare a spasso quella parte di sindacato convinta
di poter scalfire decisioni già prese molto più in alto delle “teste pensanti”
nostre interlocutrici.
Mi riferisco naturalmente alla
vicenda della riorganizzazione “voluta” da Robotto e che ad oggi non ha
esaurito i propri effetti in termini di caos assoluto determinato dal varo di
continue disposizioni che si contraddicono l’un l’altra. In tale circostanza abbiamo dimostrato che FSI può essere alleata quando esiste
condivisione di idee e programmi, ma non è gregaria di nessuno.
Non sto ad
elencare tutte le cose che ci hanno caratterizzato in questi anni, d’altronde
facilmente verificabili dalla lettura dei nostri resoconti, ma una cosa la
diciamo a voce ferma all’indirizzo dell’USB e di molti ex CGIL che pur di convincerci a mollare non esitano
ad instillare dubbi sulla nostra genuinità:
NON ABBIAMO
SECONDI FINI, NON ABBIAMO “FINALITA’ DIVERSE”;
i modi forse ci distinguono e questo è naturale, ma
sia chiaro che
NON
PERMETTIAMO A NESSUNO di definirci complici, complottatori o
ruffiani di qualcuno.
La nostra storia parla per noi:
- non abbiamo cercato favori per i nostri
aderenti;
- non ci siamo messi all’ombra di nessun
potere;
- non abbiamo cercato scorciatoie per chicchessia.
I nostri principi sono il nostro
collante, il nostro comune denominatore. Altri non so se possono dire
altrettanto.
Ad alcuni transfughi della CGIL
che oggi ci accusano più o meno di collateralismo solo perché non ci dimettiamo
facendo cadere una RSU malfunzionante e compromessa (questo sta nei fatti e lo
riconosciamo) ricordiamo che quando hanno maturato questa decisone, per
strategie loro, ci hanno messi davanti al fatto compiuto, non hanno chiesto un
nostro parere, a noi che eravamo nella “maggioranza”.
Se ne sono andati da un
giorno all’altro, alla faccia nostra, dei loro elettori e con buona pace della
democrazia.
Ai medesimi ricordiamo inoltre
come, pur disponendo di un consenso talmente ampio da garantirgli in quel
momento la maggioranza assoluta in RSU, non sono stati in grado di incidere in
alcuna misura nelle decisioni della Direzione in tema di riorganizzazione.
Questo crediamo dovrebbe portarli a riflettere e ad evitare di sparare ora
giudizi a vanvera sulle nostre azioni. Non ci risulta, peraltro, che in
passato, alcuni delegati RSU, abbiano improntato la loro azione con l’uguale
coerenza, imparzialità e correttezza che oggi viene richiesta a FSI.
Il ricordo di alcuni errori del
passato sono ben presenti nella memoria dei nostri colleghi.
Senza preconcetti, ma anche senza
soverchie illusioni diciamo che se la
RSU attuale sarà in grado di fare sintesi collaboreremo
(anche se le prove più recenti non sono affatto incoraggianti) altrimenti noi
siamo una minoranza, ma pur sempre significativa, in grado di continuare a fare
autonomamente il lavoro svolto fino ad oggi, ovvero: critica, proposta,
denuncia, difesa degli interessi singoli e collettivi.
Lo dobbiamo a chi ci ha votati,
lo dobbiamo a chi ci segue.
Il giorno 11 aprile
2016 si svolgerà a Torino una nostra assemblea nell’ambito della quale
spiegheremo a chi vorrà intervenire le nostre ragioni, le nostre future
iniziative sindacali aggiornando nel contempo i lavoratori rispetto al quadro
generale della nostra Agenzia.
Torino, 14 marzo 2016
Michele Lattanzio
Coordinatore FSI di
Arpa Piemonte
mercoledì 9 marzo 2016
Cammafà. Sul divenire dell'agire sindacale (almeno della FSI)
Ogni mattina un lavoratore quando timbra il cartellino ha la sensazione di entrare in un'altra dimensione.
Questo spazio surreale che siamo in qualche modo costretti a frequentare, anche per banali questioni di sopravvivenza umana, è regolato da una norma che è sottintesa a qualsiasi atto formale o informale che sia: se la logica del pensiero umano, fuori dalla porta di ingresso, indica una direzione, noi possiamo essere intimamente sicuri che si intraprenderà la direzione opposta.
Siamo talmente imbevuti di questa logica che è difficile sottrarsene. Il nostro cervello si abitua all'illogicità perché l'assorbe da atti, documenti, email, atteggiamenti. Potremmo dire respiriamo questa "logica" perennemente e sistematicamente contro-deduttiva.
A titolo di esempio: tecnici che fanno gli amministrativi, continue riorganizzazioni (eppure siamo un ente principalmente di controllo), continui spostamenti di sedi e persone (mentre i confini regionali, la popolazione, il contesto produttivo, le infrastrutture, fattori che determinano l'organizzazione di un qualsiasi ente nello spazio sono sempre quelle da decenni). Se ci spingiamo ai fatti delle ultime settimane ci volevano far credere che avere due password per accedere ad una email era una cosa normale. Mi fermo qui perché ognuno di noi ha quotidiani esempi che possono provare questo quadro, oserei dire paradigmatico.
In un clima impregnato di anomia (ma di molte regole solo formali) la principale battaglia che alcuni di noi portano avanti è non bruciare neuroni e fegato più del necessario. Rimanere ancora con un piede agganciato alla realtà è la cosa più importante che possiamo fare. In fin dei conti, rimanere se stessi.
Personalmente, mettendomi in gioco in questa nuova veste di rappresentante sindacale, ho avuto il piacere di constatare che il nostro Ente ha ancora un buon potenziale di resilienti, ovvero di persone e professionalità che si piegano ma non si spezzano di fronte alle continue "sfide" che l'illogicità dominante ci pone.
Negli ultimi giorni però questa convinzione è venuta un po' a mancare soprattutto osservando le dinamiche sindacali. La illogicità ha infettato qualcuno. Il problema è che questo qualcuno vi rappresenta.
Ricapitoliamo. Un gruppo di delegati RSU che avevano a riferimento una figura ritenuta importante al nostro interno si dimettono. Cambiano gli equilibri e ci troviamo un po' basiti (per i tempi, i motivi, e soprattutto per l’assenza di un coinvolgimento dei lavoratori).
Se, e credo di parlare a nome di tutti e quattro i delegati FSI, fossimo stati animati, all’epoca, da quell'indole predatoria che è tipica di questo spazio surreale che frequentiamo, avremmo subito pensato al facile consenso. Sfruttando e forzando la situazione con le nostre dimissioni saremmo ritornati al voto. Avremmo vinto, con altre facce nuove, belle, pulite, come sempre sono state le liste FSI.
All'epoca ci siamo fermati un attimo ma non più di tanto perché i nostri quattro percorsi sono diversissimi ma hanno un principio comune: la responsabilità delle proprie azioni.
In buona sostanza se mi avete votato, se avete votato FSI, è perché tuteli i vostri interessi, in una fase oltremodo critica dell'Ente. E guardate i nostri interessi hanno poco di politico e molto di pragmatico: sono le prospettive di crescita professionale, gli inquadramenti, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Ah si dimenticavo, ...la tutela dell’ambiente in un contesto che sia sostenibile nei fatti e negli atteggiamenti della nostra comunità. Tutti argomenti che possono (anzi debbono) avere una visione politica (a' piattaforma come la vende qualcuno ultimamente in varie sedi di Arpa) ma ciò non significa essere pregiudizialmente contro qualcuno.
Nel mondo là fuori le persone responsabili lavorano, rispondono alla loro intelligenza, mentre i ciarlatani fanno altro.
Succede dopo qualche mese che qualche figura torni a fare sindacato in un’altra sigla: siamo stati i primi ad applaudirlo. Una domanda sorge spontanea però: non ha valutato bene le conseguenze delle sue dimissioni ?
Poi però inizia un'altra storia, figlia della logica dello spazio surreale, qualcuno ci invita a dimetterci, dicendoci che poi ci seguirebbe. La buona educazione mi imporrebbe di non rispondere a quella che ritengo una fesseria, ma oramai fatemi andare avanti per amor di chiarezza.
La richiesta è oltremodo offensiva. Offende le nostre intelligenze e la nostra autonomia ma offende ancor più i lavoratori. Mi dovrei buttare nel pozzo perché me lo dice qualcuno? Ma in quale mondo vive uno che fa una proposta simile? La risposta è nelle prime righe di questa lettera: in un'altra dimensione. Fuori dal nostro mondo se uno vuole cambiare le cose fa il primo passo, non il secondo. E’ artefice del proprio destino con tutte le conseguenze del caso.
Ma c'è anche del non detto in quella richiesta. Quello che FSI non ha fatto per senso di responsabilità nei vostri confronti qualche mese fa, vuole essere ora capitalizzato elettoralmente da un'altra sigla che evidentemente ha raccolto qualche transfuga degli ex dimissionari. Evidentemente serviamo a rimediare al danno (e ai personalismi) che qualcuno tardivamente si è reso conto di aver fatto (a sé stesso, a qualche compagno, alla sua sigla, ma anche a voi tutti creando “irresponsabilmente” un vuoto che ha pregiudicato, anche solo per qualche mese, la funzionalità delle dinamiche tra sindacato ed amministrazione).
Cammafà non avrebbe potuto servire piatto migliore ai nostri datori di lavoro. Che dobbiamo farci!
Qualcuno dice, insomma, " il pallone l'ho portato sempre io ma se la partita non mi piace me lo prendo, vado a casa, ci penso un po’, e magari dopo vado a giocare con altri compagni".
Un bel quadretto democratico giocato sulle spalle vostre, con lo stesso cinismo che si rinfaccia ad ogni piè sospinto ai nostri interlocutori (il datore di lavoro per intenderci). Valutate voi se c'è un comportamento responsabile. Secondo me chi ha fatto questa proposta non ha un minimo di dignità (e in qualche modo riconoscenza per quanto FSI ha fatto per tutelare tutte le voci della RSU).
A me questo quadro non piace. Il contesto è grigio, fosco, manca la luce, ma due pennellate noi del FSI riteniamo ancora di poterle dare. Ci scriveremo responsabilità e correttezza.
Poi se non vi piacciono toglieremo il disturbo ma ce lo direte voi, a tempo debito, con il vostro voto. Nessun altro.
Il vostro affezionatissimo
Domenico De Leonardis
Delegato FSI Arpa Piemonte
p.s. Immagino già l’uso distorto che si farà della parola “responsabilità” spesso abusata in politica per indicare chi sostiene maggioranze e posizioni poco difendibili per tornaconti non proprio chiari. Essere responsabili, nel nostro caso, non significa abdicare ad una radicalità delle posizioni e su questo la FSI non accetta lezioni da nessuno. La FSI è forte perché ha sempre avversato, anche di recente, scelte irrazionali, voltafaccia su accordi già presi, una logica della “fruttuosa” (solo per alcuni) negoziazione. Non siamo mai stati complici di questa deriva cui assistiamo e non cambieremo rotta proprio adesso.
Delegato FSI Arpa Piemonte
p.s. Immagino già l’uso distorto che si farà della parola “responsabilità” spesso abusata in politica per indicare chi sostiene maggioranze e posizioni poco difendibili per tornaconti non proprio chiari. Essere responsabili, nel nostro caso, non significa abdicare ad una radicalità delle posizioni e su questo la FSI non accetta lezioni da nessuno. La FSI è forte perché ha sempre avversato, anche di recente, scelte irrazionali, voltafaccia su accordi già presi, una logica della “fruttuosa” (solo per alcuni) negoziazione. Non siamo mai stati complici di questa deriva cui assistiamo e non cambieremo rotta proprio adesso.
lunedì 22 febbraio 2016
Contrordine! Cambiate la password
Con un comunicato via email che trattiene a stento il disappunto per l'improvvisa retromarcia i nostri Sistemi Informativi ci informano che sarà possibile fin da subito cambiare password alla nostra posta di servizio.
Ogni mattina un istante prima di timbrare il cartellino ci chiediamo quale illogicità ci riserverà la giornata.
Non occorre essere hacker per attaccare un access point ad una presa di rete e far gridare "all'attacco informatico", non occorre essere laureati alla Bocconi per capire che si spende di più per un servizio esternalizzato che, in precedenza, aveva un servizio del tutto analogo svolto con serietà e professionalità da alcuni colleghi.
Non occorre essere di Anonymous per capire che una password che non si può cambiare per due settimane desta qualche sospetto. Quale sarà il prossimo comportamento illogico cui assisteremo? La richiesta del pin del bancomat per avere l'accredito dello stipendio?
Nessuno vuole mancare di rispetto a colleghi che cercano, nelle loro possibilità, di fare meno danni possibile ma rendiamoci conto che questo è l'ennesimo episodio che dimostra come i principi di competenza e professionalità in Arpa Piemonte siano sempre stravolti con risultati spesso grotteschi.
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