venerdì 6 febbraio 2015

candidati RSU 2015



Cari colleghi,
FSI è cresciuta e con lei i sostenitori e i candidati alle elezioni RSU del 3-4-5 marzo, che qui presentiamo.

Ci eravamo lasciati 3 anni fa  enunciando onesti principi di EQUITÀ E TRASPARENZA; chi si è avvicinato a noi ha potuto constatare la nostra assoluta coerenza e fedeltà a questi valori, per noi FONDAMENTALI.

Ci siamo spesi senza risparmio nell’interesse dei Lavoratori, sia sul piano delle singole istanze che sul quello delle grandi tematiche legate al marasma organizzativo nel quale il nostro Ente continua a permanere, contemperando il rispetto delle regole e la consapevolezza del nostro ruolo di rappresentanti di chi ci vota e/o di chi ci sostiene pagando una tessera.

Non ci siamo mai sottratti al confronto, non solo con l’Amministrazione, ma anche e soprattutto con gli attori politici che sempre più,in questi ultimi mesi, stanno assumendo un ruolo decisivo nella determinazione dei destini di Arpa Piemonte  - come molti di voi sapranno, la proposta di Legge regionale n. 92, attualmente in discussione alla Commissione Bilancio della Regione, prevede, tra le altre cose, la decadenza dell’attuale Direzione.  

Non abbiamo risparmiato critiche a chi ha tradito questo mandato, così come abbiamo affiancato coloro che hanno saputo comprendere la nostra filosofia sindacale.

Per questi motivi e per essere ancora più determinanti, vi chiediamo ancora più fiducia votando i nostri candidati che rappresentano l’essenza di queste nostre intenzioni.

  
1
LATTANZIO
MICHELE
Torino










2
MAGGIORE
CARLO
Torino
3
MONTAGNANI
MARCO
Asti
4
BARISONE
ROSITA
Alessandria
5
ISGRÒ
MARIA MIRELLA
Torino
6
L'AFFLITTO
CARLA
Torino
7
DE LEONARDIS
DOMENICO
Torino
8
RIVELLA
ENRICO
Torino
9
SCIBELLI
ANNA MARIA
Grugliasco
10
TADDEI
MARA
Grugliasco
11
GALLI
ALESSANDRA VIOLETTA
Torino
12
CHECCHINATO
DANIELA
Torino
13
FRANZOSI
DANILO
Novara
14
FABRIS
EZIO
Novara
15
PRUCCA
ADA
Cuneo
16
REGIS
FEDERICO
Cuneo
17
MINIOTO
ANNA LISA
Torino
18
LECCHI
VINCENZO
Torino
19
MARINARO
ROBERTINA
Torino
20
MEDELIN
DAVIDE
Torino

lunedì 26 gennaio 2015

BONUS RENZI: ATTENZIONE!





Torino  26.01.2015


Nel cedolino di domani molti colleghi riceveranno uno stipendio decisamente più alto del solito; sono gli effetti del cosiddetto “bonus Renzi”.
Bisogna però prestare attenzione al fatto che si tratta di un conteggio che tiene conto del reddito del medesimo periodo d'imposta nel quale matura il credito, il calcolo quindi viene effettuato al momento dell'erogazione nel corso dei singoli periodi di paga e si riproporziona con il procedere dei mesi, per poi diminuire o quasi annullarsi in occasione della corresponsione di competenze straordinarie (ad esempio il saldo degli incentivi nella mensilità di giugno).

Come sapete il bonus viene corrisposto in quote proporzionali per quelle fasce di reddito che vanno da 24.000 a 26.000 euro annui lordi.

Per fare un esempio: chi percepisce 24.000 euro prenderà il bonus interamente e via via a decrescere fino a raggiungere lo 0 a quota 26.000.

Va da sé che chi nel 2014 ha percepito, per esempio, un lordo pari a 25.000 euro totali (tabellare e incentivi) e nello stipendio di gennaio si ritrova, sempre per esempio, un bonus superiore ai circa 40 euro che dovrebbe ricevere, nel corso dell’anno si vedrà riproporzionato il bonus fino al raggiungimento della quota totale spettante, che in questo caso sarà pari alla metà di 960 euro (che è uguale a 80x12:2).
Sotto vengono riportati 3 esempi con la formula dalla quale si può ricavare l’esatta entità della spettanza.

ESEMPIO 1
Reddito complessivo = 24.000
Percentuale di credito spettante = (26.000-24.000)/2000 = 100% credito spettante in toto, pari al 100% di  960

ESEMPIO 2
Reddito complessivo = 26.000
Percentuale di credito spettante = (26.000-26.000)/ 2000= 0%  credito non spettante 0% di 960.

ESEMPIO 3
Reddito complessivo = 25.530
Percentuale di credito spettante = (26.000-25.530)/2000= 23,5% credito spettante per un importo pari al 23,5% di 960 = 225,60

lunedì 19 gennaio 2015

info FSI - RSU 2015 prepariamoci!!!!!

RSU 2015 prepariamoci!!!!!

In questi giorni si sono avviate le procedure preparatorie alla elezione della nuova RSU, che si svolgerà nelle giornate 3, 4 e 5 marzo.

La nostra sigla non si sottrae alla competizione; chi ha seguito e conosce il nostro lavoro di questi ultimi anni sa quale spirito ci ha animati e ci ha portati a prendere posizioni nette a favore dell'interesse della maggioranza dei lavoratori, perseguendo sempre una logica di assoluta obiettività nelle scelte operate, sia nelle singole vertenze che nelle grandi tematiche di carattere generale che coinvolgono i destini di tutta l'Agenzia.

Queste elezioni ci piovono addosso in un momento di grandi incertezze sullo scenario interno, ma anche in quello più generale del pubblico impiego e, in ultima analisi, nella Società che sta cambiando rapidamente e radicalmente.

Da un modello in cui esistevano certezze e tutele, sebbene imperfette, stiamo involvendo rapidamente verso una realtà dove sembra di essere ripiombati indietro di 50 o 60 anni; i lavoratori, e più in generale gli strati più deboli della società, sono quelli che pagano il prezzo di una sempre più ampia divaricazione economica tra un ceto, che un tempo si sarebbe definito medio, e la classe dirigente.

Questi principi sono di carattere generale, ma trovano assoluta attinenza alla nostra realtà lavorativa, è per questo che, nel nostro piccolo, desideriamo continuare e ad accrescere il contributo al dibattito sindacale in Agenzia, non trascurando le connessioni con la realtà sociale che ci circonda.

Per continuare a lavorare e per crescere abbiamo bisogno del vostro aiuto: a chi ha potuto apprezzare i valori, che nel tempo sono divenuti il nostro più prezioso patrimonio fatto di idee e di azioni chiediamo di sostenerci con una candidatura come componente della RSU per la nostra lista, o garantendo l'assistenza ai seggi elettorali istituiti presso tutte le sedi di ARPA Piemonte.

Se pensate che il nostro lavoro valga qualcosa

Se pensate che valga la pena di impegnarsi in prima persona

DATECI IL VOSTRO CONTRIBUTO
DI IDEE E DI ENTUSIASMO

segnalando immediatamente la vostra disponibilità

Grazie e a presto

Per il Coordinamento FSI di ARPA Piemonte

Michele Lattanzio

seguiteci anche su:
Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.
Nel caso non fossi più interessato a ricevere i nostri messaggi è sufficiente segnalarlo scrivendo o telefonando al mittente del presente messaggio, oppure scrivendo al seguente indirizzo: fsiarpapiemonte@gmail.com


lunedì 22 dicembre 2014

le palle pesanti (appese all'abete)

Le palle appese all’albero sono particolarmente pesanti quest’anno!!!

Facciamo il punto delle situazione: in questi ultimi mesi una parte del sindacato in ARPA ha portato avanti una convinta battaglia di critica e di opposizione al cosiddetto piano di riorganizzazione.

Le nostre (ma non solo le nostre ) motivazioni non sono state una banale presa di posizione a difesa di qualche collega che non vuole trasferirsi da una sede all’altra o che non vuole cambiare mansione.

Il nostro obiettivo è molto più alto, ovvero la tutela di ARPA, contro la dispersione del suo patrimonio professionale e strumentale, contro lo smantellamento dei servizi a favore della Salute pubblica e contro le manovre strumentali della Direzione e di buona parte della classe dirigente di questo Ente che ha ampiamente dimostrato di essere inadeguata in tutte le occasioni in cui si è mossa, badando sostanzialmente alla conservazione del proprio status (leggasi cadreghino).

Basta guardare ai fatti che caratterizzano questa riorganizzazione: come forse saprete, il trasloco di attività da Ivrea e Omegna e le ristrutturazioni di Novara e Vercelli ci costeranno qualcosa come 2 milioni di euro e comporteranno, tra le altre cose, la dismissione dell’unico laboratorio realmente moderno della rete laboratoristica di ARPA, inaugurato solo 14 anni fa e costato all’epoca 10 miliardi di vecchie lire. Inoltre è previsto lo spostamento quotidiano, per almeno tre mesi, del personale da Omegna a Novara e ritorno, con le diseconomie che tutti possono immaginare, nonché un gigantesco piano di formazione per decine di colleghi che si dovranno riqualificare in attività diverse da quelle di provenienza, anche qui con spese consistenti.

Tutto questo avviene a monte di un taglio di finanziamento per il 2015 di 1,5 milioni di euro da parte della Regione; va da sé che l’equazione razionalizzazione uguale risparmio è nulla visto che solo per le due o tre cose che abbiamo citato si spenderanno milioni di euro (che non ci sono).

Qualcuno si è chiesto da dove salteranno fuori questi soldi? Oggi ARPA è un paravento per la Regione che ha sprecato fino all’inverosimile e che per farsi ripianare un debito certificato dalla Corte dei Conti di circa sette miliardi di euro (avete letto bene 7.000.000.000 di euro) ha concentrato la sua attenzione su ARPA, che ha sempre mantenuto un bilancio tutto sommato in ordine, e sulla la sanità dove vengono sfalciati decine di posti letto in tutti gli ospedali della Regione; si tagliano quindi servizi essenziali e si trascurano invece altri centri di spreco (e di inefficienza) in organismi amministrativi satelliti della Regione stessa, per non dire del fatto che il Consiglio regionale, nei giorni scorsi, non ha votato un provvedimento che avrebbe ridotto le retribuzioni dei consiglieri da 10.000 a 7.000 euro mensili.

Per non dire dell’assurdo grattacielo - simbolo tangibile dello spreco stratosferico in cui stiamo annegando - che sta crescendo di fronte al MOI, che costerà alla fine 260 milioni di euro, dei quali 22 solo per la progettazione; in compenso le palazzine che ospitano la nostra sede centrale, dopo neppure 8 anni, stanno letteralmente cadendo a pezzi.

Osserviamo inoltre come esempio emblematico la vicenda dei circa 1700 dipendenti delle provincie piemontesi che rischiano la mobilità ed il successivo licenziamento se entro due anni non troveranno una ricollocazione.
Certamente in qualche modo il caso verrà risolto politicamente, ma questa vicenda è la concreta rappresentazione che le decisioni che la politica prende per un ritorno di immagine immediato, non tengono minimamente conto delle conseguenze, che sono sempre a carico dei lavoratori e della cittadinanza.

Questi sono tutti elementi sui quali ogni collega ha il dovere di riflettere prima di farsi incantare dai fantastici e fantasiosi teoremi di una classe dirigente che si ostina a voler vendere fumo in cambio della (propria) salvezza.

Non sono esentati dalla nostra critica certi sindacati, che non esitiamo a definire venduti, che assolvono alla funzione di truppe di complemento del Potere, quel Potere che assecondano con “marchette ideologiche” al fine di raccogliere le briciole che gli vengono fatte graziosamente cadere dall’alto, svendendo così i destini dell’Ente e dei lavoratori che in buona fede si sono affidati alle loro cure per farsi rappresentare.

Lo diciamo chiaramente, a costo di farci nuovamente additare come i gufi che si oppongono al vento del cambiamento: con un finanziamento ridotto ed una previsione di spesa per il 2015 di diversi milioni di euro (che non abbiamo) il rischio concreto è quello di ritrovarci, tra un anno, a farci auguri di ben altro tenore.

Detto questo comprendiamo che nel periodo che precede le feste natalizie vi sareste aspettati un messaggio di banale buonismo ecumenico; ci dispiace per chi la pensa così, siamo animati da un fortissimo senso etico che non ci consente di fare sconti a nessuno.
L’obiettivo che ci poniamo è quello di lottare per il bene comune contro affaristi, trafficoni e privilegi immeritati….tutto il resto è noia!

Buone feste!

giovedì 11 dicembre 2014

UNA RIUNIONE AL GIORNO LEVA L'ARPA DI TORNO....O FORSE NO!




Facciamo il punto della situazione di queste giornate piuttosto frenetiche:
il 4 dicembre la Direzione al gran completo ci ha ricevuti per un aggiornamento sul programma di riorganizzazione dell’Agenzia.

Vi risparmiamo i dettagli di questa ennesima “rappresentazione” che avrete già letto in altri resoconti; la valutazione che ci limitiamo a fare è che tutto ciò che hanno pianificato è un non senso totale, a cominciare dalle previsioni di spesa per mantenere in piedi due laboratori a Vercelli (Radiazioni e Fitofarmaci), sede destinata a non essere più struttura dipartimentale, dove quantificano una spesa che va da 700.000 ad 1.130.000 di euro.

Quanto a Novara, che dovrebbe essere la sede dipartimentale ospitante il laboratorio di ambito, colpisce il fatto che per coprire gli organici necessari al nuovo fabbisogno in quella sede si ricorrerà esclusivamente alla mobilità volontaria; abbiamo chiesto cosa avrebbero fatto se non ci fossero state sufficienti adesioni, ma la risposta non è pervenuta, o quanto meno noi non l’abbiamo capita….

Abbiamo sollevato dubbi anche rispetto alla cronologia degli interventi, nel senso che sarebbe stato meglio, nell’ordine, aspettare la ratifica (imminente) della Legge regionale che modifica i principi organizzativi di Arpa, stilare un nuovo Regolamento e poi intervenire sull’organizzazione: ci è stato detto che spostare cose, persone e attività corrisponde ad una necessità impellente di risparmio e che tutto ciò prescinde dal Regolamento, che una volta riscritto (nel 2015) definirà l’ossatura complessiva dell’Agenzia, compresa la ridefinizione delle strutture amministrative centrali, a cui il D.G. ha dedicato un breve accenno.

L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: al di là di tutte le considerazioni di merito, questo piano costa un sacco di soldi, particolarmente nella versione accelerata indicata dal Comitato Regionale di Indirizzo.


Quanto costi nella realtà abbiamo capito che non lo sa nessuno, ma a fronte di ipotetici e non quantificati risparmi futuri, Arpa oggi non si può permettere di spendere soldi che non ha (anche alla luce dell’ennesima riduzione del finanziamento regionale). La testardaggine di chi questi interventi li vuole fare comunque e a prescindere da ogni osservazione ci porterà, temiamo presto, a dover affrontare risparmi e decisioni dolorose sulla pelle di tutti  ANCHE DI CHI OGGI NON SI SENTE COINVOLTO. 

Nel pomeriggio stesso è arrivata alle OO.SS. ed alla RSU la convocazione per il giorno dopo (il 5) presso la Vice- Presidenza della Regione dove le delegazioni sono state ricevute dal Vice Presidente Reschigna e dall’Assessore all’Ambiente Valmaggia.
In quella sede, ascoltando il discorso di Reschigna e quello successivo di Valmaggia ci siamo resi conto che la parte politica ragiona per approssimazione, gli si dice che con questo piano si risparmia e loro, che devono dimostrare che si razionalizza e si risparmia, si prendono il “pacchetto” confezionato dalla nostra Direzione.

Gli interventi della RSU (a maggioranza CGIL, FSI e USB) hanno chiarito alla parte politica che le approssimazioni non portano da nessuna parte, in altre parole non si può anteporre l’azione ad un piano ragionato in termini complessivi e razionali; e quindi, in ultima analisi riteniamo si debba riscrivere l’organizzazione, tagliando gli sprechi e tante figure di Responsabile di SC superflue, studiare attentamente un piano di riordino che, salvaguardando specificità dell’Ente e valorizzandone le potenzialità, elimini i doppioni e snellisca la linea di comando.            

Sono stati questi principi che hanno animato il dibattito sviluppato tra la delegazione di FSI ed il Vice-Presidente Reschigna, che ha avuto la cortesia di accoglierci in un incontro a noi riservato e svoltosi  il 9 dicembre, del quale vi abbiamo dato conto con il comunicato del giorno 10 della Segreteria Regionale FSI.


In particolare, il Vice-Presidente ci ha evidenziato come le criticità maggiori dal punto di vista finanziario ricadranno sulle casse regionali nel corso dei prossimi due anni e come la Regione abbia la necessità di una riduzione di spesa immediata, contemperando tale esigenza con la  precisa volontà  politica di non ridurre i servizi ai cittadini ivi compresa la tutela dell’ambiente.

Abbiamo fatto notare al Vice Presidente, che ci ha ascoltati con MOLTA ATTENZIONE, che invece la strada intrapresa NON porterà ai risparmi immediati auspicati e come, conseguentemente, occorra fermare il piano prima che sia troppo tardi.     Per la Regione, per Arpa, per NOI.

 

ULTIMA ORA


Intanto sono stati sospesi sia la visita del DG a Novara prevista per ieri, che quella di una commissione tecnica al VCO prevista per oggi, 11 dicembre, ed incaricata di valutare le azioni di liquidazione e trasferimento delle attività a Novara;  sembra anche che la Direzione sia stata convocata in Regione nei prossimi giorni per ulteriori chiarimenti.
Seguiremo gli sviluppi e vi aggiorneremo puntualmente.

FSI a colloquio con Aldo Reschigna Vice Presidente Regione Piemonte

Oggi, 9 dicembre,  una delegazione di FSI ha avuto un importante incontro in Regione con il Vicepresidente Aldo Reschigna, in merito al piano di riorganizzazione di Arpa.
Nel corso della riunione abbiamo espresso al Vicepresidente le nostre osservazioni al piano, chiedendo espressamente di sospenderne l'attuazione prevista, lo ricordiamo, a partire dal 7 gennaio 2015.
Il Vicepresidente ha condiviso molte delle nostre osservazioni, e ci ha garantito una risposta entro una settimana.
Nei prossimi giorni predisporremo un resoconto dettagliato dell'incontro odierno, oltre al tavolo tecnico di informazione tenuto il 4/12 dalla Direzione con RSU e OO.SS., e all'incontro avuto in Regione venerdì 5/12 da RSU e OO.SS con il Vicepresidente stesso e l'Assessore all'Ambiente Valmaggia .
A seguire il comunicato della Sgreteria Regionale FSI

coordinamento Arpa
    FSI-USAE

domenica 30 novembre 2014

FSI – LE DUE RAGIONI DI UN NON SCIOPERO

Torino, 30 novembre 2014

Come sapete il 1° dicembre si svolge lo sciopero indetto dalla CISL per tutto il pubblico impiego, mentre il 12 ci sarà quello generale di CGIL e UIL.

NOI NON ADERIAMO né  ad uno né all’altro, le ragioni generali le spiega benissimo la Segreteria nazionale nel comunicato qui sotto riportato, che vi invitiamo a leggere e nel quale ci  riconosciamo.

Per quel che concerne lo stato di agitazione indetto dalla RSU a maggioranza, al quale FSI ha aderito, uno sciopero avrebbe anche potuto starci e per un po’, noi di FSI, ci abbiamo anche pensato a cogliere questa occasione per aderire personalmente, lasciando libertà di adesione a tutti coloro che si sentono colpiti, danneggiati e offesi dalla scempio che l’Amministrazione sta compiendo ai danni dell’Agenzia e soprattutto dei suoi lavoratori.

Ma, c’è un MA troppo grande, che impedisce  ai componenti ARPA di FSI di aderire, anche solo personalmente, ad uno  sciopero nel quale è coinvolta la UIL, la quale non ha votato lo stato di agitazione avallando e fiancheggiato la Direzione nel suo disegno di smembramento dell’Agenzia.

Ora che il confronto, grazie alle iniziative messe in atto dalla maggioranza RSU ed alla quale si sono sottratte CISL e UIL, si sta spostando verso livelli più alti, ovvero la Regione, la UIL aziendale sta cercando di dissimulare le proprie gravissime responsabilità pronta a riposizionarsi per cercare di limitare i danni; discorso simile si può fare per la CISL.

Per questi motivi non intendiamo, in questa circostanza, in nessun modo essere associati a sindacati totalmente asserviti alle logiche di un potere aziendale scadente e virtualmente decaduto.

Nell’ambito dello stato di agitazione dichiarato dalla maggioranza RSU a breve metteremo in campo altre iniziative, certamente efficaci, che avranno il merito di non farci correre il rischio di essere confusi con i complici di questa riorganizzazione senza capo e senza coda.    

redatto a cura del Coordinamento FSI-ARPA PIEMONTE



sabato 29 novembre 2014
QUANDO LE CINGHIE NON TRASMETTONO PIÙ !


Lunedi prossimo, il 1° dicembre, va in onda lo sciopero delle categorie del pubblico impiego della Cisl e di alcune altre organizzazioni sindacali subalterne (organizzazioni cioè che non si sono mai misurate con uno sciopero indetto autonomamente); il 12 dicembre, invece, c’è lo sciopero generale indetto dalla CGIL e dalla UIL a cui - anche in questo caso – si accodano altre organizzazioni subalterne.

Noi non aderiamo a nessuna delle due iniziative !!!
Ed il perché è presto detto.
Le due iniziative, lungi dall’essere finalizzate ad un preciso obiettivo in favore dei lavoratori, hanno una forte connotazione politica di rivendicazione di un ruolo di interlocuzione privilegiata con il Governo e con le forze parlamentari che per loro, in questo momento, è venuto meno.

Appoggiare queste iniziative oggi sarebbe quindi come riconoscere una subalternità sindacale, politica ed organizzativa della propria organizzazione nei confronti della triplice e lavorare per ricostruire e riconsegnare alla triplice, su di un piatto d’argento, quella cinghia di trasmissione politica (che oggi invece parrebbe essersi sfilacciata) ed il ruolo di interlocutrici privilegiate che - in ordine sparso e fra uno sgambetto ed una gomitata – CGIL, CISL e UIL rivendicano.

Noi, anche se siamo meno forti della triplice, non siamo subalterni ad alcuno e quindi non appoggiamo ne ora, ne mai, delle iniziative che non hanno alcuna utilità vera e diretta per i lavoratori.

"Lo sciopero è uno strumento importantissimo ed è un sacrificio per i lavoratori che perdono una giornata di lavoro, quindi va usato avendo questa consapevolezza" … "va usato con obiettivi precisi"… "lo sciopero contro la crisi ho impressione sia uno strumento spuntato" ha detto la leader della Cisl al videoforum di Repubblica Tv, contestando la linea di Cgil e Uil di proclamare lo sciopero generale. Ma lo sciopero per il pubblico impiego di lunedì 1 dicembre della CISL ( che a quanto si legge su alcuni quotidiani sembra aver provocato alcuni mal di pancia all’interno della stessa confederazione) ha lo stesso inconfessato obiettivo.

Certo non è da gioire se governo e parlamento restringono i diritti dei lavoratori ed aumentano le tasse, ma non è rafforzando il potere della triplice che si portano risultati ai lavoratori. Ricordiamo che quando il Governo Monti ha smesso di convocare gli autonomi a Palazzo Chigi loro non hanno speso una parola a tale proposito.

Tranne che per il fatto che tutti rivendichiamo, oggi, la riapertura dei contratti (ma con la differenza che questa rivendicazione noi la facciamo ininterrottamente dal 2010 e lo sciopero lo abbiamo fatto in tempi non sospetti), abbiamo obiettivi, strategie e progetti diversi: noi vogliamo il bene dei lavoratori, loro il cordone ombelicale che si è strappato. E’ assai differente.

Il Segretario Generale