domenica 15 febbraio 2015

RSU 2015 IL NOSTRO PROGRAMMA, LE NOSTRE IDEE, IL NOSTRO MANIFESTO

Cari colleghi, quest’anno ci presentiamo con una lista piuttosto corposa, la più corposa di tutte quelle presentate da FSI da quando si svolge questa competizione elettorale in Arpa.
Questo è un segno tangibile della crescita della nostra componente nel nostro Ente, in qualche modo speculare a quella della nostra organizzazione sul piano nazionale che punta a raccogliere il malcontento di chi, come tanti di noi in passato, è stato vittima inconsapevole  dei “maneggi” della Triplice confederale ricavandone un senso di vuoto e di frustrazione.

In ARPA FSI ha condotto una prassi di assoluto rigore nei rapporti improntati alla tutela dei diritti di tutti i lavoratori, alla corretta rappresentanza degli interessi di ognuno, del rifiuto assoluto della  mediazione sindacale utilizzata come scambio di favori secondo l’equazione voto e/o tessera = favore personale.

Noi ci occupiamo delle persone, dei loro problemi, che possono anche essere personali oltre che collettivi, ma che affrontiamo sempre e solo chiedendo l’applicazione delle regole secondo i principi che sono il caposaldo della nostra filosofia: equità e trasparenza.

Come sapete, dall'avvento dell’era Robotto, la parte sindacale è stata nei fatti ostaggio dell’Amministrazione che ci ha obbligati alla partecipazione a lunghe fasi di trattativa su diverse opzioni di riorganizzazione.

Nel 2013 si è parlato di quadranti; dopo 10 decreti ed una serie di tavoli tecnici “a posteriori”, nella  primavera del 2014 si è passati a vari annunci di chiusura di sedi e laboratori e la conseguente concentrazione di attività specialistiche su quattro sedi.

Questo per sommi capi; in realtà tutto ciò che ha caratterizzato l’azione di questa Direzione è stato all’insegna dell’improvvisazione, seguendo interessi che con la tutela dell’ambiente hanno ben poco a che vedere.

Dentro a questo tragico e confuso balletto di decisioni e contro-decisioni noi abbiamo fatto la nostra parte per mero spirito di servizio, non rinunciando però a denunciare da subito la totale inutilità di tutto questo fumo provocato ad arte per coprire interessi particolari.
La prova capitale è stata fornita quando la RSU, che intanto si era divisa in due tronconi, aveva formulato proposte alternative, certamente più valide sul piano della razionalità rispetto ai vaneggiamenti proposti dalla Direzione che, con l’appoggio di sindacati gregari, le aveva rigettate portandoci alla situazione di stallo nella quale ci troviamo adesso.

Il nostro punto fermo è sempre stato il seguente: per fare una riorganizzazione che tenda a razionalizzare le risorse è necessaria una visone d’insieme, non si possono fare interventi estemporanei, che, a seconda del caso vanno in una direzione o in quella opposta.
Sono necessarie una Legge, uno Statuto ed un Regolamento nuovi che sanciscano cosa facciamo, quanti siamo, dove siamo presenti: in una parola come siamo organizzati. Osserviamo che è esattamente ciò prevede il disegno di legge regionale 92 presento il 22 gennaio scorso, attualmente in discussione e che prevede, qualora approvato, la decadenza della Direzione.



I PRINCIPALI TEMI DI CUI CI OCCUPEREMO

    
1.      LEGGI CHE CI RIGUARDANO

La Legge regionale 1 del 27 gennaio 2015 prevede modifiche alla L.60/95 tra le quali la riduzione dei dipartimenti a “non più di quattro”, mentre invece la proposta di Legge n. 92 del 22 gennaio, prevede l’abrogazione della L.60/95, la ridefinizione dello Statuto e del  Regolamento di organizzazione, nonché la decadenza della Direzione generale; verificheremo passo dopo passo cosa significherà concretamente tutto ciò e quali ricadute ci saranno sull'organizzazione di strutture e uffici amministrativi.

2.      STABILIZZAZIONE PRECARI

C’è all'ordine del giorno un disegno d legge che prevede l’utilizzo di economie derivanti dalla razionalizzazione dell’Ente per la stabilizzazione di personale precario; seguiremo con tutta l’attenzione necessaria questo processo e, pur non mettendo in discussione i giusti principi di tutela del lavoro, non mancheremo di  denunciare e di ostacolare manovre di stampo clientelare, che spesso hanno caratterizzato situazioni analoghe nella storia delle assunzioni fatte in Arpa da molti anni a questa parte.

3.      POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Siamo interessati ad evitare e a superare le inutili quanto ridicole e umilianti, per chi le ha subite, cosiddette “selezioni per l’attribuzione di posizione organizzativa”. FSI ritiene che la presunta trasparenza a cui si punta nel mettere in piedi procedure tanto pletoriche quanto inefficaci siano una manifestazione di mera ipocrisia.  

4.      LA NOSTRA POSIZIONE SUL MILIONE (E ROTTI) AI DIRIGENTI

I sindacati dei dirigenti - nessuno escluso - si stanno impegnando affinché venga attribuita a quella categoria, entro il 2015, la quota fondi residui 2010-2012 che ammonta a più di 1.000.000 di euro; non discutiamo la legittimità della richiesta, ma poniamo una seria e rigorosa  questione etica visto che buona parte della dirigenza di Arpa è responsabile della mala gestione dell’Ente. Il comparto  che soffre anni di inefficienze, ambiguità e, non ultimo, del blocco dei contratti e quindi dei salari dal 2009, ha secondo noi ottime ragioni per opporsi a questa ingiustificata regalia. FSI è contraria e continuerà ad esserlo.

5.      TELELAVORO A DISTANZA E A DOMICILIO

Seguiremo con attenzione i futuri bandi per l’attribuzione del Telelavoro a distanza e a domicilio per evitare che, come in passato, vengano mantenute zone franche in mano a piccole “satrapie” con facoltà di decidere al di sopra delle regole in materia.


6.      POLO ALIMENTI

Con delibera del 22 dicembre 2014 la Regione ha previsto gli ambiti di operatività di Arpa rispetto all'Istituto Zooprofilattico in materia di alimenti e sulla sicurezza dei prodotti non alimentari. Si tratta di linee di indirizzo con un processo che si dovrebbe completare nel medio termine; anche in questo caso seguiremo l’iter monitorando le concrete ricadute sui lavoratori interessati.  

7.      LAVORO ESTERNALIZZATO –NUOVI APPALTI

FSI è interessata, attraverso il coinvolgimento di una propria struttura specializzata, a seguire le dinamiche di aggiudicazione degli appalti di servizi esternalizzati, là dove a pagare il prezzo di consistenti ribassi sono i lavoratori esterni che si trovano in una umiliante condizione di ricatto e di intollerabile sfruttamento; l’azione di FSI, in questo caso, è indirizzata ad arginare, dove possibile, situazioni di illegittima prevaricazione, già verificatesi in alcuni contesti.



DI COSA CI SIAMO OCCUPATI

1.      INFORMAZIONE

A  gennaio 2012 (primi in Arpa ad utilizzare questo strumento comunicativo) abbiamo inaugurato il nostro sito/blog aziendale che è un po’ il depositario della memoria del nostro lavoro in questi ultimi anni; sono pubblicati articoli e post a partire dal 2007 e l’excursus che segue lo utilizzerà per richiamare i punti salienti della nostra azione negli ultimi tre anni: http://archiviosindacale.blogspot.it/p/prima-pagina.html

2.      DIRIGENZA

Abbiamo denunciato la pretesa dell’amministrazione, a gennaio 2012, di incrementare i ruoli dirigenziali, smontando il teorema più dirigenti = più efficienza, con questa lettera aperta: http://archiviosindacale.blogspot.it/2012/01/piano-di-riposizionamento.html
poi ulteriormente precisata con:

3.      ANZIANITÀ   COADIUTORI AMMINISTRATIVI

Abbiamo tutelato, con successo,  le categorie B denunciando  a marzo 2102 il tentativo di annullare l’anzianità ai fini concorsuali per coloro che passavano dal profilo tecnico a quello amministrativo:
http://archiviosindacale.blogspot.it/2012/03/passaggi-di-profilo-richiesta-di.html 

4.      TRATTENUTA 2,5% TFS

Ci siamo anche preoccupati di informare sugli effetti della sentenza della  corte costituzionale a favore dei lavoratori pubblici sulla ritenuta  del 2,5%  ai fini dell'accantonamento dell'ex trattamento di fine servizio:

5.      DOCUMENTI DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

Abbiamo seguito la vicenda relativa all'assenza di documenti di valutazione del rischio, con particolare riferimento allo stress da lavoro correlato; abbiamo ricevuto risposte inadeguate ed abbiamo continuato la nostra battaglia coinvolgendo gli RLS, continuando a monitorare le iniziative che a questo proposito l’Amministrazione sta prendendo concretamente: http://archiviosindacale.blogspot.it/2013/01/info-fsi-su-stress-da-lavoro-correlato.html 

6.      FONDI CONTRATTUALI-INCENTIVI EX T.D.

Abbiamo partecipato al dibattito sugli incentivi agli ex tempi determinati contribuendo a determinare un risultato che fosse il più equo possibile rispetto al contesto in cui è maturata questa vicenda:

7.      UNA TANTUM E PREMIALITÀ  CATEGORIE “B”

Contestualmente all'accordo sugli incentivi agli ex T.D., abbiamo raggiunto un accordo su un piccolo incremento delle quote mensili di incentivazione. Su nostra proposta, gli incrementi mensili non hanno seguito un criterio di proporzionalità (stipendio + alto = maggiore incremento) bensì sono stati determinati premiando maggiormente le categorie più deboli (B – Bs). L'una tantum annuale è stata determinata in 120 euro uguali per tutte le categorie:

8.      PROCEDURE DI SELEZIONE POSIZIONI ORGANIZZATIVE

Siamo stati gli unici a denunciare l’oscena pantomima delle selezioni per le posizioni organizzative, là dove sono stati adottati criteri che hanno umiliato sul piano umano e professionale i concorrenti, che evidentemente, in massima parte, non facevano parte di un determinato entourage predefinito:

9.      INIZIATIVE PUBBLICHE - BLOCCO DEL SERVIZIO MENSA

Abbiamo aderito e talvolta promosso iniziative di protesta, come ad esempio quello sulla sospensione del diritto alla mensa che, per alcuni giorni, ha impedito ai colleghi di Torino di usufruire della mensa interna, del buono pasto e della fruizione di un locale idoneo al consumo dei pasti:  

10.  TAVOLI TECNICI POLITICI E REGIONALI SULLA RIORGANIZZAZIONE

Abbiamo partecipato ai tavoli tecnici 2014 denunciando da subito gli intenti dilatori della Direzione che ci avrebbero fatto perdere altro tempo; abbiamo contribuito, con la maggioranza della RSU, a  smascherare la componente sindacale “collaborazionista” che  unilateralmente decideva di isolarsi, presentando proposte alternative regolarmente disattese; abbiamo insistito coinvolgendo, insieme a ciò che rimaneva della RSU. o singolarmente come FSI. i soggetti politici della Giunta e del Consiglio regionale:

11.  IL MILIONE DEI DIRIGENTI

Ci siamo scagliati contro il tentativo dei dirigenti di mettere le mani sul milione di euro frutto dei fondi residuali, che pur spettandogli sul piano formale, risultano, in un momento come questo, un insulto a qualsiasi regola del buon senso e della morale:





Questo il nostro impegno, questi i nostri valori,
il voto alla nostra lista fa la differenza


IL 3, 4 E 5 MARZO VOTA FSI     

venerdì 6 febbraio 2015

candidati RSU 2015



Cari colleghi,
FSI è cresciuta e con lei i sostenitori e i candidati alle elezioni RSU del 3-4-5 marzo, che qui presentiamo.

Ci eravamo lasciati 3 anni fa  enunciando onesti principi di EQUITÀ E TRASPARENZA; chi si è avvicinato a noi ha potuto constatare la nostra assoluta coerenza e fedeltà a questi valori, per noi FONDAMENTALI.

Ci siamo spesi senza risparmio nell’interesse dei Lavoratori, sia sul piano delle singole istanze che sul quello delle grandi tematiche legate al marasma organizzativo nel quale il nostro Ente continua a permanere, contemperando il rispetto delle regole e la consapevolezza del nostro ruolo di rappresentanti di chi ci vota e/o di chi ci sostiene pagando una tessera.

Non ci siamo mai sottratti al confronto, non solo con l’Amministrazione, ma anche e soprattutto con gli attori politici che sempre più,in questi ultimi mesi, stanno assumendo un ruolo decisivo nella determinazione dei destini di Arpa Piemonte  - come molti di voi sapranno, la proposta di Legge regionale n. 92, attualmente in discussione alla Commissione Bilancio della Regione, prevede, tra le altre cose, la decadenza dell’attuale Direzione.  

Non abbiamo risparmiato critiche a chi ha tradito questo mandato, così come abbiamo affiancato coloro che hanno saputo comprendere la nostra filosofia sindacale.

Per questi motivi e per essere ancora più determinanti, vi chiediamo ancora più fiducia votando i nostri candidati che rappresentano l’essenza di queste nostre intenzioni.

  
1
LATTANZIO
MICHELE
Torino










2
MAGGIORE
CARLO
Torino
3
MONTAGNANI
MARCO
Asti
4
BARISONE
ROSITA
Alessandria
5
ISGRÒ
MARIA MIRELLA
Torino
6
L'AFFLITTO
CARLA
Torino
7
DE LEONARDIS
DOMENICO
Torino
8
RIVELLA
ENRICO
Torino
9
SCIBELLI
ANNA MARIA
Grugliasco
10
TADDEI
MARA
Grugliasco
11
GALLI
ALESSANDRA VIOLETTA
Torino
12
CHECCHINATO
DANIELA
Torino
13
FRANZOSI
DANILO
Novara
14
FABRIS
EZIO
Novara
15
PRUCCA
ADA
Cuneo
16
REGIS
FEDERICO
Cuneo
17
MINIOTO
ANNA LISA
Torino
18
LECCHI
VINCENZO
Torino
19
MARINARO
ROBERTINA
Torino
20
MEDELIN
DAVIDE
Torino

lunedì 26 gennaio 2015

BONUS RENZI: ATTENZIONE!





Torino  26.01.2015


Nel cedolino di domani molti colleghi riceveranno uno stipendio decisamente più alto del solito; sono gli effetti del cosiddetto “bonus Renzi”.
Bisogna però prestare attenzione al fatto che si tratta di un conteggio che tiene conto del reddito del medesimo periodo d'imposta nel quale matura il credito, il calcolo quindi viene effettuato al momento dell'erogazione nel corso dei singoli periodi di paga e si riproporziona con il procedere dei mesi, per poi diminuire o quasi annullarsi in occasione della corresponsione di competenze straordinarie (ad esempio il saldo degli incentivi nella mensilità di giugno).

Come sapete il bonus viene corrisposto in quote proporzionali per quelle fasce di reddito che vanno da 24.000 a 26.000 euro annui lordi.

Per fare un esempio: chi percepisce 24.000 euro prenderà il bonus interamente e via via a decrescere fino a raggiungere lo 0 a quota 26.000.

Va da sé che chi nel 2014 ha percepito, per esempio, un lordo pari a 25.000 euro totali (tabellare e incentivi) e nello stipendio di gennaio si ritrova, sempre per esempio, un bonus superiore ai circa 40 euro che dovrebbe ricevere, nel corso dell’anno si vedrà riproporzionato il bonus fino al raggiungimento della quota totale spettante, che in questo caso sarà pari alla metà di 960 euro (che è uguale a 80x12:2).
Sotto vengono riportati 3 esempi con la formula dalla quale si può ricavare l’esatta entità della spettanza.

ESEMPIO 1
Reddito complessivo = 24.000
Percentuale di credito spettante = (26.000-24.000)/2000 = 100% credito spettante in toto, pari al 100% di  960

ESEMPIO 2
Reddito complessivo = 26.000
Percentuale di credito spettante = (26.000-26.000)/ 2000= 0%  credito non spettante 0% di 960.

ESEMPIO 3
Reddito complessivo = 25.530
Percentuale di credito spettante = (26.000-25.530)/2000= 23,5% credito spettante per un importo pari al 23,5% di 960 = 225,60

lunedì 19 gennaio 2015

info FSI - RSU 2015 prepariamoci!!!!!

RSU 2015 prepariamoci!!!!!

In questi giorni si sono avviate le procedure preparatorie alla elezione della nuova RSU, che si svolgerà nelle giornate 3, 4 e 5 marzo.

La nostra sigla non si sottrae alla competizione; chi ha seguito e conosce il nostro lavoro di questi ultimi anni sa quale spirito ci ha animati e ci ha portati a prendere posizioni nette a favore dell'interesse della maggioranza dei lavoratori, perseguendo sempre una logica di assoluta obiettività nelle scelte operate, sia nelle singole vertenze che nelle grandi tematiche di carattere generale che coinvolgono i destini di tutta l'Agenzia.

Queste elezioni ci piovono addosso in un momento di grandi incertezze sullo scenario interno, ma anche in quello più generale del pubblico impiego e, in ultima analisi, nella Società che sta cambiando rapidamente e radicalmente.

Da un modello in cui esistevano certezze e tutele, sebbene imperfette, stiamo involvendo rapidamente verso una realtà dove sembra di essere ripiombati indietro di 50 o 60 anni; i lavoratori, e più in generale gli strati più deboli della società, sono quelli che pagano il prezzo di una sempre più ampia divaricazione economica tra un ceto, che un tempo si sarebbe definito medio, e la classe dirigente.

Questi principi sono di carattere generale, ma trovano assoluta attinenza alla nostra realtà lavorativa, è per questo che, nel nostro piccolo, desideriamo continuare e ad accrescere il contributo al dibattito sindacale in Agenzia, non trascurando le connessioni con la realtà sociale che ci circonda.

Per continuare a lavorare e per crescere abbiamo bisogno del vostro aiuto: a chi ha potuto apprezzare i valori, che nel tempo sono divenuti il nostro più prezioso patrimonio fatto di idee e di azioni chiediamo di sostenerci con una candidatura come componente della RSU per la nostra lista, o garantendo l'assistenza ai seggi elettorali istituiti presso tutte le sedi di ARPA Piemonte.

Se pensate che il nostro lavoro valga qualcosa

Se pensate che valga la pena di impegnarsi in prima persona

DATECI IL VOSTRO CONTRIBUTO
DI IDEE E DI ENTUSIASMO

segnalando immediatamente la vostra disponibilità

Grazie e a presto

Per il Coordinamento FSI di ARPA Piemonte

Michele Lattanzio

seguiteci anche su:
Questo messaggio è inviato ad una lista di corrispondenti a scopo informativo e divulgativo delle iniziative sindacali del Coordinamento FSI-ARPA Piemonte.
Nel caso non fossi più interessato a ricevere i nostri messaggi è sufficiente segnalarlo scrivendo o telefonando al mittente del presente messaggio, oppure scrivendo al seguente indirizzo: fsiarpapiemonte@gmail.com


lunedì 22 dicembre 2014

le palle pesanti (appese all'abete)

Le palle appese all’albero sono particolarmente pesanti quest’anno!!!

Facciamo il punto delle situazione: in questi ultimi mesi una parte del sindacato in ARPA ha portato avanti una convinta battaglia di critica e di opposizione al cosiddetto piano di riorganizzazione.

Le nostre (ma non solo le nostre ) motivazioni non sono state una banale presa di posizione a difesa di qualche collega che non vuole trasferirsi da una sede all’altra o che non vuole cambiare mansione.

Il nostro obiettivo è molto più alto, ovvero la tutela di ARPA, contro la dispersione del suo patrimonio professionale e strumentale, contro lo smantellamento dei servizi a favore della Salute pubblica e contro le manovre strumentali della Direzione e di buona parte della classe dirigente di questo Ente che ha ampiamente dimostrato di essere inadeguata in tutte le occasioni in cui si è mossa, badando sostanzialmente alla conservazione del proprio status (leggasi cadreghino).

Basta guardare ai fatti che caratterizzano questa riorganizzazione: come forse saprete, il trasloco di attività da Ivrea e Omegna e le ristrutturazioni di Novara e Vercelli ci costeranno qualcosa come 2 milioni di euro e comporteranno, tra le altre cose, la dismissione dell’unico laboratorio realmente moderno della rete laboratoristica di ARPA, inaugurato solo 14 anni fa e costato all’epoca 10 miliardi di vecchie lire. Inoltre è previsto lo spostamento quotidiano, per almeno tre mesi, del personale da Omegna a Novara e ritorno, con le diseconomie che tutti possono immaginare, nonché un gigantesco piano di formazione per decine di colleghi che si dovranno riqualificare in attività diverse da quelle di provenienza, anche qui con spese consistenti.

Tutto questo avviene a monte di un taglio di finanziamento per il 2015 di 1,5 milioni di euro da parte della Regione; va da sé che l’equazione razionalizzazione uguale risparmio è nulla visto che solo per le due o tre cose che abbiamo citato si spenderanno milioni di euro (che non ci sono).

Qualcuno si è chiesto da dove salteranno fuori questi soldi? Oggi ARPA è un paravento per la Regione che ha sprecato fino all’inverosimile e che per farsi ripianare un debito certificato dalla Corte dei Conti di circa sette miliardi di euro (avete letto bene 7.000.000.000 di euro) ha concentrato la sua attenzione su ARPA, che ha sempre mantenuto un bilancio tutto sommato in ordine, e sulla la sanità dove vengono sfalciati decine di posti letto in tutti gli ospedali della Regione; si tagliano quindi servizi essenziali e si trascurano invece altri centri di spreco (e di inefficienza) in organismi amministrativi satelliti della Regione stessa, per non dire del fatto che il Consiglio regionale, nei giorni scorsi, non ha votato un provvedimento che avrebbe ridotto le retribuzioni dei consiglieri da 10.000 a 7.000 euro mensili.

Per non dire dell’assurdo grattacielo - simbolo tangibile dello spreco stratosferico in cui stiamo annegando - che sta crescendo di fronte al MOI, che costerà alla fine 260 milioni di euro, dei quali 22 solo per la progettazione; in compenso le palazzine che ospitano la nostra sede centrale, dopo neppure 8 anni, stanno letteralmente cadendo a pezzi.

Osserviamo inoltre come esempio emblematico la vicenda dei circa 1700 dipendenti delle provincie piemontesi che rischiano la mobilità ed il successivo licenziamento se entro due anni non troveranno una ricollocazione.
Certamente in qualche modo il caso verrà risolto politicamente, ma questa vicenda è la concreta rappresentazione che le decisioni che la politica prende per un ritorno di immagine immediato, non tengono minimamente conto delle conseguenze, che sono sempre a carico dei lavoratori e della cittadinanza.

Questi sono tutti elementi sui quali ogni collega ha il dovere di riflettere prima di farsi incantare dai fantastici e fantasiosi teoremi di una classe dirigente che si ostina a voler vendere fumo in cambio della (propria) salvezza.

Non sono esentati dalla nostra critica certi sindacati, che non esitiamo a definire venduti, che assolvono alla funzione di truppe di complemento del Potere, quel Potere che assecondano con “marchette ideologiche” al fine di raccogliere le briciole che gli vengono fatte graziosamente cadere dall’alto, svendendo così i destini dell’Ente e dei lavoratori che in buona fede si sono affidati alle loro cure per farsi rappresentare.

Lo diciamo chiaramente, a costo di farci nuovamente additare come i gufi che si oppongono al vento del cambiamento: con un finanziamento ridotto ed una previsione di spesa per il 2015 di diversi milioni di euro (che non abbiamo) il rischio concreto è quello di ritrovarci, tra un anno, a farci auguri di ben altro tenore.

Detto questo comprendiamo che nel periodo che precede le feste natalizie vi sareste aspettati un messaggio di banale buonismo ecumenico; ci dispiace per chi la pensa così, siamo animati da un fortissimo senso etico che non ci consente di fare sconti a nessuno.
L’obiettivo che ci poniamo è quello di lottare per il bene comune contro affaristi, trafficoni e privilegi immeritati….tutto il resto è noia!

Buone feste!

giovedì 11 dicembre 2014

UNA RIUNIONE AL GIORNO LEVA L'ARPA DI TORNO....O FORSE NO!




Facciamo il punto della situazione di queste giornate piuttosto frenetiche:
il 4 dicembre la Direzione al gran completo ci ha ricevuti per un aggiornamento sul programma di riorganizzazione dell’Agenzia.

Vi risparmiamo i dettagli di questa ennesima “rappresentazione” che avrete già letto in altri resoconti; la valutazione che ci limitiamo a fare è che tutto ciò che hanno pianificato è un non senso totale, a cominciare dalle previsioni di spesa per mantenere in piedi due laboratori a Vercelli (Radiazioni e Fitofarmaci), sede destinata a non essere più struttura dipartimentale, dove quantificano una spesa che va da 700.000 ad 1.130.000 di euro.

Quanto a Novara, che dovrebbe essere la sede dipartimentale ospitante il laboratorio di ambito, colpisce il fatto che per coprire gli organici necessari al nuovo fabbisogno in quella sede si ricorrerà esclusivamente alla mobilità volontaria; abbiamo chiesto cosa avrebbero fatto se non ci fossero state sufficienti adesioni, ma la risposta non è pervenuta, o quanto meno noi non l’abbiamo capita….

Abbiamo sollevato dubbi anche rispetto alla cronologia degli interventi, nel senso che sarebbe stato meglio, nell’ordine, aspettare la ratifica (imminente) della Legge regionale che modifica i principi organizzativi di Arpa, stilare un nuovo Regolamento e poi intervenire sull’organizzazione: ci è stato detto che spostare cose, persone e attività corrisponde ad una necessità impellente di risparmio e che tutto ciò prescinde dal Regolamento, che una volta riscritto (nel 2015) definirà l’ossatura complessiva dell’Agenzia, compresa la ridefinizione delle strutture amministrative centrali, a cui il D.G. ha dedicato un breve accenno.

L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: al di là di tutte le considerazioni di merito, questo piano costa un sacco di soldi, particolarmente nella versione accelerata indicata dal Comitato Regionale di Indirizzo.


Quanto costi nella realtà abbiamo capito che non lo sa nessuno, ma a fronte di ipotetici e non quantificati risparmi futuri, Arpa oggi non si può permettere di spendere soldi che non ha (anche alla luce dell’ennesima riduzione del finanziamento regionale). La testardaggine di chi questi interventi li vuole fare comunque e a prescindere da ogni osservazione ci porterà, temiamo presto, a dover affrontare risparmi e decisioni dolorose sulla pelle di tutti  ANCHE DI CHI OGGI NON SI SENTE COINVOLTO. 

Nel pomeriggio stesso è arrivata alle OO.SS. ed alla RSU la convocazione per il giorno dopo (il 5) presso la Vice- Presidenza della Regione dove le delegazioni sono state ricevute dal Vice Presidente Reschigna e dall’Assessore all’Ambiente Valmaggia.
In quella sede, ascoltando il discorso di Reschigna e quello successivo di Valmaggia ci siamo resi conto che la parte politica ragiona per approssimazione, gli si dice che con questo piano si risparmia e loro, che devono dimostrare che si razionalizza e si risparmia, si prendono il “pacchetto” confezionato dalla nostra Direzione.

Gli interventi della RSU (a maggioranza CGIL, FSI e USB) hanno chiarito alla parte politica che le approssimazioni non portano da nessuna parte, in altre parole non si può anteporre l’azione ad un piano ragionato in termini complessivi e razionali; e quindi, in ultima analisi riteniamo si debba riscrivere l’organizzazione, tagliando gli sprechi e tante figure di Responsabile di SC superflue, studiare attentamente un piano di riordino che, salvaguardando specificità dell’Ente e valorizzandone le potenzialità, elimini i doppioni e snellisca la linea di comando.            

Sono stati questi principi che hanno animato il dibattito sviluppato tra la delegazione di FSI ed il Vice-Presidente Reschigna, che ha avuto la cortesia di accoglierci in un incontro a noi riservato e svoltosi  il 9 dicembre, del quale vi abbiamo dato conto con il comunicato del giorno 10 della Segreteria Regionale FSI.


In particolare, il Vice-Presidente ci ha evidenziato come le criticità maggiori dal punto di vista finanziario ricadranno sulle casse regionali nel corso dei prossimi due anni e come la Regione abbia la necessità di una riduzione di spesa immediata, contemperando tale esigenza con la  precisa volontà  politica di non ridurre i servizi ai cittadini ivi compresa la tutela dell’ambiente.

Abbiamo fatto notare al Vice Presidente, che ci ha ascoltati con MOLTA ATTENZIONE, che invece la strada intrapresa NON porterà ai risparmi immediati auspicati e come, conseguentemente, occorra fermare il piano prima che sia troppo tardi.     Per la Regione, per Arpa, per NOI.

 

ULTIMA ORA


Intanto sono stati sospesi sia la visita del DG a Novara prevista per ieri, che quella di una commissione tecnica al VCO prevista per oggi, 11 dicembre, ed incaricata di valutare le azioni di liquidazione e trasferimento delle attività a Novara;  sembra anche che la Direzione sia stata convocata in Regione nei prossimi giorni per ulteriori chiarimenti.
Seguiremo gli sviluppi e vi aggiorneremo puntualmente.

FSI a colloquio con Aldo Reschigna Vice Presidente Regione Piemonte

Oggi, 9 dicembre,  una delegazione di FSI ha avuto un importante incontro in Regione con il Vicepresidente Aldo Reschigna, in merito al piano di riorganizzazione di Arpa.
Nel corso della riunione abbiamo espresso al Vicepresidente le nostre osservazioni al piano, chiedendo espressamente di sospenderne l'attuazione prevista, lo ricordiamo, a partire dal 7 gennaio 2015.
Il Vicepresidente ha condiviso molte delle nostre osservazioni, e ci ha garantito una risposta entro una settimana.
Nei prossimi giorni predisporremo un resoconto dettagliato dell'incontro odierno, oltre al tavolo tecnico di informazione tenuto il 4/12 dalla Direzione con RSU e OO.SS., e all'incontro avuto in Regione venerdì 5/12 da RSU e OO.SS con il Vicepresidente stesso e l'Assessore all'Ambiente Valmaggia .
A seguire il comunicato della Sgreteria Regionale FSI

coordinamento Arpa
    FSI-USAE