mercoledì 30 luglio 2014

flash FSI sui fondi delle dirigenza

FLASH DELLA (PEN)ULTIMA ORA (il milione ai dirigenti per ora non c'è più)

Il 24 luglio scorso vi avevamo informato, tra le altre cose, dell'accordo in fase di perfezionamento tra Amministrazione e componente sindacale della Dirigenza,  per la distribuzione dei residui ammontanti a più di un milione.
Come forse già saprete, l'accordo, PER ORA, è saltato.
Stando ad un comunicato della CGIL uscito ieri è slittato a settembre; osiamo pensare che questo momentaneo dietrofront sia anche merito (o colpa, dipende dal punto di vista!) dei tre sindacati che hanno reagito con propri distinti comunicati a questa "manovrina" francamente indecente e inaccettabile sul piano etico e della coerenza rispetto alla realtà contingente.
Anche se sul piano giuridico gli interessati hanno, probabilmente, ragioni da vantare...le nostre sono evidentemente più forti!  

Naturalmente la nostra azione di vigilanza sull'argomento non verrà meno neanche in futuro.

A margine vi ricordo che l'8 di agosto inizieranno i tavoli tecnici per il confronto sulla riorganizzazione secondo l'ipotesi illustrata il 17 luglio, i "fortunati" che saranno al lavoro ad agosto verranno prontamente aggiornati sugli esiti del primo incontro.

Buona giornata

michele lattanzio


 coordinamento Arpa
    FSI-USAE

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Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.
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giovedì 24 luglio 2014

CRONACA DI UNA CALDA ESTATE… …..MA NON IN SENSO METEOROLOGICO



TORINO, 24 luglio 2014

             CRONACA DI UNA CALDA ESTATE…
   
…..MA NON IN SENSO METEOROLOGICO

Giovedì 17 luglio l’Amministrazione ha convocato OO.SS. e RSU per illustrare il  piano di azione rispetto alla riorganizzazione dei laboratori.

Diciamo subito che rispetto al 28 maggio, data dell’ultimo incontro in materia e dopo il quale non erano più trapelate indiscrezioni, oggi ci troviamo in un contesto politico mutato, ragione per cui ci è sembrato che la linea generale si sia un po’ ammorbidita, crediamo anche a causa delle molte critiche che hanno investito la Direzione all’indomani del 28 maggio da parte di OO.SS. e RSU. Non a caso nel decreto 63 pubblicato il 18 luglio, nell’approfondire il progetto elaborato dall’Ufficio di Direzione si parla di una comparazione con modelli organizzativi di altre agenzie ambientali (Lombardia, Toscana, Veneto ed Emilia Romagna) alcune delle quali, è bene dirlo e al netto di ogni altra considerazione, si sono riorganizzate definitivamente già da parecchi anni, senza essere passate per un processo di continua mutazione durato la bellezza di 10 anni.

Le novità in questa versione “Arpa 99.0” si riassumono sostanzialmente in questo schema:

·       tre ambiti sovra-provinciali con quattro laboratori primari dislocati a Novara, Grugliasco, Alessandria e Cuneo.


·       due laboratori specialistici a Novara e Grugliasco, più le fantomatiche tarature ad Ivrea.


L’approccio che propone la Direzione è di tipo graduale e sembrerebbe aprire al confronto con le controparti attraverso una serie di incontri che si svolgeranno a partire dall’8 agosto e che dovrebbero concludersi, secondo lo schema proposto, il 12 settembre per poi procedere all’approvazione del piano entro il 22 settembre.

Tutto bene!!!???
Neanche per sogno, resta il fatto, a prescindere da queste novità, che  decine di lavoratori dei laboratori dovranno cambiare o sede o lavoro o l’orario di  servizio o tutte tre le cose insieme……
Questo solo per cominciare, infatti qualche giorno fa il neo-assessore al bilancio della Regione Piemonte, in un’intervista rilasciata ad un importante quotidiano nazionale, parlando tra le altre cose dell’Arpa, diceva testualmente: “…..cominciando ad esempio con l’accorpamento dei laboratori. Sono otto, possono scendere….” .
Quel cominciando detto  apparentemente per caso costituisce a nostro avviso la spia che il processo è solo all’inizio e nessuno, dicasi nessuno, è autorizzato a pensare che tutto ciò riguardi una data categoria di lavoratori e solo quelli.

Siamo certi che i cambiamenti, nel triennio che l’Amministrazione si è data per portare a compimento questo processo, riguarderanno in qualche misura tutti i lavoratori.

La nostra attesa è orientata a conoscere e a capire qual è la portata reale e complessiva di questa riorganizzazione; nello stesso articolo, citato prima, si accenna a problemi di bilancio della Regione e ai costi del personale, costi ai quali in qualche modo vorranno fare fronte.

Rispetto a questo FSI intende verificare direttamente nei confronti dell’interlocutore politico quali strategie e soluzioni che si intendano adottare.

L’Amministrazione dice che entro la fine di quest’anno verrà rifatto il Regolamento di organizzazione, a noi però sembra che manchino elementi fondamentali per capire dove realmente stiamo andando.

Non esistono nell’ordine:


1.    una relazione che illustri chiaramente gli investimenti necessari ad operare la riorganizzazione ed i risparmi che si prevedono di  realizzare in prospettiva futura e a seguito di questi interventi;

2.    un piano complessivo che illustri le dinamiche di interrelazione tra riassetto organizzativo e personale (mobilità necessarie, piano di riqualificazione dei lavoratori destinati ad altre mansioni, trend di pensionamento, assunzioni, utilizzo del telelavoro a distanza);

3.    una relazione di accompagnamento all’assetto organizzativo generale che ci si vuol dare.


 Detto questo osserviamo però (con finto stupore) come tutto ciò sia corredato da un bell’accordo tra Amministrazione e Dirigenza che prevede la distribuzione in due anni (2014-2015) di incentivi pari alla ragguardevole “sommetta” di oltre 1.000.000 di euro che, suddiviso tra i 73 dirigenti attualmente presenti, corrisponde ad un valore medio di oltre 13.000 euro pro-capite (differenziati in ragione del ruolo e dell’effettiva presenza in servizio).
A noi sembra uno scandalo grosso come una casa; da una parte il mandato a risparmiare con la spada di Damocle delle incognite che incombono sui destini dei lavoratori, dall’altro senza che vi sia una relazione costi-benefici degli interventi di riorganizzazione, si attribuiscono premi di questa portata, basta che sia stato varato il piano e prescindendo dai risultati, per non parlare dello sdegno che una spartizione simile di risorse suscita tra i lavoratori del Comparto in un momento come questo…inutile aggiungere altro!


…….e al fin dell’avventura                                     


“cari” signori Bonaventura
per premiare la riorganizzazione       
(e la dematerializzazione)
        ecco a voi un bel…….    
  MILIONE!!!!!






Sia chiaro, i componenti FSI della RSU, coerentemente con quanto deciso in ambito collegiale, andranno ai tavoli che l’Amministrazione convocherà tra agosto e settembre e sentiranno cosa realmente verrà fuori.
Vogliamo però vedere qualcosa di concreto, che consenta ad FSI di valutare e quindi di decidere quale atteggiamento mantenere nell’immediato futuro.



redatto a cura del Coordinamento FSI-ARPA PIEMONTE 

venerdì 13 giugno 2014

Riforma della P.A. - incontro con il Ministro Madia



Riforma della P.A. - incontro con il Ministro Madia  
Si è tenuto nella mattinata di oggi  il previsto incontro con il Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, in previsione dell'adozione in Consiglio dei Ministri dei provvedimenti relativi all'annunciata riforma della P.A.
Come abbiamo avuto modo di sottolineare l'incontro è stato deludente sotto il profilo della interlocuzione in quanto la scelta del Governo è stata quella di confrontarsi non già sul merito dei provvedimenti ma esclusivamente sui principi su cui gli stessi si andranno ad esplicare. Una siffatta scelta non può che produrre un confronto monco ed insoddisfacente per le organizzazioni sindacali che si vedono costrette ad esprimersi su provvedimenti  senza conoscerne l'effettivo articolato e quindi non potendo entrare effettivamente nel merito.
In ogni caso nella giornata di domani, venerdì 13 giugno, i provvedimenti saranno adottati e riguarderanno i punti che sono stati trattati nel tavolo odierno.
La nostra organizzazione pur esprimendosi con un riassunto delle posizioni politico - rivendicative già oggetto di vertenze sin dal 2010 e rammentando che la nostra posizione è quella di rivendicare l'immediata apertura dei rinnovi contrattuali economici, ha sospeso il giudizio sino alla effettivo esame del contenuto dei provvedimenti che usciranno dal consiglio dei ministri.  
Qui di seguito i punti trattati.
Il Segretario Generale
Il cambiamento comincia dalle persone
1) abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella PA, a costo zero
Consideriamo l’abrogazione del trattenimento in servizio una misura opportuna, non solo perché consentirà di liberare considerevoli spazi nelle piante organiche utili a favorire l’ingresso di nuove risorse umane, ma anche perché rappresenta un importante segnale di inversione di tendenza.  Per la stessa ragione abbiamo deciso di introdurre il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di attribuire incarichi dirigenziali a soggetti collocati in quiescenza. 
In questo contesto, si ribadisce che nelle nuove assunzioni saranno garantiti i diritti dei vincitori di concorso non assunti. 
2) modifica dell'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria
La riforma della mobilità è necessaria per assicurare una migliore e più efficiente gestione delle risorse umane, nell’ottica di una pubblica amministrazione da considerarsi nel suo complesso come corpo unitario.
Non vi è dubbio che il primo passo da compiere è migliorare le norme esistenti, iniziando dall’abrogazione del nulla osta da parte dell’amministrazione di provenienza nei casi di mobilità volontaria e dal superamento delle rigidità derivanti dalla programmazione.
Accanto a questo intervento, riteniamo importante introdurre la possibilità che, nella prospettiva di un utilizzo efficiente delle risorse umane, sia possibile disporre il passaggio di un lavoratore da una amministrazione ad un'altra, senza che sia necessario l’assenso del lavoratore stesso. Occorre precisare che in tale ipotesi dovranno sussistere due requisiti: il mantenimento del medesimo trattamento economico e precisi limiti geografici. Eventuali deroghe ai principi sopra riportati dovranno essere disciplinati dalla contrattazione collettiva.
Per favorire la concreta realizzazione dei principi sopra esposti, sono state predisposte le necessarie tabelle di equiparazione.    

3) introduzione dell’esonero dal servizio
Questo istituto era stato preso in considerazione come strumento che, insieme ad altre misure, potesse agevolare un progressivo ricambio nelle amministrazioni. Tuttavia, recependo talune perplessità emerse dalla consultazione pubblica, abbiamo ulteriormente analizzato gli effetti prevedibili misurandone un ritorno marginale oltre che il rischio che si verificassero nuovamente talune distorsioni; per queste ragioni riteniamo non opportuno proporre la reintroduzione dell’esonero dal servizio.
4) agevolazione del part-time
Assieme all’abrogazione del trattenimento in servizio, il part-time è un ulteriore istituto utile a creare spazi per nuove assunzioni. Ma non solo: consideriamo l’estensione del ricorso al part-time anche un ottimo strumento di flessibilità per consentire, in taluni casi, al lavoratore la necessaria conciliazione dei tempi di lavoro e di vita,  anche per particolari esigenze di cura.
5) applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione
Riteniamo indispensabile la politica tesa al contenimento dei compensi, sia in riferimento ai compensi che un lavoratore può cumulare con diversi incarichi, sia in riferimento al cumulo tra reddito da lavoro e reddito da pensione.
Del resto le misure in commento sono già state assunte dal Governo e intendiamo pertanto assicurarne il rigoroso rispetto.
6) possibilità di affidare mansioni assimilabili quale alternativa opzionale per il lavoratore in esubero
La possibilità di evitare l’esubero del lavoratore, facendo ricorso anche all’assegnazione a mansioni diverse è un principio comunemente applicato nel diritto del lavoro privato. Nel lavoro pubblico invece questo principio non si è mai compiutamente affermato, e riteniamo debba esserne implementato l’utilizzo anche attraverso più specifiche previsioni concordate in sede di contrattazione collettiva.
Concordiamo pienamente sull’esigenza che la gestione delle risorse umane nella pubblica amministrazione sia il frutto di una specifica pianificazione delle professionalità presenti e dei fabbisogni standard. In quest’ottica, come già indicato, , riteniamo necessario assicurare come Dipartimento della Funzione Pubblica una regia attenta sulle future misure assunzionali. 

7) semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turnover fermo restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni
Riteniamo urgente semplificare l’attuale disciplina del turnover. Non si tratta solo di assicurare maggiori ingressi, ma anche di consentire a ciascuna amministrazione maggiore discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto dell’equilibrio finanziario. In quest’ottica pensiamo utile un intervento che semplifichi le norme attuali, ad esempio eliminando il vincolo del computo delle teste. 
8) riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego
Il governo ritiene la misura necessaria
.
9) introduzione del ruolo unico della dirigenza
L’introduzione del ruolo unico rappresenta uno dei pilastri su cui fondare la riforma della dirigenza pubblica. L’intervento coinvolgerà tutte le amministrazioni centrali, con la doverosa salvaguardia di alcune specifiche professionalità (sanità e scuola).
Per quanto riguarda le amministrazioni locali, in considerazione dell’attuale riparto di competenze previsto dalla Costituzione, auspichiamo un progressivo adeguamento al modello del ruolo unico, pure nel rispetto delle attuali prerogative in capo agli enti locali.
10) abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine
Per la riforma della dirigenza pubblica, riteniamo imprescindibile un principio: l’accesso al lavoro pubblico, ivi compreso quello dirigenziale, deve avvenire per concorso. Il rigoroso rispetto di questo principio, deve essere accompagnato da un ripensamento dell’attuale modello di carriera.
Il superamento dell’attuale sistema delle fasce rappresenta un altro pilastro della riforma della dirigenza pubblica. Vogliamo introdurre un cambiamento radicale nei percorsi di carriera dei dirigenti, superando l’attuale sistema che ingessa la carriera di un dirigente e la rende indipendente dai risultati effettivamente prodotti.  Noi pensiamo invece che la carriera di un dirigente debba essere sempre “mobile”, sia verso l’alto che verso il basso, con l’assunzione di incarichi per un tempo determinato.
L’assegnazione degli incarichi avverrà sulla base di interpelli aperti all’intero ruolo unico dell’amministrazione centrale.
Riteniamo necessario per il buon esito della riforma che le nuove regole riguardino anche i dirigenti attualmente in organico alla pubblica amministrazione. Naturalmente, gli incarichi in essere al momento di entrata in vigore della legge potranno proseguire fino a scadenza naturale.
Questa misura favorirà anche un maggior ricambio nei ruoli apicali, oggi inevitabilmente “bloccati” soprattutto nelle amministrazioni ove la prima fascia è ricoperta da personale attualmente molto distante dalla pensione.
11) possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un cert termine.
L’introduzione del ruolo unico e l’abrogazione del sistema delle fasce deve inevitabilmente combinarsi con la disciplina delle ipotesi in cui un dirigente rimanga privo di incarico.
La nostra proposta prevede che i dirigenti privi di incarico ricevono solo la parte fissa della retribuzione. Possono sospendere il rapporto di lavoro per assumere incarichi in amministrazioni regionali, locali o indipendenti, o per lavorare nel settore privato. Possono in qualsiasi momento rispondere a interpelli.
Qualora un dirigente rimanga per un periodo di tempo privo di incarico e non sia riuscito a trovare collocazione, anche temporanea, nel settore privato, il rapporto di lavoro dovrà essere risolto.
12) valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell’andamento dell’economia
Il superamento del sistema delle fasce e l’introduzione di meccanismi di carriera basati sugli incarichi svolti agevoleranno processi di valutazione più seri, considerando il peso che i risultati della valutazione inevitabilmente avranno, non solo a fini retributivi, ma anche per il conferimento dei successivi incarichi dirigenziali.
Il processo di valutazione deve essere semplificato, riducendo il numero di piani e adempimenti per le amministrazioni e per i dirigenti.
La valutazione ha a oggetto i risultati ottenuti dalla struttura di cui il dirigente è responsabile. La valutazione dei dirigenti deve riguardare sia la performance operativa (cioè i risultati conseguiti dalla struttura della quale il dirigente è responsabile) sia i comportamenti organizzativi, secondo prassi ormai consolidate sia nel settore privato che in quello pubblico. I risultati conseguiti dalla struttura di cui il dirigente è responsabile devono essere coerenti con gli obiettivi dell’amministrazione.
13) abolizione della figura del segretario comunale
Sul punto, pensiamo sia necessario eliminare la specificità di un albo separato. Riteniamo che la figura debba essere ricompresa nella più ampia categoria della dirigenza degli enti locali, anche valutando le specifiche funzioni da attribuire sulla base della dimensione dei comuni.
14) rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati amministrativi
Riteniamo utile prevedere l’obbligo del collocamento fuori ruolo per i magistrati che hanno la titolarità di uffici di diretta collaborazione, escludendo la possibilità di ricorrere all’istituto dell’aspettativa.
15) conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni
Come già evidenziato, consideriamo importante introdurre una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro e una maggiore diffusione del telelavoro, degli asili nido nelle PA e di tutti gli strumenti di conciliazione.

Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione
16) riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza
Consideriamo la ricerca pubblica un settore strategico che merita un ripensamento complessivo dell’attuale sistema.
Pensiamo sia necessario intervenire sulla base di tre fondamentali criteri: la ricerca deve essere strettamente connessa allo sviluppo economico del paese e deve pertanto essere assicurata una governance centralizzata in grado di indicare gli indirizzi e le scelte di fondo dei filoni sui quali il paese deve investire; è necessaria una razionalizzazione degli attuali enti di ricerca; è necessario non disperdere ulteriormente le professionalità oggi al servizio del sistema di ricerca, individuando soluzioni che consentano invece l’’implementazione dell’attuale disciplina del reclutamento.   
17) gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e locali (ufficio per il personale, per la contabilità, per gli acquisti, ecc.)
Consideriamo indispensabile una decisa razionalizzazione dei servizi di supporto sia per le amministrazioni centrali che per quelle locali, quale misura utile a realizzare economie di scala. Una particolare attenzione merita la centralizzazione delle procedure di acquisto quale strumento ottimale per la lotta agli sprechi e per assicurare maggiore trasparenza.
Gli interventi in commento saranno attuati nel rispetto dei livelli occupazionali, anche attraverso il ricorso al rinnovato istituto della mobilità.
18) riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti
Riteniamo fondamentali alcuni interventi tra i quali: limitazioni per i componenti delle Authority di assumere un nuovo incarico presso le altre alla cessazione di quello attualmente svolto; concorso unico per il reclutamento del personale; gestione associata dei servizi di supporto; razionalizzazione delle spese di gestione con particolare riguardo ai costi di consulenze e esternalizzazione di servizi.   
19) soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle funzioni alla Banca d'Italia
Sul punto, anche in considerazione degli orientamenti espressi nell’ambito della consultazione pubblica, d’intesa con le altre istituzioni competenti, stiamo valutando le condizioni per realizzare un intervento equilibrato ed efficace.
20) centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia
La centrale unica degli acquisti, anche per le forze di polizia, è un esempio di come lo Stato debba intervenire per razionalizzare i costi e ridurre gli sprechi nella logica di favore economie di scala implementando l’accorpamento delle funzioni di supporto. 
21) abolizione del concerto e dei pareri tra ministeri, un solo rappresentante dello Stato nelle conferenze di servizi, con tempi certi
Consideriamo importante prevedere un intervento che renda più celeri i tempi delle decisioni e dell’attuazione. In questo contesto si inquadra la revisione dell’attuale disciplina del concerto tra i ministeri e della conferenza di servizi.
Siamo naturalmente consapevoli e convinti che questo intervento, al pari di qualsiasi altro che miri ad un importante velocizzazione dei tempi dell’amministrazione, debba essere contemperato con la tutela degli interessi sensibili.
22) leggi auto-applicative; decreti attuativi, da emanare entro tempi certi, solo se strettamente necessari
L’intervento merita poche spiegazioni. E’ valutazione condivisa quella che il primo passo per una vera semplificazione passi attraverso tre criteri: redazione di atti comprensibili; limitazione di leggi che prevedano rinvii alla normativa di secondo livello; assicurare tempi certi all’attuazione dei provvedimenti.
23) controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa
Consideriamo utile una riflessione, sotto alcuni profili, dei meccanismi di controllo della Ragioneria dello Stato, nel più ampio contesto del sistema di controlli che gravano sulle amministrazioni pubbliche. Pensiamo che il controllo debba davvero essere rivolto ai soli atti che producano spesa.
24) divieto di sospendere il procedimento amministrativo e di chiedere pareri facoltativi salvo casi gravi, sanzioni per i funzionari che lo violano
Pensiamo che assicurare tempi celeri dell’azione amministrativa passi anche attraverso una rivisitazione di alcuni istituti relativi al procedimento amministrativo. Ad esempio, l’istituto della sospensione deve limitato ad ipotesi davvero gravi e urgenti.
Siamo naturalmente consapevoli che la velocità del procedimento amministrativo non può significare mai allentamento dei controlli di legittimità o l’abbassamento della tutela di alcuni importanti beni pubblici. 
25) censimento di tutti gli enti pubblici
Non possiamo pensare ad una seria riorganizzazione dello Stato e a maggiore efficienza nei servizi, se non ricostruiamo un quadro esatto degli enti pubblici e della loro condizione economica e patrimoniale.
26) una sola scuola nazionale dell’Amministrazione
In coerenza con la scelta di investire con forza sul modello della dirigenza di ruolo, selezionata per concorso, abbiamo deciso di investire su una grande e unica scuola di formazione per i dirigenti, che accorpi tutte quelle attualmente esistenti, pur garantendo i dovuti e specifici percorsi professionali, in particolare riguardo ad alcune professionalità.
Il provvedimento farà salvi i livelli occupazionali, anche eventualmente ricorrendo al rinnovato istituto della mobilità.
27) accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile
Il provvedimento si inquadra all’interno della più generale opera di semplificazione organizzativa e procedurale. 
L’attuazione del provvedimento avverrà facendo salvi i livelli occupazionali.
28) riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie provinciali e sedi regionali Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di 40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più strategiche per la criminalità organizzata)
Anche questi provvedimenti si inquadrano nel più ampio disegno di riorganizzazione della macchina statale.
Da un’organizzazione più razionale, possono discendere non solo economie ma anche servizi più efficienti.
I provvedimenti in questione saranno assunti assicurando sempre un attento presidio del territorio, in particole nelle zone dove maggiormente necessaria si rende la presenza dello Stato.
29) eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio
Crediamo sia utile intervenire sulla disciplina delle camere di commercio, con l’obiettivo di ridurre i costi che gravano sull’attività imprenditoriale, pur preservando il registro delle imprese. 
30) accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali
L’impegno dello Stato sulla cultura deve essere rilanciato. Non si tratta solo di garantire nuovi investimenti pur indispensabili, ma dobbiamo cambiare mentalità nella gestione dell’immenso patrimonio culturale e artistico del nostro Paese. In questo senso la gestione manageriale dei poli museali può rappresentare un passo in avanti decisivo.
31) razionalizzazione delle autorità portuali
Serve un intervento equilibrato ed efficace al quale sta lavorando il Ministro competente.
32) modifica del codice degli appalti pubblici; 33) inasprimento delle sanzioni, nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli avvocati per le liti temerarie; 34) modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo, udienza di merito entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli appalti pubblici, condanna automatica alle spese nel giudizio cautelare se il ricorso non è accolto.
Riteniamo utile prevedere alcuni interventi di riforma tra i quali: strumenti deflattivi del contenzioso amministrativo; rafforzamento del principio per il quale il pagamento delle spese di giudizio segua sempre la soccombenza; accelerazione delle procedure di ricorso in materia di appalti pubblici; maggiore celerità nella fissazione dell’udienza di merito a seguito della fase cautelare.

35) riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato
Sul punto, anche in considerazione degli orientamenti espressi nell’ambito della consultazione pubblica, d’intesa con le altre istituzioni competenti, stiamo valutando le condizioni per realizzare un intervento equilibrato ed efficace. In particolare, riteniamo corretto prevedere l’abolizione del diritto alla parcella in caso di soccombenza in giudizio.
36) riduzione delle aziende municipalizzate
La riorganizzazione dello Stato passa anche attraverso la razionalizzazione delle aziende municipalizzate. Non pensiamo ad interventi orizzontali e non selettivi. Occorre distinguere in base ai servizi offerti e la condizione economica delle stesse.
In questo contesto, riteniamo non errata una riflessione attorno ad ipotesi di reinternalizzazione di alcuni competenze attualmente trasferite alle partecipate, ove le amministrazioni pubbliche fossero gestite secondo logiche più vicine a quelle aziendali.
37) Introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico attraverso un'unica identità digitale
Si tratta di una innovazione necessaria e indispensabile. Il Governo intende investire con forza su questo strumento, infatti prima dell’inizio del semestre europeo sarà approvato il decreto che avvia il sistema SPID.
38)Trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche:il sistema Siope diventa open data
La trasparenza deve essere uno dei cardini di una pubblica amministrazione riformata.
In questo senso il fatto che il sistema Siope diventi open data rappresenta un segnale importante per i cittadini, oltre che uno strumento di trasparenza e lotta alla corruzione e agli sprechi.
39) Unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente
L’intervento merita pochi commenti. E’ indiscutibile che semplificare la vita di cittadini e imprese avvenga anche attraverso la riduzione delle mille diversificazione negli adempimenti a seconda delle varie amministrazioni. 
40) Concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni
La fatturazione elettronica è uno strumento capace di semplificare la vita del cittadino e dell’impresa e al contempo di velocizzare i tempi di reazione della pubblica amministrazione e combattere i fenomeni di corruzione. Per le amministrazioni centrali, l’obbligo della fatturazione è entrato in vigore il 6 giugno ed il Governo ha anticipato tale obbligo anche per le amministrazioni locali. E’ utile registrare che alcune amministrazioni locali virtuose, anticipando ulteriormente i tempi, hanno già adottato la fatturazione elettronica. 
41) unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate)
Riteniamo non sia più rinviabile un intervento sul nostro sistema di banche dati. Ne abbiamo troppe, troppo spesso non interconnesse tra loro, che forniscono persino dati difformi del medesimo fenomeno. Si tratta di un intervento necessario per garantire la certezza dei dati.

42) Dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto
Questo intervento va nella medesima direzione di quelli sopra descritti: trasparenza e celerità  dell’azione amministrativa.

43) Accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione
I provvedimenti relativi saranno adottati dal Ministro competente. Come emerso dalla consultazione già svolta dal Dipartimento della Funzione Pubblica, il fisco rappresenta il tema principale sul quale cittadini e imprese domandano interventi di semplificazione. Occorre accelerare. Per questo supporteremo il Ministro competente con tutti gli strumenti utili a favorire la semplificazione del sistema fiscale.
44) Obbligo di trasparenza da parte dei sindacati
Crediamo sia necessario che anche strutture come i patronati, che ricevono finanziamenti pubblici, possano garantire la massima trasparenza della gestione. 
45) Il rinnovo del contratto nazionale
Riteniamo che il blocco della contrattazione abbia prodotto un danno ingiusto ai lavoratori pubblici, soprattutto in riferimento alle fasce di retribuzione più basse. Per questo riteniamo che l’intervento degli 80 euro realizzato dal Governo sia stato di notevole utilità anche nel pubblico impiego. Il tema del rinnovo della parte economica del contratto merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno: è evidente che occorra uno sforzo comune utile a costruire le soluzioni migliori per garantire il rilancio del paese e la crescita economica

venerdì 30 maggio 2014

TORINO, 30 maggio 2014 Aggiornamento organizzazione laboratori Arpa 6.0



TORINO, 30 maggio 2014

Aggiornamento organizzazione laboratori Arpa 6.0

Mercoledì 28 maggio siamo stati convocati dalla direzione per l’illustrazione del piano di riorganizzazione dei laboratori.

Come vedete dal titolo mutuato dal linguaggio informatico siamo alla versione 6.0 dell’organizzazione  di ARPA Piemonte dalla sua fondazione; vi ricordiamo che in autunno erano stati varati una decina di atti che prefiguravano una organizzazione di un certo tipo (che richiamava i cosiddetti quadranti, in qualche modo autosufficienti al proprio interno);  oggi con l’ennesimo “contrordine compagni” passiamo ad una organizzazione di tipo polarizzato dove sopravvivono quattro complessi laboratoristici (Novara, Grugliasco, Alessandria e Cuneo, più Ivrea per la Metrologia) con competenze di tipo specialistico ed ambito di intervento sull’intero territorio regionale

Lo abbiamo detto in riunione e lo ribadiamo: se questo tipo di organizzazione fosse stata generata in una situazione di tipo 0, con le dovute riserve avrebbe forse potuto andare bene; viceversa la situazione che oggi ci troviamo ad affrontare è il frutto di anni di sperperi e di scelte in continua contraddizione fra esse.

Oggi, detto in parole molto semplici, quello che ci viene presentato significa riqualificazioni, trasferimenti volontari o coatti tra sedi anche molto distanti fra esse; orario di servizio distribuito su 6 giorni per 10 ore al giorno con turni.

I numeri che ci vengono forniti all’Amministrazione parlano di 34 tecnici in esubero, noi stimiamo alcune decine in più di persone, visto che, tra l’altro, checché ne dica il D.G., la devoluzione delle competenze del Polo alimenti all’Istituto Zooprofilattico sembra cosa certa. Negli ambienti della Sanità regionale questa ipotesi circolava già da parecchi mesi, anche in virtù di disposizioni governative che in materia sono state nel frattempo emanate.

Nel corso dell’incontro il DG, quasi a volerne dare maggiore importanza, ha ribadito almeno una decina di volte che questa ennesima riorganizzazione è frutto del lavoro congiunto con l’Ufficio di Direzione ed è stata concordata con la Conferenza dei Responsabili di Struttura Complessa: male, malissimo diciamo noi! Parliamo infatti degli stessi dirigenti che hanno contribuito ad avallare in tutti questi anni scelte scellerate, attraversando indenni quattro direzioni che ci hanno tutte gratificate del proprio estro per farci approdare al disastro in cui versiamo ed al quale bisogna rimediare sacrificando i destini personali di molti lavoratori.


L’Arpa Piemonte di fatto è un carrozzone politico che rispetto allo spirito del referendum popolare del ’93 ha tradito quel mandato iniziale sapendo solo, fatte le dovute distinzioni, allevare una classe dirigente, oltre che pletorica, asservita a logiche che nulla hanno a che vedere con i  principi minimi di buona gestione delle cose e delle persone ad essa affidate, disattendendo spesso la missione di cui sono stati investiti, in due parole, la tutela dell’Ambiente.  

La critica, nel corso della riunione del 28 u.s è stata sostanzialmente univoca e generalizzata (salvo qualche curiosa sfumatura) da parte degli RSU e delle OO.SS. presenti.



redatto cura del Coordinamento FSI-ARPA PIEMONTE 

lunedì 24 febbraio 2014

RESOCONTO E COMMENTO AL TAVOLO TECNICO DEL 21 FEBBRAIO 2014




TORINO, 24 febbraio 2014

RESOCONTO E COMMENTO AL
TAVOLO TECNICO DEL 21 FEBBRAIO 2014

BANDO DI MOBILITA’

La seduta si è aperta con una descrizione da parte del Direttore amministrativo dei motivi che avrebbero impedito per tutto il corso del 2013 di emettere bandi di mobilità, così come previsto dall’apposito Regolamento in vigore da settembre 2009.
Le motivazione addotte sono le seguenti: inadeguatezza del suddetto Regolamento, soprattutto sulle tempistiche di effettivo passaggio del richiedente (fino a due anni) problematiche legate alla riorganizzazione, scarso numero di domande da parte dei colleghi nel corso dell’anno (cinque).
Che il regolamento sia da perfezionare e da rivedere in alcuni suoi aspetti è ormai opinione comune e condivisa da tutte le parti, vedremo poi nello specifico a cosa si vorrà mettere mano.
Si è comunque concordato che entro aprile verrà emesso un bando con il quale si cercherà di fornire una soluzione ad alcune esigenze nate soprattutto in ordine allo spostamento di personale da un tipo di organizzazione all’altra, già avvenute o in fase di realizzazione, con le difficoltà le insofferenze e le incertezze che tutto ciò comporta; ad esempio la concentrazione delle attività di tutela e produzione, la riorganizzazione in aree tematiche o altre situazioni più specifiche come il totale riassetto del servizio di prevenzione e protezione, oggi riassorbito nella struttura Sistema di gestione integrato e nei confronti del quale la Direzione ha manifestato particolari preoccupazioni rispetto alle tensioni che si sono venute a creare nel settore dopo i notevoli cambiamenti di assetto e di vertice.
Altre tensioni si sono verificate a seguito degli esiti delle procedure selettive per l’attribuzione delle Posizioni organizzative e di coordinamento; in alcune strutture è stato scelto incautamente, da taluni dirigenti, di attribuire alla voce “valutazione dirigente”  punteggi con una forbice che, nei casi peggiori, era di 40 o 50 punti su 50 di differenza  tra il  primo e l’ultimo. 
Ricordiamo, tanto per fornire indicazioni a chi non è addentro a questa procedure che la voce in questione contemplava tra le motivazioni “..l’esito delle valutazioni periodiche riferite ai 4 anni precedenti”. Dare quindi una valutazione in contraddizione con le valutazioni individuali annuali ha prodotto, come è ovvio (lo capirebbero anche i bambini, ma certi dirigenti evidentemente sono dotati di minor acume) una inevitabile incrinatura del rapporto di fiducia tra il dirigente giudicante ed i tanti colleghi  così brutalmente e, quel che è peggio, pubblicamente maltrattati
Sul senso del partecipare o meno alle selezioni per le P.O. che sono un concentrato di ipocrisia che nasconde giochi già ampiamente decisi in via preventiva non stiamo a spendere ulteriori parole, possiamo solo dire che su questo abbiamo già da tempo avviato colloqui mirati al superamento di questa procedura di selezione ridondante, pletorica ma soprattutto inutile, che mette a dura prova l’autostima e talvolta anche il benessere psichico di colleghi che hanno il  solo torto di non aver ancora maturato una visione più cinica della realtà che li circonda. 
Apriamo un inciso dicendo che sull'argomento, durante la riunione, abbiamo sollecitato l'Amministrazione a fornire una risposta ad una richiesta della nostra Segreteria territoriale (a tutt’oggi inevasa) presentata l’11 dicembre scorso; con l’istanza si chiedeva un resoconto degli incarichi di P.O. e Coordinamento  conferiti in passato e delle eventuali variazioni intervenute nel corso del tempo, sia di beneficiario che di struttura di appartenenza.
Come anticipato,  si è stabilito che entro aprile l’Amministrazione emetterà un bando di mobilità secondo le attuali regole che dovrebbe offrire qualche opportunità di spostamento, in un quadro organizzativo (non lo diciamo da adesso) che è comunque instabile e denso di incertezze per il futuro prossimo; infatti sembrerebbe  che  la riorganizzazione, sulla quale  sono state spese risorse, tempo e tante parole stenta ad avviarsi secondo i desiderata della Direzione, la quale, prima di studiare le soluzioni aveva trascurato di fare una seria analisi comparativa di costi/benefici di talune operazioni.
Infine il Direttore amministrativo ha anche voluto rimarcare e sottolineare che la dichiarazione di inabilità temporanea  alle mansioni, rilasciata dal medico competente e per motivazioni che ovviamente attengono alla sfera sanitaria dei lavoratori interessati, produce necessariamente uno spostamento temporaneo di questi ultimi verso mansioni diverse, sebbene compatibili e, aggiungiamo noi, secondo quanto previsto dal D.lgs 81.
ACCORDO SULLA PRODUTTIVITA’ DEL LUGLIO 2013
Il Direttore dell’Ufficio personale ha rendicontato gli esiti dell’accordo in argomento informando che il quorum di adesioni alla soluzione transattiva relativamente agli  articoli 7 e 8 (periodi di riferimento 2001-2004 e 2005-2009) è stato raggiunto con percentuali vicine al 100%.
Le quote sono state pagate regolarmente a tutte le categorie di lavoratori interessati; resta solo da pagare la quota residuale del 50% di cui all’art. 10 e che interessa tutti i lavoratori in servizio nel periodo 1.1.2002-31.12.2009 (la prima rata è stata erogata a novembre)  la seconda verrà regolarmente erogata con la retribuzione di marzo, più la quota una tantum di 120 € per tutti a titolo di arretrato per l’incremento della retribuzione accessoria, che verrà pagata con il saldo incentivi 2013.
SCHEDA DI VALUTAZIONE INDIVIDUALE
L’Amministrazione è tornata a manifestare l’esigenza di rimodulare la scheda di valutazione per esigenze di coerenza tra la scheda medesima e le mansioni del valutato, il dibattito è stato ampio e su questo argomento non si sono prese decisioni rimandando a proposte future l’eventuale esame della problematica; resta il fatto che qualsiasi scelta verrà operata è inteso che ad oggi non ci sono le condizioni per una revisione del sistema di valutazione per ciò che concerne la differenziazione degli incentivi del personale del Comparto.
Su questo richiamiamo quanto già detto nella nostra informativa del 5 dicembre u.s. 
“Nella riunione del 28 u.s. abbiamo chiesto chiarimenti in tal senso, sapendo che esiste un accordo del 2 febbraio 2011 tra Governo e OO.SS. (ratificato con D.lgs 141/2011) che sospende gli effetti della “Brunetta” in funzione del fatto che le retribuzioni sono bloccate dal mancato rinnovo dei contratti (almeno fino alla fine del 2014….!).
Ci è stato risposto che il sistema di valutazione va adeguato ai dettami legislativi, ma che gli effetti sul sistema incentivante previsto dal decreto Brunetta sono sospesi per le ragioni di cui sopra, meno che per i dirigenti.”

 LAVORO STRAORDINARIO
Nulla cambia per il 2014 rispetto alla ripartizione ed i criteri fissati dall’accordo approvato con DDG 28/2009.

redatto cura del Coordinamento FSI-ARPA PIEMONTE 

giovedì 5 dicembre 2013

ULTIMO TAVOLO TECNICO….ULTIME NOTIZIE!



ULTIMO TAVOLO TECNICO….ULTIME NOTIZIE!

NUCLEI TEMATICI

Lo sappiamo, ne avete le scatole piene di resoconti e commenti sui tavoli tecnici che si sono conclusi con l’ultima seduta svoltasi il 28 novembre; non rinunciamo comunque a darvi una nostra  visione, volutamente tardiva, dei fatti.

Abbiamo sin dall’inizio ribadito e rivendicato  il nostro dissenso rispetto al metodo; come sapete, da un certo punto in poi, poiché tutto questo ci sembrava semplicemente una perdita di tempo non abbiamo più contribuito alla discussione, limitandoci ad acquisire informazioni.

Che questa operazione sia irrazionale non lo diciamo solo noi: più o meno,  anche le altre organizzazioni presenti al Tavolo hanno espresso dubbi sulla transitorietà di questo processo che ci farà vivere in un interregno che durerà almeno fino alla fine del 2014.

Abbiamo preferito non avallare questo rimescolamento di carte, e questo è anche il motivo per il quale, pur condividendone le conclusioni, non abbiamo sottoscritto il comunicato unitario della RSU uscito lo scorso 25 novembre.

I nodi che intravvediamo sono principalmente legati alla creazione dei cosiddetti nuclei tematici sui quali, onestamente, non ci sentiamo di esprimere giudizi aprioristici, se non fosse per il fatto che a coordinare questi nuclei verranno chiamate figure direttive del comparto dotate di posizione organizzativa o indennità di coordinamento.

Queste le nostre considerazioni finali:

La strutturazione in Nuclei tematici prevede che questi vengano organizzati con dei referenti al vertice che, assumendo responsabilità di tipo gestionale e dotati di specifiche attribuzioni in materia di sicurezza (preposto), organizzazione del lavoro, supporto nella valutazione del personale, supporto nella gestione del lavoro, costituiranno una variante non trascurabile nei rapporti tra i componenti del gruppo di lavoro.

Siamo convinti che si creeranno dinamiche di conflitto, non possiamo non chiederci quanto potranno contribuire a migliorare un clima interno già deteriorato di suo, visto che le P.O. erano, sono e saranno figure scelte esclusivamente con potere discrezionale dal dirigente il quale, scaricando buona parte delle proprie responsabilità su questi “caporali” (pagati nella maggior parte dei casi 3.000 euro lordi all’anno) si scrollerà di dosso il lavoro più fastidioso, che è quello appunto di organizzare, pensare alla sicurezza e valutare i colleghi.

Altro aspetto non trascurabile è quello secondo il quale colleghi dotati di posizione gerarchica ed esperienza superiori si troverebbero ad essere potenzialmente diretti da altri,  investiti della P.O., quindi di una qualità ottenuta a volte con meriti discutibili, innescando ulteriori situazioni di conflitto.

Diamo i numeri: la Direzione ha ricevuto richiesta di costituzione di 140 nuclei tematici e l’attivazione di 80 posizioni organizzative (quelle in scadenza sono 77) mentre i coordinamenti fissi o variabili, singoli o doppi dovrebbero essere una novantina; quindi a conti fatti ci sarebbero una trentina di “funzioni” in più. Il perché non è così chiaro; con la nostra critica non intendiamo  mettere in discussione l’istituto della  P.O. in quanto tale, né ostacolare in alcun modo le legittime aspirazioni individuali, chiediamo però che queste siano contestuali al tessuto organizzativo e non, come dicevamo prima, guadagnate solo o soprattutto per meriti vassallatici nei confronti del proprio capo e reiterate nel tempo in una sorta di perenne e molto spesso ingiustificato vitalizio.

Detto in altre parole, quello che ci sembra decisamente anacronistico in tutta questa operazione è che, anziché creare prima un nuovo modello di organizzazione e a seguito di questa scelta valutare dove e di quali “figure cuscinetto” ci sia bisogno, si sia invece scelto il percorso inverso: “abbiamo queste P.O e/o questi coordinatori, quindi gli dobbiamo creare il nucleo intorno”. A nostro giudizio, per seguire le solite logiche, si sta perdendo l’occasione per dare finalmente a questo povero ente tormentato un assetto organizzativo razionale e stabile.

Su questo argomento registriamo che nei giorni scorsi su intranet è apparsa la notizia che la pubblicazione dei bandi per le P.O. hanno subito una battuta di arresto. Auspicheremmo che la causa fosse un ripensamento generale, ma siamo certi non sia così.

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DECRETO DI COSTITUZIONE DELLA STRUTTURA TECNICA PERMANENTE

Nella valanga che ci ha investito nelle ultime settimane di decreti, revisione di decreti, circolari, linee guida e quant’altro, ha attirato la nostra attenzione il DDG n. 115 con il quale viene costituita la Struttura tecnica permanente che dovrebbe funzionare da tramite tra ufficio di Direzione e l’Organismo Indipendente di valutazione  per l’attuazione di quanto previsto dal decreto “Brunetta” (D.lgs 150/2009) in materia di valutazione della performance e della relativa applicazione del sistema di incentivazione che tutti conoscono con la formula “25-50-25%”.  
Nella riunione del 28 u.s. abbiamo chiesto chiarimenti in tal senso, sapendo che esiste un accordo del 2 febbraio 2011 tra Governo e OO.SS. (ratificato con D.lgs 141/2011) che sospende gli effetti della “Brunetta” in funzione del fatto che le retribuzioni sono bloccate dal mancato rinnovo dei contratti (almeno fino alla fine del 2014….!).
Ci è stato risposto che il sistema di valutazione va adeguato ai dettami legislativi, ma che gli effetti sul sistema incentivante previsto dal decreto Brunetta sono sospesi per le ragioni di cui sopra, meno che per i dirigenti.
Resta il fatto che la decurtazione teorica degli incentivi può essere operata solo in caso di valutazione sotto la soglia della sufficienza (com’è sempre avvenuto fino ad ora). 


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MUSEO DELL’AMBIENTE: CONSIDERAZIONI SULLE NOTIZIE APPARSE IN CRONACA IN QUESTI GIORNI

È solo di qualche giorno fa la notizia riportata sulle pagine cittadine di Torino dei principali quotidiani di un rimpallo di accuse tra il Direttore (ormai divenuto ex) del suddetto museo, Carlo Degiacomi e l’assessore all’Ambiente del Comune di Torino Enzo Lavolta.

Senza entrare nel merito segnaliamo semplicemente che i due si sono rinfacciati vicendevolmente il fatto di aver favorito assunzioni di personale “consigliato” dall’alto, nonché il conferimento di incarichi di consulenza a persone di famiglia.
Come dicevamo l’esito di questo battibecco sono state le dimissioni/licenziamento di Degiacomi.

La cosa non ci stupisce, la cronaca ci ha purtroppo abituati a notizie di questo tipo, e ciò che in un paese normale dovrebbe costituire un’eccezione, ormai, da noi, in quasi tutte le ramificazioni della Pubblica Amministrazione sembra essere assunta come prassi consolidata.

Il nesso con ARPA sta nel fatto che in questi anni, e anche recentissimamente, sono stati conferiti a quest’Associazione parecchie decine di migliaia di euro di finanziamento per la fornitura di “servizi a carattere divulgativo” (Arpa è anche socio del Museo e per questo versa annualmente una quota associativa).

Nessuno mette in discussione l’utilità ed il lustro dei progetti messi in piedi con questa o con altre entità; forse, e su questo citiamo un nostro collega, solitamente bene informato, “sarebbe opportuno che Arpa sospendesse il cospicuo finanziamento al Museo finché non saranno date garanzie solide di trasparenza gestionale”.

Noi aggiungiamo che, in alternativa, si potrebbero individuare soluzioni interne per indirizzare meglio le risorse per il raggiungimento, magari anche più efficace, di determinati obiettivi divulgativi.

Ma noi, si sa, siamo demagogici e pretestuosi scollegati dalla realtà, quindi questo appello lo rivolgiamo a qualche entità extra terrestre, le uniche in grado di cambiare il corso delle cose.  



INTERVISTA AL DIRETTORE GENERALE DI ARPA PUGLIA


Sul blog, subito sotto questo post, trovate la riproduzione integrale di un’intervista al Direttore di Arpa Puglia, apparso su di un settimanale qualche giorno fa dal titolo “Vietato indagare sui veleni”.



5 dicembre 2013


Redatto a cura del
Coordinamento FSI – USAE
   Arpa Piemonte

vietato indagare sui veleni