lunedì 20 maggio 2013

info FSI su riunione del 15 maggio 2013



Il giorno 15 maggio abbiamo partecipato al tavolo tecnico, convocato dall'Amministrazione per trattare il punto  dell'O.d.G. relativo alla revisione della spesa di funzionamento di Arpa, che per motivi di tempo non era stato affrontato nell'incontro del 8 maggio.

 

Il Direttore Amministrativo, prima di affrontare quanto in oggetto, ci ha aggiornato in merito a questi due argomenti:

a) finanziamento di Arpa: nel BURP della scorsa settimana è stata pubblicata la legge finanziaria regionale, che stanzia 67 milioni per il finanziamento di Arpa;  importo che, pur in riduzione rispetto al finanziamento dell'anno passato, è comunque superiore di un milione rispetto a quanto era stato ipotizzato come fabbisogno minimo, consentendoci quindi di contenere il taglio operato sugli investimenti;

b) il giorno 13/5 si è svolto un incontro tra Direzione di Arpa e Consiglio Regionale (di cui la Direzione renderà  disponibili sul sito istituzionale le slide ed il verbale). In tale sede è stata esaminata l'attività di Arpa, anche rispetto all'ormai decaduto piano di riposizionamento; è stata inoltre presa in esame la consistenza di personale di Arpa. Il DA ci ha rappresentato una sensazione tutto sommato positiva, anche in relazione alla congiuntura generale; inoltre al momento, pur essendo Arpa ente strumentale della Regione, non parrebbe essere coinvolta  nei processi di spending review regionale in materia di personale.

Ovviamente novità in negativo potrebbero venire dal piano di rientro della Regione dal disavanzo sanitario, ma al momento non parrebbero esserci ricadute per Arpa.

In sostanza sembrerebbe (il condizionale è d'obbligo) in qualche modo mutato in positivo l'atteggiamento della Regione verso il nostro ente.

 

Dopo queste premesse piuttosto rassicuranti, il DA ci ha illustrato quanto si sta operando in materia di contenimento dei costi.

I filoni sono schematicamente riassumibili in:

a)   interventi sulla dotazione immobiliare (es. trasferimento sede di Biella, razionalizzazione delle varie sedi operative di Alessandria);

b)   ottimizzazione delle procedure di acquisto, mediante sistematico utilizzo delle procedure Consip, Mepa (ovviamente ove non si tratti di acquisire servizi o prodotti specifici) ;

c)    "interventi" sui servizi ausiliari esternalizzati (lavaggio vetreria, servizi di facchinaggio e reception, ecc.);

d)   interventi sulla gestione delle reti di monitoraggio, con un ripensamento rispetto alle esasperate esternalizzazioni operate in passato (e sulle quali la posizione dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali era stata fortemente critica).

 

In merito a questi interventi di riduzione dei costi, il DA ha chiaramente specificato di agire nell'ambito della legge sul contenimento della spesa da parte delle pubbliche amministrazioni (che  devono cercare di ridurre i costi a parità di servizio offerto al cittadino), ma di farlo nell'ottica "del buon padre di famiglia" e non perché costretto da richieste mirate da parte della regione.

Gli interventi sindacali hanno sottolineato come purtroppo ogni azione mirata alla riduzione dei costi di servizi esternalizzati, seppure inevitabile,  non potrà che essere subita e pagata dalle fasce più deboli, vale a dire, nello specifico, i colleghi dipendenti delle cooperative che ogni giorno ci affiancano nelle attività. A fronte, è stato anche sottolineato, di una non sempre esemplare capacità gestionale da parte dei dirigenti apicali.

 

Il DA ha inoltre fatto più volte riferimento alla dotazione organica di Arpa, che addirittura potrebbe consentire qualche assunzione mirata (tutto da verificare poi se questo sarebbe possibile tramite concorso o tramite mobilità dagli enti regionali, IPLA ecc.). Questo aspetto è stato accolto con un certo scetticismo da parte sindacale; da parte nostra non vorremmo che questi discorsi fossero preparatori a ennesime proposte di assunzione di nuove figure dirigenziali di cui, francamente, continuiamo a non sentire la mancanza.

 

Al termine, abbiamo chiesto se avessero un fondamento le voci secondo cui Arpa starebbe per intervenire sull'orario di servizio in analogia con quanto già disposto da altri enti quali la Provincia (orario ridotto il venerdì con conseguente aumento nelle altre giornate, al fine di operare un risparmio sui ticket restaurant); il DA ha assolutamente smentito la fondatezza di tali voci.

 

La riunione si è chiusa con l'impegno da parte della Direzione di continuare, su questi temi, nel confronto dialettico con le organizzazioni sindacali.

    

Redatto a cura del

Coordinamento FSI – USAE

   Arpa Piemonte

venerdì 17 maggio 2013

info FSI su riunione del 15 maggio 2013

Ciao a tutti,

vi inoltro, in allegato, il resoconto FSI sul tavolo tecnico tenuto mercoledì 15 maggio tra Direzione e Organizzazioni sindacali su:

"Revisione della spesa di funzionamento dell'Arpa Piemonte"


Carlo

 

 coordinamento Arpa
    FSI-USAE

 

seguiteci anche su:

http://archiviosindacale.blogspot.com/
  

Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.

Nel caso non fossi più interessato a ricevere i nostri messaggi è sufficiente segnalarlo scrivendo o telefonando al mittente del presente messaggio, oppure scrivendo al seguente indirizzo: fsiarpapiemonte@gmail.com




venerdì 10 maggio 2013

analisi delle criticità - produttivtà ex tempi determinati


RESOCONTO INCONTRO DEL 8 MAGGIO 2013

 

L’incontro prevedeva come ordine del giorno i seguenti punti:

1.   attività di analisi delle criticità organizzative dell’Agenzia;

2.   revisione della spesa di funzionamento;

3.   produttività personale a tempo determinato.

 

Sono stati trattati, per motivi di tempo, il 1° ed il 3° (il secondo verrà trattato nell’ambito di un tavolo tecnico appositamente convocato per il giorno 15 p.v.)

 

produttività personale a tempo determinato

 

Cominciamo con il descrivere le risultanze del dibattito che si è sviluppato intorno al 3° punto.

L’Amministrazione ci ha anticipato la proposta che formulerà agli interessati per tentare di comporre la controversia che, lo ricordiamo,  la contrappone ai colleghi ex tempi determinati e a tempo indeterminato assunti a partire dal 2002, che non avevano percepito le quote di salario accessorio per i periodi corrispondenti.

Il fondo accantonato a suo tempo, compreso l’incremento, ammonta a circa €1.500.000.

 

La proposta dell’Amministrazione si riassume in questo modo: riconoscimento mediante transazione tra Amministrazione ed ogni singolo lavoratore interessato del 70% di quanto dovuto alle varie fattispecie di potenziali interessati alla produttività; il 50% della produttività per i periodi di prova.  (le quote sono al netto di quanto già percepito in virtù dell’accordo 27.11.2009).

 

Nella proposta dell’Amministrazione si è quantificato che un’adesione inferiore al 90% dei potenziali interessati si tradurrebbe in un nulla di fatto e di conseguenza chi lo riterrebbe dovrebbe promuovere causa legale individuale.

 

La questione è molto complessa, sia perché non esiste al momento una giurisprudenza consolidata in materia (in questo senso, la vertenza della collega che ha avviato la questione potrebbe in un certo senso costituire una sentenza-pilota), sia perché i singoli casi sono molto diversificati tra loro.

Da non dimenticare, infine, che una sentenza per un singolo caso non può essere giuridicamente estesa ad altri casi, anche se analoghi.  La conseguenza di tutto ciò è che in mancanza di una transazione che coinvolgesse quasi la totalità  dei colleghi, ogni dipendente dovrebbe ricorrere ad una causa individuale, senza alcuna garanzia di ottenere un risultato omogeneo.

 

Riteniamo indispensabile inquadrare la proposta dell’Amministrazione all’interno dei casi limite:

 

a)  se la transazione non andasse a buon fine, e nessuno dei circa 300 colleghi interessati decidesse di ricorrere per vie legali (o ai ricorrenti in sede di sentenza non venisse riconosciuto il diritto) , il fondo verrebbe ripartito tra gli altri circa 700 colleghi, con un “saldo” pari a circa una mensilità;

 

b)  qualora l’Amministrazione decidesse di derimere la questione riconoscendo il 100% di quanto dovuto alle varie fattispecie di potenziali interessati alla produttività, il fondo sarebbe insufficiente e pertanto a tutti i circa 700 altri colleghi che hanno percepito la produttività negli anni in oggetto potrebbe venire richiesto di restituire una parte di quanto a suo tempo ricevuto.

 

Con la proposta dell’Amministrazione, stando ai calcoli prospettati, l’impegno per compensare una platea di oltre 300 lavoratori – ricordiamo a vario titolo, da pochi euro fino a punte di 15.000 - impegnerebbe circa 1 milione, l’altro mezzo milione verrebbe distribuito alla restante globalità del personale, che percepirebbe pertanto una somma ipotizzabile in circa 400 euro netti.

 

Fermo restando, come già detto, che in ogni caso la questione è assolutamente soggettiva e, per usare un termine in voga in questo periodo , estremamente “divisiva” visti gli interessi contrapposti, assumeremo come sigla posizioni specifiche allorquando si dovrà andare a definizione. Per ora rileviamo solo che il punto di vista sindacale sulla proposta non è omogeneo.

 

Sull’argomento, visto l’esito finale della riunione, le parti hanno deciso di aggiornarsi  al mese prossimo.

 

 

attività di analisi delle criticità organizzative dell’Agenzia

 

Riguardo al primo punto all’ordine del giorno il Direttore generale ha presentato ed illustrato un documento di sintesi (denominato Analisi organizzativa: azioni di sviluppo e criticità riscontrate) elaborato da un gruppo di studio composto dai dirigenti di SC e dai componenti dell’Ufficio di Direzione, che, nelle intenzioni, identifica le attuali criticità (ne sono state elencate ben 45) che limitano una corretta gestione delle funzioni di Arpa.

È stato detto e più volte ribadito che questa operazione non rappresenta l’ennesimo rimaneggiamento del Regolamento di Organizzazione ma punterebbe a razionalizzare le attività per un migliore utilizzo delle risorse strumentali e umane.

Il documento è articolato in 6 aree così denominate:

a)  visione e sviluppo dell’Agenzia: azioni di consolidamento dell’identità ed i potenziamento dell’azione

b)  Inattuazione regolamentare

c)   Carenze organizzative

d)  Frammentazione organizzativa

e)  Inefficienza/inefficacia organizzativa

f)      Indeterminatezza organizzativa.

 

È stato chiesto ai sindacati di dare il loro contributo.

Al di là degli eufemismi e da una prima lettura del documento si comprende che l’operazione che si sta facendo cerca la condivisione delle parti sindacali per “far meglio digerire” scelte che necessariamente implicheranno revisioni strutturali dell’Ente. Non sono ancora delineante le soluzioni,  ma alcune si possono intuire.

Su alcuni aspetti noi porteremo le nostre considerazioni anche e soprattutto per far emergere alcune contraddizioni o anacronismi che riteniamo di avere rilevato.

venerdì 8 marzo 2013

RESOCONTO INCONTRO DEL 6 MARZO 2013 CON LA NUOVA DIREZIONE

RESOCONTO INCONTRO DEL 6 MARZO 2013 CON LA NUOVA DIREZIONE



Mercoledì 6 marzo si è tenuta una riunione tra la RSU e la nuova Direzione Generale costituita dal Direttore Generale ing. Angelo Robotto e dal Direttore Amministrativo Dott. Mauro Porta.

L’incontro è la conseguenza di uno specifico invito che l’Ing. Robotto ha voluto rivolgere alla RSU (in precedenza ha incontrato le segreterie delle vari organizzazioni sindacali) per presentarsi nella sua nuova veste e per indicare in linea generale quali sono le strategie che caratterizzeranno il suo mandato.

In estrema sintesi i punti toccati da Direttore nel suo discorso, che più ci son sembrati degni di rilievo, sono stati i seguenti:

  • Piano di riposizionamento – ha destato non poca sorpresa la dichiarazione del nuovo Direttore secondo cui il discorso sul documento del Piano di riposizionamento e su come si è arrivati alla sua stesura è da considerarsi chiuso, ha  però aggiunto la necessità di arrivare ad una razionalizzazione delle attività, con particolare riferimento alle strutture laboratoristiche.
  • Revisione del regolamento – con sollievo abbiamo accolto la dichiarazione che questo Direttore non metterà mano al Regolamento, come invece è stato fatto ad ogni cambio della guardia (anche più volte) nella breve storia dell’Ente. Lo stesso Ing. Robotto ha però precisato che potrebbero essere necessari aggiustamenti a livello di organigramma, ovvero, interpretando, potrebbero scomparire delle strutture semplici magari accorpate ad altre in una prospettiva di razionalizzazione delle risorse e di maggiore efficienza
  • Responsabilità della dirigenza – ha fatto un richiamo molto specifico alla responsabilità della dirigenza che deve operare con piena consapevolezza del proprio ruolo gestionale ai fini di una maggior efficienza e produttività; principio che a cascata dovrebbe ricadere su tutta la catena di comando. Questa strategia, stando alle dichiarazioni del D.G.  dovrebbe fornire maggiori  garanzie nella regolarità dei finanziamenti regionali. 
  • Spending rewiew regionale – grava ancora l’incognita sugli effetti che potrà produrre la revisione della spesa a livello regionale; su questo si è limitato a dire che in funzione di ciò si dovranno fare “ragionamenti sul personale”. Naturalmente il tema ci riguarda molto da vicino e quindi attendiamo di conoscere nel dettaglio a cosa portano questi “ragionamenti”. 
  • Rapporto con i sindacati – Il D.G. e il Direttore amministrativo hanno voluto assicurare che, pur nel rispetto di prerogative e ruoli delle parti, cercheranno sempre il confronto ed il dibattito con la controparte. È un affermazione impegnativa, che stride totalmente con l’atteggiamento di ostinata chiusura tenuto dal vecchio D.G., soprattutto nell’ultimo anno.

A margine aggiungiamo che il Dott. Porta ha parlato della necessità di rivedere il Contratto Integrativo Aziendale (che data al 2001) e che quindi uno degli obiettivi di questa Direzione sarà l’intrapresa di un confronto sull’argomento.

FSI ha rilevato che nel suo intervento il Direttore ha richiamato principi legati al rilancio di efficienza, all’autonomia (dalla politica) di Arpa nel segno del servizio alla cittadinanza.
Inoltre ha fatto specifico riferimento ai doveri che ricadono sulla sua figura in tema di sicurezza, garantendo interventi volti a risolvere i problemi in questo specifico ambito.
Nel nostro intervento abbiamo ricordato come la sicurezza è un concetto, come prevede la Legge, da interpretarsi in maniera estensiva; quindi non solo la sicurezza fisica ma anche il benessere psicologico dei lavoratori va adeguatamente salvaguardato attraverso l’utilizzo corretto di tutti gli strumenti di cui questa Agenzia dispone.     

Per quel che ci riguarda abbiamo ricordato come le condizioni in cui è ridotta ARPA siano in buona parte la diretta conseguenza di politiche “schizofreniche” chiaramente mirate a soddisfare esigenze del tutto diverse dalla efficienza e dalla razionalità dell’azione.

Sappiamo tutti come il Paese e le sue istituzioni stanno attraversando uno dei momenti più difficili ed incerti della storia recente, non ha senso fare ragionamenti che non tengano conto della realtà che ci circonda; fatta questa doverosa premessa possiamo affermare che il messaggio che il nuovo Direttore ha voluto trasmettere ci è sembrato distensivo e tutto sommato rassicurante, quindi  aspettiamo di vedere le proposte e le azioni che concretamente verranno formulate per regolarci di conseguenza nella nostra azione futura.  


Redatto a cura del
Coordinamento FSI – USAE
Arpa Piemonte

venerdì 8 febbraio 2013

manifestazione del 15 - 2 - 2013

Inviamo il comunicato relativo ad una iniziativa unitaria che si terra venerdì 15 febbraio sul tema del riordino della Sanità pubblica in Piemonte

 

PER LA SANITA' PUBBLICA 

PER IL LAVORO

BASTA RISPARMI SULLA PELLE DEI CITTADINI E DEI

LAVORATORI!

Le scelte della Regione Piemonte stanno mettendo in ginocchio il nostro sistema sanitario.

Il nuovo Piano Socio Sanitario, l'istituzione delle Federazioni sovrazonali, la messa in rete del sistema

ospedaliero, sono strumenti di ingegneria (dis)organizzativa, che non tengono conto dei bisogni di salute.

I risparmi fino ad oggi ottenuti non dipendono dalla presunta riorganizzazione (14 milioni risparmiati con

le federazioni!!!!), ma dai tagli al personale (diminuzione di 2700 dipendenti in 21 mesi), dalla riduzione

dei servizi, a partire dai mancati ricoveri nelle strutture per non autosufficienti, dal ritardato pagamento

alle strutture accreditate, alle cooperative sociali, alle imprese a cui sono affidati gli appalti. Sono risparmi

fatti sulla pelle dei lavoratori ai quali è stato ridotto l'orario e a cui non vengono pagati stipendi e

tredicesime.

Ogni decisione è stata presa con arroganza, senza confronto con le parti sociali, con le associazioni

professionali, con i sindaci che rappresentano i cittadini. Una totale assenza di democrazia da parte di chi

dovrebbe rappresentare una comunità.

La Regione non rispetta neanche le proprie leggi, com'è evidente nel caso degli Ospedali Valdesi.

C o s ì n o n s i p u ò c o n t i n u a r e !

La tutela della salute migliora certamente se gli ospedali vengono messi in rete: ma non a tavolino, senza

conoscere ciò che si fa e perché, senza tenere conto di ciò che funziona ed usando i dati di attività a

proprio piacimento.

Per governare un sistema così complesso non ci si può vantare di "non capire nulla" di sanità e

minacciare ogni giorno la bancarotta per mettere in atto riorganizzazioni ingiuste e che rispondono a

logiche incomprensibili e contrarie al recupero di efficienza e di efficacia (come dimostra il riordino delle

emodinamiche).

Sembra che ci sia un particolare accanimento a distruggere ciò che funziona, senza intaccare i veri

sprechi, ma anzi aumentandoli (vedi gli stipendi degli amministratori delle federazioni).

Sappiamo che molti cambiamenti debbono essere introdotti, che va usato bene ciò che abbiamo a

disposizione, che eliminare gli sprechi ci permette di dare un servizio migliore ai cittadini.

N o i n o n c i t i r i amo i n d i e t r o

ma diciamo: basta ai tagli lineari ed alla continua riduzione di risorse, basta al

blocco indiscriminato del turn over, basta all'incompetenza.

Gli operatori della sanità hanno tenuto in piedi il sistema, nonostante condizioni di lavoro sempre più

difficili ed una continua svalutazione della loro professionalità da parte di chi dovrebbe, invece, tutelare il

proprio patrimonio umano.

Per tutto questo e per difendere una sanità pubblica e per tutti



MANIFESTAZIONE A TORINO

VENERDI ' 15 FEBBRAIO 2013 ORE 16

PIAZZA CASTELLO - FRONTE PALAZZO DELLA REGIONE

FP CGIL – UIL FPL – FIALS – FSI – NURSING UP

ANAAO ASSOMED – AAROI ENAC – CGIL MEDICI – UIL MEDICI – FVM

AUPI – SNABI - SINAFO - COSMED - FESMED - ANPO-ASCOTI-FIALS - SNR - SIDIRSS

PER UNA SANITA' PUBBLICA

PER UNA SANITA' CONDIVISA

Resoconto FSI sul tavolo tecnico del 5 maggio 2013 – Fondi economici; proroga P.O. – produttività ex T.D. – ridimensionamento esternalizzazioni – buoni pasto


 

     

     

08.02.2013

 

Resoconto FSI sul tavolo tecnico del 5 maggio 2013 – Fondi economici; proroga P.O. – produttività ex T.D. – ridimensionamento esternalizzazioni – buoni pasto

 

Care colleghe e colleghi,

il 5 febbraio si è svolto l'incontro al tavolo tecnico chiesto dalla RSU per discutere della costituzione provvisoria dei fondi economici.

 

(Ri)determinazione dei fondi della retribuzione accessoria

 

Come ricorderete il decreto legge Tremonti prevede che le retribuzioni dei dipendenti pubblici rimangono cristallizzate al 31/12/2010, imponendo il blocco della contrattazione 2010-2012 (che il Governo Monti ha prorogato fino al 2014).

Lo stesso D.L. stabilisce però un decremento dei tre fondi destinati al trattamento accessorio proporzionale alla diminuzione dei dipendenti in servizio, che secondo i  dai dati forniti dall'Amministrazione ammonteranno, secondo un stima previsionale, alla fine del 2013 a 54 unità in meno rispetto al 1° gennaio 2010. Tutto ciò comporta una decurtazione per il 2013 che è pari al 3,95%, ovvero a: 103.877 euro dal fondo della produttività collettiva e delle prestazioni individuali; 181.067,16 euro dal fondo delle fasce, posizioni organizzative, ecc. e 26.360,80 dal fondo straordinario, disagio, pericolo o danno. Analoghe decurtazioni, anche se in misura inferiore, erano già state operate sui fondi per gli anni 2011 e 2012.

 

Si tratta di una quantificazione provvisoria finalizzata all'erogazione delle quote di produttività, al netto dell'incremento sui fondi che costituirà la condizione necessaria per una rendicontazione definitiva.

 

Tradotto: meno soldi sulla retribuzione accessoria. Vedremo in seguito concretamente quanto.

 

 

 

Proroga delle Posizioni Organizzative e dei coordinamenti

 

Il 15 febbraio "scade" un primo contingente di 76 posizioni organizzative, il Direttore amministrativo con le "solite" argomentazioni di circostanza ha annunciato la proroga di questi incarichi fino al 30 settembre.

Come FSI abbiamo manifestato palese dissenso rispetto ad un metodo già visto della proroga di incarichi scaduti, che per definizione sono di durata triennale e che dovrebbero essere strettamente connessi a specifiche funzioni incardinate nell'organizzazione; per contro, invece, abbiamo recentemente assistito alla "riesumazione" di Posizioni "defunte" che si sono poi miracolosamente reincarnate, generando prontamente nuove Posizioni di natura totalmente diversa da quelle estinte, dando quindi spazio al non vago sospetto che, almeno in certi casi, la Posizione è interpretata come una sorta di "promozione" ritagliata su caratteristiche individuali più che sulle esigenze previste dal dettato contrattuale 

 

Comunque, il principio generale è che in un contesto di transizione nel quale risulta essere Arpa in questo momento (riorganizzazione, passaggio di consegne della Direzione) ci aspettavamo almeno uno straccio di motivazione più plausibile che non la debole giustificazione del garantire continuità a certe funzioni.

 

Produttività agli ex tempi determinati e periodi di prova.

 

L'Amministrazione, richiamando la nota vicenda della collega che aveva promosso causa per ottenere la corresponsione delle quote incentivanti per i periodi a tempo determinato e in prova ha ricordato che con sentenza d'appello la stessa è stata condannata a corrispondere l'85% delle somme dovute, ha però precisato che la medesima sentenza ha stabilito che le spese vanno a compensazione (ognuno si paga il suo) ridimensionando di fatto a circa il 50% l'utile incassato dalla collega ricorrente.

Alla luce ci tutto ciò il Direttore amministrativo, premettendo che in base a preciso principio giuridico è fatto divieto alla Pubblica Amministrazione di estendere il giudicato ad una pluralità di potenziali soggetti interessati – in altri termini una sentenza vale uno e solo per quel caso specifico - ha fatto un'ipotesi di accordo che sintetizziamo in questo modo:

 

del milione e mezzo di fondi accantonati a suo tempo a monte delle due sentenze si ipotizza di dividerli in due parti (non meglio quantificate) una parte verrebbe corrisposta (in quote comunque inferiori all'85% ma anche in questo caso non meglio specificate) ai richiedenti il beneficio, promuovendo quindi azione conciliatoria presso l'Ufficio provinciale del Lavoro; ciò sarebbe possibile se una maggioranza qualificata accettasse queste condizioni; a coloro che ritenessero di non aderire ad un'ipotesi di questo tipo non resterebbe che la strada del ricorso giurisdizionale, il quale però, come premesso, non consente di prevedere verso quale esito porterebbe.

 

La seconda parte di quel milione e mezzo (di cui però non conosciamo l'entità) verrebbe riversata nel fondo della produttività e corrisposta al restante personale secondo i criteri sottoscritti nell'accordo del novembre 2009.

 

Ipotesi di ridimensionamento degli appalti per i servizi esternalizzati.

 

Seguiamo con interesse gli sviluppi relativi all'ipotesi di ridimensionamento degli appalti per servizi esternalizzati, rilevando il fatto che l'Amministrazione tenta di compensare in parte la crisi finanziaria in cui versa, sacrificando figure deboli e potenzialmente più vulnerabili in quanto dipendenti di soggetti terzi, ma a tutti gli effetti inseriti nel'organizzazione del lavoro di Arpa.

 

L'ipotesi che si fa ci impone una seria riflessione, che va certamente al di là del fatto specifico, poiché, se concretizzata, costituirebbe un precedente che implicherebbe ricadute non marginali sulle dinamiche in atto della riorganizzazione di Arpa.

 

Ritardo nella distribuzione dei buoni pasto.

 

Abbiamo rivolto informalmente (dopo la fine della seduta del tavolo tecnico) una domanda sul perché a martedì non erano ancora arrivati i buoni mensa (oggi che è venerdì la situazione è la medesima).

In seguito è pervenuta a tutti noi una laconica comunicazione dell'Ufficio Affari istituzionali la quale imputa a non meglio precisati motivi tecnici il ritardo, che lo ricordiamo si è già verificato il mese scorso.  

Riteniamo che in realtà ci siano problemi di natura contabile che stanno condizionando la regolare erogazione di questo diritto.

Se il problema dovesse protrarsi ci riserviamo di intraprendere adeguate iniziative volte a garantire la fruizione del suddetto diritto nei tempi previsti.  



  Michele Lattanzio
coordinamento Arpa
    FSI-USAE

 

seguiteci anche su:

http://archiviosindacale.blogspot.com/
  

Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.

Nel caso non fossi più interessato a ricevere i nostri messaggi è sufficiente segnalarlo scrivendo o telefonando al mittente del presente messaggio, oppure scrivendo al seguente indirizzo: fsiarpapiemonte@gmail.com



lunedì 28 gennaio 2013

info FSI su Stress da lavoro correlato

Care colleghe e colleghi,

vi informiamo sinteticamente sulla discussione avvenuta nella riunione tra Direzione, RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) e RSU venerdì 25 gennaio.

La riunione era stata convocata per illustrare ai due organismi rappresentativi il percorso e la metodologia utilizzata per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato e rappresenta l'epilogo di una vicenda iniziata a giugno delle scorso anno, quando FSI, avendo verificato l'inesistenza in procedura del documento obbligatorio di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, previsto da D.lgs 81/2008 e da una circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 2010 come obbligo a decorrere dal 31.12.20120, ne chiedeva conto con nota del 22 giugno 2010.

In seguito, dopo ulteriore sollecito, la Direzione con propria comunicazione spiegava tutto ciò che in materia era stato realizzato e quali fosse le metodologie adottate in proposito.

Poiché, rispetto al problema sollevato, non ritenevamo esaurienti le riposte fornite, in seguito abbiamo provveduto a coinvolgere la RSU e gli RLS con conseguente richiesta congiunta dei due  organismi a Direzione Generale e Responsabile del Servizio Prevenzione Protezione di un incontro finalizzato ad approfondire l'argomento.

 

Preferiamo sintetizzare indicando per sommi capi qual è stata la sostanza dell'incontro.

Erano presenti per l'Amministrazione Il Direttore Generale, il Direttore Amministrativo, una Dirigente che ha relazionato sul prodotto "Osservatorio indicatori di benessere organizzativo", il Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione ed il Medico competente aziendale.

 

La parte sindacale era rappresentata da una folta delegazione di RLS e RSU.

 

L'Amministrazione ha presentato il lavoro relativo al progetto regionale "La cura del benessere organizzativo" seguito da un documento che nelle intenzioni doveva soddisfare i requisiti richiesti da leggi e linee guida in fatto rischio da stress lavoro- correlato.

 

La rappresentazione che è stata fatta ha prodotto un unanime coro di perplessità e proteste da parte sindacale; è stata contestata in primis la violazione dell'obbligo previsto con la mancata pubblicazione del Documento di Valutazione del Rischio e l'assoluta arbitrarietà procedurale che non ha tenuto conto delle indicazioni in fatto di criteri e metodi di valutazione.

 

Per fare esempi che siano chiari a tutti: non sono state minimamente prese in considerazione le indicazioni del Ministero del lavoro il quale, tramite un apposito manuale pubblicato dall'INAIL, stabilisce con strumenti quali questionari, focus group, interviste e quant'altro la possibilità di monitorare le situazioni di malessere derivante da condizionamenti ambientali ed interpersonali.

Sono stati ignorati alcuni indicatori che riteniamo fondamentali, tra i quali: richieste di visite mediche straordinarie al medico competente, segnalazioni formalizzate di lamentele dei lavoratori all'azienda o al medico competente, procedimenti e sanzioni disciplinari, molestie morali e/o sessuali, istanze giudiziarie per licenziamento.

In questo quadro spicca la totale assenza di un adeguato utilizzo dei dati statistici relativi alle (molte) richieste di colloquio alla Consigliera di fiducia.

Come dicevamo, tutto questo si aggiunge al già grave fatto di non aver dato decorrenza all'obbligo secondo i metodi dettati dal  Ministero nei tempi previsti, ovvero il 31 dicembre 2010.

 

 

 

A conclusione dell'incontro il Direttore Generale, salutandoci per il suo prossimo commiato dalla carica che riveste, ha riconosciuto il ritardo dell'Amministrazione assumendosene la responsabilità; nel contempo ha dichiarato l'intento di porre rimedio quanto prima alla lacuna che è stata rilevata.

Su questo, pur considerando il momento di transizione, non mancherà ovviamente la vigilanza da parte nostra.

 

A margine segnaliamo che gli RLS hanno pubblicato una loro relazione (inviata il 17 gennaio) sull'attività svolta, all'interno della quale c'è un paragrafo (il 6°) dedicato all'argomento qui trattato.

 

Nel ringraziarvi per l'attenzione vi salutiamo cordialmente.

 

     A cura del 

  coordinamento Arpa
    FSI-USAE

 

seguiteci anche su:

http://archiviosindacale.blogspot.com/
  

Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.

Nel caso non fossi più interessato a ricevere i nostri messaggi è sufficiente segnalarlo scrivendo o telefonando al mittente del presente messaggio, oppure scrivendo al seguente indirizzo: fsiarpapiemonte@gmail.com