venerdì 8 febbraio 2013

Resoconto FSI sul tavolo tecnico del 5 maggio 2013 – Fondi economici; proroga P.O. – produttività ex T.D. – ridimensionamento esternalizzazioni – buoni pasto


 

     

     

08.02.2013

 

Resoconto FSI sul tavolo tecnico del 5 maggio 2013 – Fondi economici; proroga P.O. – produttività ex T.D. – ridimensionamento esternalizzazioni – buoni pasto

 

Care colleghe e colleghi,

il 5 febbraio si è svolto l'incontro al tavolo tecnico chiesto dalla RSU per discutere della costituzione provvisoria dei fondi economici.

 

(Ri)determinazione dei fondi della retribuzione accessoria

 

Come ricorderete il decreto legge Tremonti prevede che le retribuzioni dei dipendenti pubblici rimangono cristallizzate al 31/12/2010, imponendo il blocco della contrattazione 2010-2012 (che il Governo Monti ha prorogato fino al 2014).

Lo stesso D.L. stabilisce però un decremento dei tre fondi destinati al trattamento accessorio proporzionale alla diminuzione dei dipendenti in servizio, che secondo i  dai dati forniti dall'Amministrazione ammonteranno, secondo un stima previsionale, alla fine del 2013 a 54 unità in meno rispetto al 1° gennaio 2010. Tutto ciò comporta una decurtazione per il 2013 che è pari al 3,95%, ovvero a: 103.877 euro dal fondo della produttività collettiva e delle prestazioni individuali; 181.067,16 euro dal fondo delle fasce, posizioni organizzative, ecc. e 26.360,80 dal fondo straordinario, disagio, pericolo o danno. Analoghe decurtazioni, anche se in misura inferiore, erano già state operate sui fondi per gli anni 2011 e 2012.

 

Si tratta di una quantificazione provvisoria finalizzata all'erogazione delle quote di produttività, al netto dell'incremento sui fondi che costituirà la condizione necessaria per una rendicontazione definitiva.

 

Tradotto: meno soldi sulla retribuzione accessoria. Vedremo in seguito concretamente quanto.

 

 

 

Proroga delle Posizioni Organizzative e dei coordinamenti

 

Il 15 febbraio "scade" un primo contingente di 76 posizioni organizzative, il Direttore amministrativo con le "solite" argomentazioni di circostanza ha annunciato la proroga di questi incarichi fino al 30 settembre.

Come FSI abbiamo manifestato palese dissenso rispetto ad un metodo già visto della proroga di incarichi scaduti, che per definizione sono di durata triennale e che dovrebbero essere strettamente connessi a specifiche funzioni incardinate nell'organizzazione; per contro, invece, abbiamo recentemente assistito alla "riesumazione" di Posizioni "defunte" che si sono poi miracolosamente reincarnate, generando prontamente nuove Posizioni di natura totalmente diversa da quelle estinte, dando quindi spazio al non vago sospetto che, almeno in certi casi, la Posizione è interpretata come una sorta di "promozione" ritagliata su caratteristiche individuali più che sulle esigenze previste dal dettato contrattuale 

 

Comunque, il principio generale è che in un contesto di transizione nel quale risulta essere Arpa in questo momento (riorganizzazione, passaggio di consegne della Direzione) ci aspettavamo almeno uno straccio di motivazione più plausibile che non la debole giustificazione del garantire continuità a certe funzioni.

 

Produttività agli ex tempi determinati e periodi di prova.

 

L'Amministrazione, richiamando la nota vicenda della collega che aveva promosso causa per ottenere la corresponsione delle quote incentivanti per i periodi a tempo determinato e in prova ha ricordato che con sentenza d'appello la stessa è stata condannata a corrispondere l'85% delle somme dovute, ha però precisato che la medesima sentenza ha stabilito che le spese vanno a compensazione (ognuno si paga il suo) ridimensionando di fatto a circa il 50% l'utile incassato dalla collega ricorrente.

Alla luce ci tutto ciò il Direttore amministrativo, premettendo che in base a preciso principio giuridico è fatto divieto alla Pubblica Amministrazione di estendere il giudicato ad una pluralità di potenziali soggetti interessati – in altri termini una sentenza vale uno e solo per quel caso specifico - ha fatto un'ipotesi di accordo che sintetizziamo in questo modo:

 

del milione e mezzo di fondi accantonati a suo tempo a monte delle due sentenze si ipotizza di dividerli in due parti (non meglio quantificate) una parte verrebbe corrisposta (in quote comunque inferiori all'85% ma anche in questo caso non meglio specificate) ai richiedenti il beneficio, promuovendo quindi azione conciliatoria presso l'Ufficio provinciale del Lavoro; ciò sarebbe possibile se una maggioranza qualificata accettasse queste condizioni; a coloro che ritenessero di non aderire ad un'ipotesi di questo tipo non resterebbe che la strada del ricorso giurisdizionale, il quale però, come premesso, non consente di prevedere verso quale esito porterebbe.

 

La seconda parte di quel milione e mezzo (di cui però non conosciamo l'entità) verrebbe riversata nel fondo della produttività e corrisposta al restante personale secondo i criteri sottoscritti nell'accordo del novembre 2009.

 

Ipotesi di ridimensionamento degli appalti per i servizi esternalizzati.

 

Seguiamo con interesse gli sviluppi relativi all'ipotesi di ridimensionamento degli appalti per servizi esternalizzati, rilevando il fatto che l'Amministrazione tenta di compensare in parte la crisi finanziaria in cui versa, sacrificando figure deboli e potenzialmente più vulnerabili in quanto dipendenti di soggetti terzi, ma a tutti gli effetti inseriti nel'organizzazione del lavoro di Arpa.

 

L'ipotesi che si fa ci impone una seria riflessione, che va certamente al di là del fatto specifico, poiché, se concretizzata, costituirebbe un precedente che implicherebbe ricadute non marginali sulle dinamiche in atto della riorganizzazione di Arpa.

 

Ritardo nella distribuzione dei buoni pasto.

 

Abbiamo rivolto informalmente (dopo la fine della seduta del tavolo tecnico) una domanda sul perché a martedì non erano ancora arrivati i buoni mensa (oggi che è venerdì la situazione è la medesima).

In seguito è pervenuta a tutti noi una laconica comunicazione dell'Ufficio Affari istituzionali la quale imputa a non meglio precisati motivi tecnici il ritardo, che lo ricordiamo si è già verificato il mese scorso.  

Riteniamo che in realtà ci siano problemi di natura contabile che stanno condizionando la regolare erogazione di questo diritto.

Se il problema dovesse protrarsi ci riserviamo di intraprendere adeguate iniziative volte a garantire la fruizione del suddetto diritto nei tempi previsti.  



  Michele Lattanzio
coordinamento Arpa
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lunedì 28 gennaio 2013

info FSI su Stress da lavoro correlato

Care colleghe e colleghi,

vi informiamo sinteticamente sulla discussione avvenuta nella riunione tra Direzione, RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) e RSU venerdì 25 gennaio.

La riunione era stata convocata per illustrare ai due organismi rappresentativi il percorso e la metodologia utilizzata per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato e rappresenta l'epilogo di una vicenda iniziata a giugno delle scorso anno, quando FSI, avendo verificato l'inesistenza in procedura del documento obbligatorio di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, previsto da D.lgs 81/2008 e da una circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 2010 come obbligo a decorrere dal 31.12.20120, ne chiedeva conto con nota del 22 giugno 2010.

In seguito, dopo ulteriore sollecito, la Direzione con propria comunicazione spiegava tutto ciò che in materia era stato realizzato e quali fosse le metodologie adottate in proposito.

Poiché, rispetto al problema sollevato, non ritenevamo esaurienti le riposte fornite, in seguito abbiamo provveduto a coinvolgere la RSU e gli RLS con conseguente richiesta congiunta dei due  organismi a Direzione Generale e Responsabile del Servizio Prevenzione Protezione di un incontro finalizzato ad approfondire l'argomento.

 

Preferiamo sintetizzare indicando per sommi capi qual è stata la sostanza dell'incontro.

Erano presenti per l'Amministrazione Il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo, una Dirigente che ha relazionato sul prodotto "Osservatorio indicatori di benessere organizzativo", il Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione ed il Medico competente aziendale.

 

La parte sindacale era rappresentata da una folta delegazione di RLS e RSU.

 

L'Amministrazione ha presentato il lavoro relativo al progetto regionale "La cura del benessere organizzativo" seguito da un documento che nelle intenzioni doveva soddisfare i requisiti richiesti da leggi e linee guida in fatto rischio da stress lavoro- correlato.

 

La rappresentazione che è stata fatta ha prodotto un unanime coro di perplessità e proteste da parte sindacale; è stata contestata in primis la violazione dell'obbligo previsto con la mancata pubblicazione del Documento di Valutazione del Rischio e l'assoluta arbitrarietà procedurale che non ha tenuto conto delle indicazioni in fatto di criteri e metodi di valutazione.

 

Per fare esempi che siano chiari a tutti: non sono state minimamente prese in considerazione le indicazioni del Ministero del lavoro il quale, tramite un apposito manuale pubblicato dall'INAIL, stabilisce con strumenti quali questionari, focus group, interviste e quant'altro la possibilità di monitorare le situazioni di malessere derivante da condizionamenti ambientali ed interpersonali.

Sono stati ignorati alcuni indicatori che riteniamo fondamentali, tra i quali: richieste di visite mediche straordinarie al medico competente, segnalazioni formalizzate di lamentele dei lavoratori all'azienda o al medico competente, procedimenti e sanzioni disciplinari, molestie morali e/o sessuali, istanze giudiziarie per licenziamento.

In questo quadro spicca la totale assenza di un adeguato utilizzo dei dati statistici relativi alle (molte) richieste di colloquio alla Consigliera di fiducia.

Come dicevamo, tutto questo si aggiunge al già grave fatto di non aver dato decorrenza all'obbligo secondo i metodi dettati dal  Ministero nei tempi previsti, ovvero il 31 dicembre 2010.

 

 

 

A conclusione dell'incontro il Direttore Generale, salutandoci per il suo prossimo commiato dalla carica che riveste, ha riconosciuto il ritardo dell'Amministrazione assumendosene la responsabilità; nel contempo ha dichiarato l'intento di porre rimedio quanto prima alla lacuna che è stata rilevata.

Su questo, pur considerando il momento di transizione, non mancherà ovviamente la vigilanza da parte nostra.

 

A margine segnaliamo che gli RLS hanno pubblicato una loro relazione (inviata il 17 gennaio) sull'attività svolta, all'interno della quale c'è un paragrafo (il 6°) dedicato all'argomento qui trattato.

 

Nel ringraziarvi per l'attenzione vi salutiamo cordialmente.

 

     A cura del 

  coordinamento Arpa
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martedì 18 dicembre 2012

auguri-assemblea flash mob 13.12.12

Care colleghe e colleghi,
della giornata del 13 (assemblea e flash mob) vi è stato dato ampio conto con il comunicato della RSU diffuso venerdì.
Per quel che ci riguarda, ci interessa porre l'accento su  alcune questioni di principio, che però racchiudono argomentazioni di sostanza  alle quali teniamo particolarmente.
Dal dibattito è scaturito un messaggio sostanzialmente unitario, che ha posto particolare attenzione alle manovre politiche in tema di revisione della spesa del personale degli enti.
È bene fare delle doverose distinzioni.
Alcuni di noi (non solo noi di FSI) hanno voluto uscire dall'analisi fredda dei numeri per denunciare con linguaggio più apertamente politico il cambio di atteggiamento che la classe dirigente (intesa come categoria generale) sta operando a danno dei Lavoratori.  
A nessuno sfugge che a tutti livelli di governo, centrale,  locale o amministrativo passano continuamente segnali che chiaramente mirano a ridimensionare le poche tutele  rimaste ai Lavoratori del Comparto; l'atteggiamento di una certa dirigenza che si fa via via  sempre più autoritario e minaccioso non può ridurre il dibattito ad una sorta di calcolo di quante probabilità abbiamo che la Spending Review colpisca anche in Arpa Piemonte.
La classe dirigente, di fronte alla prospettiva di una "coperta" più corta, si sta adoperando per tirarla tutta dalla propria parte.
La consapevolezza che noi ed altri abbiamo più volte evocato è ciò che i Lavoratori devono avere chiaro davanti a loro: la salvaguardia dell'occupazione e delle retribuzioni, queste ultime già ampiamente minate dai contratti fermi dal 2009.
Questo è il "fortino" che OBBLIGATORIAMENTE sentiamo il dovere di difendere con la nostra azione.
Prima di minare i diritti fondamentali di chi lavora, ci sono sacche di spreco sulle quali si può e si deve cominciare ad incidere, osteggiando la volontà di operare tagli lineari che impongono riduzioni di spesa indifferenziati senza che si operi una ricerca reale degli sprechi.      
Di fronte a tutto questo chiediamo ai Lavoratori di non ritrarsi in un orizzonte mentale circoscritto; ciò che fino a ieri era certo, oggi non si può più affermare che lo sia ancora.
Basta guardarsi intorno!
Durante l'assemblea (che visto il tema e l'affluenza avrebbe meritato una sede migliore ed una durata adeguata) sono emerse interessantissime sollecitazioni da parte di alcuni colleghi:
c'era chi attribuiva a politiche e a scelte del passato più o meno recente i problemi (o parte dei problemi) nei quali ci dibattiamo oggigiorno;
chi accusava il Sindacato di non aver saputo proporre un modello alternativo al cosiddetto "Piano di riposizionamento";
chi alludeva a sprechi  che quotidianamente si verificano nell'utilizzo di risorse strumentali e umane.
Nel primo caso, pur riconoscendo la fondatezza delle asserzioni, non possiamo che ribadire che l'emergenza di oggi è la salvaguardia di quelle garanzie fondamentali a cui si alludeva sopra; volgersi indietro, adesso, serve solo a ricordarci che tanti lupi dell'ultima ora, fino a quando ha fatto loro comodo, sono state mansuete pecorelle che hanno placidamente pascolato nel gregge del potere, a discapito dell'interesse generale: non lo dimentichiamo, ma è necessario per forza di cose guardare avanti!
Oggi il problema è salvare il salvabile!
Quanto a proporre modelli alternativi del Piano di riposizionamento ribadiamo ciò che efficacemente è stato detto in assemblea; in un anno abbiamo contestato in tutti i modi la necessità di questa ennesima riorganizzazione; noi di FSI, in particolar modo, ci siamo scagliati contro il teorema della necessità di creare nuovi dirigenti. Con l'azione della RSU abbiamo raggiunto (con fatica) il livello politico regionale e provinciale che, in qualche modo, ha larvatamente sconfessato l'operato della Direzione.
Tutto ciò sembra poca cosa, ma riteniamo che a qualcosa sia servito.
La realtà ci sta dimostrando che gli esercizi teorici con i quali si è baloccata la Direzione con il piano di riposizionamento non fanno altro che generare ulteriore spreco ad inefficienza.
Un'organizzazione continuamente rimessa in discussione è, in tutti i termini, semplicemente una follia!  
Un'altra interessante sollecitazione, che intendiamo fare nostra,  è quella di chi ha parlato di sprechi che si verificano quotidianamente nell'uso dei materiali di consumo (nel caso specifico si è parlato di reagenti chimici).
La nostra attività professionale non ci consente sempre di avere una visione particolareggiata delle varie realtà locali, la conoscenza dei problemi talvolta deriva da discorsi magari sentiti casualmente tra una cosa e l'altra.
La proposta che ci sentiamo pertanto di dover fare come FSI è la seguente:
segnalateci gli sprechi e le disfunzioni che passano per la vostra esperienza diretta e quotidiana, fatelo in qualsiasi modo, magari usando il nostro blog.
In quel modo le segnalazioni possono essere fatte anche in forma anonima cliccando sul comando che si trova al fondo di ogni post: commenti (nessun commento –  numero* commenti, ecc.) del nostro blog, che è il seguente:
Le segnalazioni ci servono per rendere più efficace la nostra azione e per consolidare una comunanza di intenti che è quella di conoscere i problemi, rappresentarli in modo adeguato e nelle sedi opportune, ma, soprattutto, nella malaugurata ma verosimile ipotesi che la Regione operi nel 2013 ulteriori tagli di finanziamento, ci consentirebbero di formulare denunce e controproposte inoppugnabili, poiché direttamente legate alle vostre segnalazioni.
Qui ci fermiamo essendoci dilungati anche troppo, consentiteci solo di augurare, a nome della componente aziendale di FSI,  di trascorrere serenamente queste prossime Feste.

Carlo Maggiore    Michele Lattanzio 



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mercoledì 12 dicembre 2012

Assemblea regionale dei Lavoratori ARPA e FLASH MOB

Cari colleghi e colleghe,

nel rilanciare il comunicato della RSU uscito ieri, vi ricordo che l'assemblea dei lavoratori si svolgerà tra le 10.30 e le 12.00 nella sede di via Pio VII° - Aula D0 - piano terra, a seguire, tra le 13.00 e le 14.00 in Piazza Castello, di fronte alla Presidenza regionale, un Flash Mob (manifestazione veloce).

 

Il significato di questa mobilitazione di RSU e quindi delle forze sindacali (compresa quindi la nostra) è da ricercarsi nelle incertezze date dal momento di transizione interno ad Arpa (piano di riposizionamento) ed in generale su quanto si sta adombrando con la cosiddetta spendig review (revisone della spesa degli enti pubblici) che rischia di colpire occupazione e retribuzioni dellle categorie più deboli.    

PARTECIPATE NUMEROSI

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13 DICEMBRE 2012



La RSU ha indetto per il

13 dicembre dalle 10,30 alle 12

un'Assemblea regionale dei Lavoratori di ARPA Piemonte

per informare, discutere e approfondire la "spending review" regionale e il "piano di riposizionamento" di ARPA.

L'Assemblea si svolgerà a Torino, presso la sede Arpa di via Pio VII n°9, Palazzina D0, Piano terra.

 

NB: All'assemblea può partecipare tutto il personale dell'Agenzia. Gli spostamenti (andata e ritorno) dalla propria Sede di Lavoro a quella dell'Assemblea vanno effettuati con mezzi propri, ma sono coperti in orario di assemblea entro il limite massimo individuale di 12 ore annue. 


Al termine dell'Assemblea, si svolgerà un

FLASH MOB

13 DICEMBRE ORE 13-14 IN PIAZZA CASTELLO A TORINO

durante il quale i Lavoratori di Arpa e le Rsu consegneranno simbolicamente alla Regione un "albero" (autoprodotto) al quale saranno appese le "balle" presenti nel "piano di riposizionamento".

ALLE "BALLE" DELL'AMMINISTRAZIONE DI ARPA NOI NON ABBOCCHIAMO!

…E GLIELE APPENDIAMO TUTTE!!!

 


RSU Arpa Piemonte
rsu@arpa.piemonte.it
**********************************************************************
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martedì 4 dicembre 2012

presidio cosiglio regionale - 4 dicembre 2012





Care colleghe e colleghi,

vi inviamo il collegamento relativo ad un breve filmato realizzato al presidio davanti al Consiglio regionale che si è tenuto ieri, 4 dicembre.

Erano presenti un migliaio di persone, rappresentanti di tutte le amministrazioni collegate alla Regione. Per Arpa sono intervenute parecchie decine di colleghi, molti dalle sedi più distanti.

La confusione era molta, ma sembra che il Consiglio si sia preso una “pausa di riflessione” rinviando, probabilmente alla prossima settimana, la votazione sull’emendamento che riguarda il personale di Regione ed enti strumentali, agenzie regionali, enti di gestione dei parchi regionali, ATC, EDISU, ecc.

Appena il quadro sarà più chiaro RSU e sigle sindacali, non ultima la nostra, vi informeranno rispetto agli sviluppi della situazione.

Ci siamo lasciati alle 15.30 con la promessa di non abbassare assolutamente la guardia, ma anzi di alzare il livello delle iniziative contro questo scellerato tentativo della politica regionale di far pagare ai lavoratori e, in generale, alle categorie più deboli la propria dappocaggine.

domenica 2 dicembre 2012

info FSI - presidio regione - produttività T.D. - chiusura sedi 24 e 31 dicembre - mobilità interna

Care colleghe e colleghi,              


vi proponiamo questo resoconto delle cose concordate con l'Amministrazione al tavolo tecnico che si è svolto lo scorso 22 novembre.


Su produttività ai tempi determinati, aggiustamenti richiesti in ordine alle chiusure d'ufficio del 24 e 31 dicembre e mobilità interna vi parlerò dopo; siamo consapevoli che arriviamo ultimi rispetto alle altre sigle sindacali che hanno, per così dire, rendicontato su questi temi già all'indomani dell'incontro; il motivo di questo ritardo vi  sarà chiaro verso la fine di questo resoconto.


Ora permettetemi di anteporre a tutto ciò la notizia ed il commento su quanto sta avvenendo in Regione.


Delle convulsioni che attraversano l'attuale Governo regionale, che personalmente ritengo uno dei più fallimentari nel già di per sé molto sconfortante panorama nazionale, sappiamo tutti; adesso, il pericolo che a pagare la malagestione che la politica ha esercitato in questi anni siano i dipendenti delle amministrazioni direttamente collegate a questo Ente (oltre che dei dipendenti diretti della Regione) si fa ancora più insidioso.


È notizia di pochi giorni fa che un gruppo consigliare, appartenete all'attuale maggioranza, ha presentato un emendamento che propone la riduzione delle dotazioni organiche del Comparto di Regione ed enti ad essa collegati del 15%.


Sebbene ARPA si trovi in una situazione teoricamente sana – ricordo che l'attuale  dotazione organica, fissata con DDG 136/2011 è di 1362 dipendenti, contro una realtà che ad oggi non supera le 1080 unità – con questo emendamento, se votato, si introdurrebbe un principio che comunque noi valutiamo di massimo rischio per la nostra categoria; questo rischio è  testimoniato dal fatto che il testo dice esplicitamente che la  riduzione delle spese sostenute per il personale nel 2012 deve essere di almeno un 15%.

In due parole: mobilità interna e/o verso altri enti e, ciò che è peggio, in caso di esuberi non ricollocati, il licenziamento entro due anni dalla dichiarazione di esubero.

Anche la situazione creditizia, sostanzialmente sana di ARPA, non ci mette al riparo da nulla; ricordo che l'accredito delle somme per coprire gli stipendi di novembre sono arrivate dalla Regione soltanto 5 giorni prima del 27. Mi sembra un indicatore da non trascurare!

Per questi motivi aderiamo alla mobilitazione concordata in RSU (il volantino dovreste averlo ricevuto venerdì) ed in sintonia con le componenti sindacali di Regione e dei vari enti regionali, tutti interessati a questa follia.

La manifestazione si terrà martedì 4 dicembre dalle 14.00 alle 16.30 di fronte al Consiglio Regionale in Via Alfieri.

Chiedo a tutti coloro che possono di aderire all'iniziativa. Il momento è grave e richiede prima di tutto consapevolezza del terribile rischio che noi tutti corriamo e capacità di mobilitazione e di iniziativa da parte di chi è in grado di guardare un poco al di là del proprio naso (solo un poco!).   


Di fronte a tutto questo gli altri temi assumono gioco forza una connotazione subordinata o secondaria, ciò nonostante è giusto che ve ne parli.

Andiamo con ordine:


1.       Produttività dei tempi determinati e nel periodo di prova.


 Il Direttore Amministrativo ha informato che è stata emessa la sentenza d'appello sul ricorso promosso contro il giudizio di primo grado della causa intentata dal lavoratore per il riconoscimento di tutta la produttività non percepita nei diversi periodo di lavoro a tempo determinato e nel periodo di prova.

La nuova sentenza sostanzialmente conferma quella di primo grado, riconoscendo al dipendente l'85% degli importi che gli spettano, al netto di quelli già percepiti, introducendo però una variabile che tutti gli altri potenziali beneficiari dovranno tenere in debito conto qualora  l'Amministrazione non procedesse all'applicazione del beneficio a tutti gli altri colleghi che si trovano nella medesima situazione (cosa che RSU ha intenzione di chiedere aprendo una trattativa, visto che a suo tempo erano state accantonate risorse sufficienti).

 

Il giudice nel formulare la sentenza ha stabilito (insolitamente rispetto alla prassi normalmente seguita in questi casi) che le spese legali e processuali siano a compensazione: in parole povere ognuno si paga le proprie spese, che, per inciso, non sono proprio un'inezia.

 

Come dicevo, questo è un rischio potenziale del quale bisognerà tenere conto, soprattutto per tutti quei casi dove il beneficio potenziale è teoricamente inferiore ai costi di una causa analoga per tipologia e durata a quella del collega in questione.

 

Infatti è proprio in relazione al rischio che in questo modo viene scaricato sui lavoratori interessati  che l'Amministrazione al tavolo ha potuto dichiarare che valuterà cosa è più conveniente fare: estendere il giudicato o lasciare che ognuno promuova una causa analoga.

 

Queste cose non possiamo non dirle perché riteniamo giusto che ognuno sia da subito informato sul potenziale rapporto benefici/costi che c'è in questa operazione.

FSI queste osservazioni le aveva già espresse all'inizio di questa vicenda, ottobre 2010, poi ripresa all'indomani della sentenza di primo grado (vedi post)

http://archiviosindacale.blogspot.it/2011_10_01_archive.html

 

Sono/siamo ovviamente a  disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

2.       Chiusura sedi nei giorni 24 e 31 dicembre

 Rispetto alla comunicazione dell'Amministrazione che stabiliva in modo per così dire "tranchant" una soluzione universale abbiamo cercato di portare al tavolo alcune proposte che dovrebbero essere formalizzate a breve con una nuova comunicazione:

ü  Abbiamo chiesto che per coloro che hanno esaurito le ferie del 2012 e ore di recupero ci sia la possibilità di anticipare 2 giorni di ferie del 2013 o, in alternativa, di recuperare il debito orario in un lasso di tempo non inferiore ai tre mesi (ricorderete che l'Amministrazione aveva scritto che il recupero doveva essere completato nel mese di gennaio);

Per il personale in reperibilità in quelle settimane si è proposto di ridurre l'orario settimanale, così che gli interessati non risultino in ferie nei due giorni in questione, dando la possibilità di recuperare, anche in questo caso, nei mesi successivi.

 

3.       Mobilità interna

Nel bando 2012, come è noto, ci sono tre posti verso i quali non sono state presentate domande volontarie e per i quali, comunque, l'Amministrazione si è riservata di esercitare il cosiddetto "potere organizzatorio". 

Rispetto a questi posti l'Amministrazione farà ulteriori verifiche su potenziali interessati che hanno manifestato l'intenzione di trasferirsi verso altra struttura sia prima che dopo il periodo di pubblicazione del bando; in caso di esito definitivamente negativo la Direzione individuerà una struttura in grado di cedere figure considerate eccedenti e, sentito il parere del dirigente della struttura individuata, sarà il Direttore generale a disporre il trasferimento e non il dirigente della struttura , così come in prima battuta era stato proposto. Sembra una sfumatura di poco conto; in realtà questa differenza tutela maggiormente il lavoratore che, nella proposta dell'Amministrazione, rischiava di essere trasferito sulla base di valutazioni soggettive dal proprio dirigente.  Ricordiamo che il potere organizzatorio, ribadito anche nel Regolamento interno sulla mobilità, dà la possibilità all'Amministrazione di trasferire il proprio personale, per motivi organizzativi,  entro un raggio di 10 chilometri.

 

4.       Regolamento missioni

 È stata discussa la bozza proposta dall'Amministrazione del regolamento sulle missioni; il tavolo ha proposto una serie di correttivi che dovrebbe essere recepiti favorevolmente, soprattutto in ordine a problematiche al servizio istituzionale fuori sede.

Non appena verrà inviata la nuova versione ne parleremo più diffusamente.

Vi ricordo ancora e vi invito al presidio in difesa del posto di lavoro che si terrà martedì 4 dicembre dalle 14.00 alle 16.30 di fronte al Consiglio Regionale in Via Alfieri.


Un cordiale saluto
 


 

  Michele Lattanzio
coordinamento Arpa
    FSI-USAE

 

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venerdì 16 novembre 2012

info FSI stipendi e mobilità interna


Care colleghe e colleghi,
il giorno 15 siamo stati convocati ad un tavolo tecnico che aveva come ordine del giorno i seguenti punti:
  • Mobilità interna – aggiornamenti in ordine al bando 1/2012
  • Illustrazione di una bozza di regolamento sulla disciplina del trattamento di missione
In realtà all'apertura del tavolo, al quale erano presenti quattro esponenti dell'Amministrazione e ben 17 componenti a vario titolo delle varie sigle sindacali e della RSU, su sollecitazione della RSU sono subito stati chiesti chiarimenti in ordine alle voci che da giorni circolano sulla possibilità che venga operata una sospensione del pagamento delle retribuzioni.
Il Direttore Amministrativo con un discorso piuttosto articolato ha illustrato il quadro nel quale ci muoviamo, quello a tutti noto di una crisi economica complessiva che, tra l'altro, colpisce in modo piramidale tutti i livelli della Pubblica Amministrazione, dall'alto verso il basso, imponendo quindi una prospettiva limitata al breve termine; ha quindi inteso rassicurarci dicendo che a seguito di contatti serrati tra Arpa e Regione si sta pervenendo ad una pianificazione di cassa che, salvo imprevisti sempre possibili, dovrebbe garantire la copertura dei pagamenti di stipendi e tredicesima.  
 
Questa relativa tranquillità è oltremodo suffragata dalla situazione creditizia positiva di Arpa. 
 
Questo in estrema sintesi il messaggio dell'Amministrazione, di nostro aggiungiamo una riflessione che nell'intento dovrebbe aiutarci a comprendere il vero significato dei rumors che si inseguono qui da noi come in molti altri enti (eclatante il caso limite del Comune di Alessandria). 
E' evidente che il problema del personale alle dipendenze della pubblica amministrazione sta diventando, giorno dopo giorno, una leva che la politica sta utilizzando per esercitare pressioni finalizzate a vari scopi. 
 
Ad esempio si incomincia a parlare di eccedenze e mobilità collettiva.
l'Assessore alla Sanità della Regione Piemonte brandisce come spauracchio l'art. 33 del D.lgs 165 del 2001  (Eccedenze di personale e mobilità collettiva) al fine di convincere che è bene che il personale accetti di spostarsi da una realtà all'altra (per i più informati si fa riferimento all'istituzione delle cosiddette Federazioni sovrazonali). 
 
Inoltre  è di due giorni fa il "twitt" del Ministro della Funzione Pubblica che dichiara che nelle amministrazioni centrali dello Stato ci sono  circa 4000 dipendenti e 487 dirigenti in eccedenza.
 
Sono notizie che ad un occhio distratto possono apparire distanti; dobbiamo contestualizzare questo quadro con la situazione contingente che ci riguarda da vicino, ovvero la riorganizzazione o, se preferite, il riposizionamento, che in qualche modo si inscrive in tutto questo ragionamento. 
 
In questo 2012 che sta per concludersi,  abbiamo assistito a vari giri di valzer tra la nostra Direzione, il Comitato Regionale di indirizzo e l'Assessorato all'Ambiente con mandati e clamorose stroncature di quest'ultimo nei confronti della Direzione, senza che alla fine venga fuori una chiara strategia sul quel che di Arpa e dei dipendenti interessati a chiusure e trasferimenti di laboratori si vuole realmente fare.    
 
A seguire  l'Amministrazione ha illustrato lo stato di attuazione del bando della mobilità interna 1/2012 pubblicato il 29 giugno scorso e di cui erano stati resi noti gli esiti con determina n. 948 del 18 ottobre. 
 
Nel bando erano specificati in modo articolato i criteri con i quali l'Amministrazione avrebbe proceduto; veniva anche ribadito che per determinate posizioni sarebbe stato utilizzato l'esercizio del cosiddetto "potere organizzatorio", facoltà prevista da leggi, contratti nazionali e regolamento interno, ovvero la possibilità da parte dell'Amministrazione di spostare personale da una struttura all'altra nel raggio di 10 KM dalla sede di appartenenza e di cui sembra volersene avvalere nei confronti di tre posizioni per le quali non esistono istanze da parte di nessun lavoratore. 
 
Su di una ambiguità, non è chiaro quanto voluta o involontaria sul concetto di mobilità d'ufficio (diversa nella sostanza e nelle modalità di attuazione dal citato potere organizzatorio) alcuni esponenti sindacali hanno ritenuto di dover scatenare una veemente polemica nei confronti della controparte, che, secondo noi, nei toni e nell'energia utilizzati sarebbero stati  degni di essere spesi per una miglior causa. 
 
Noi di FSI, che certo non ambiamo a rivestire il ruolo del difensore d'ufficio dell'Amministrazione, abbiamo volutamente scelto di astenerci da una discussione ritenuta vacua, sterile e, con tutto il rispetto, anche un po' ridicola.
 
L'incontro si è concluso (rinviando ad altro incontro la discussione sulla bozza di regolamento sulla disciplina del trattamento di missione)  con l'impegno da parte dell'Amministrazione di inviare alcune osservazioni scritte sulla discussione relativa alla mobilità.
 
     Un cordiale saluto a tutti.
 
 

coordinamento Arpa
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