venerdì 19 giugno 2015

Resoconto e nostre considerazione sui cambiamenti introdotti a decorrere dal 16 giugno




Vi inoltriamo un resoconto sintetico dei cambiamenti organizzativi già formalmente efficaci a seguito dell’adozione del Decreto 55 del 16 giugno ed illustrati dalla Direzione, alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Valmaggia, nella riunione convocata venerdì 12 u.s.
Rispetto alla bozza delle modifiche  regolamentari resa nota l’8 maggio scorso le novità sono quelle che qui evidenziamo:
La decorrenza è prevista in due momenti: decorrenza immediata e differita al 31/12
Decorrenza immediata: Dipartimenti territoriali provinciali e uffici amministrativi
Entro il 31/12: Aree funzionali e dipartimenti tematici, in attesa degli sviluppi dell’evoluzione normativa in corso (approvazione del disegno di legge regionale n. 92)
Per il resto le modifiche al Regolamento di organizzazione vengono approvate con decreto n. 55 del 16 giugno secondo quanto previsto nella bozza trasmessa  Comitato Regionale di Indirizzo (sempre quella dell’8 maggio) di cui riportiamo i passi salienti.
Sono previste quattro strutture complesse, costituite dai Dipartimenti territoriali, individuati su quattro ambiti geografici (Torino, Cuneo, Alessandria-Asti e Novara-Biella-Vercelli-Verbano).
Sono mantenute presso ogni Capoluogo di Provincia le attuali singole strutture semplici territoriali di vigilanza preposte alle attività di controllo programmate e in emergenza, ad eccezione

dell’ambito territoriale coincidente con la Provincia di Torino dove vengono previste due strutture semplici in ragione delle pressioni esistenti sul territorio della Città metropolitana.
Ogni ambito territoriale ha un laboratorio di riferimento per le esigenze analitiche primarie, fermo restando il fatto che ogni laboratorio svolge anche attività specialistiche a favore dell’intero
territorio regionale. Sono al riguardo confermate le sedi e le strutture di laboratorio previste dal Progetto approvato con DDG 76_2014 ad oggetto “Riorganizzazione della rete laboratoristica di Arpa Piemonte; approvazione del Progetto”.
 In ogni ambito territoriale sono invece centralizzate, sotto il profilo organizzativo in un’unica struttura semplice istituita presso la direzione del Dipartimento territoriale e articolata anche su più sedi, le attività di produzione.
 La razionalizzazione dell’apparato centrale avviene mediante l’integrazione delle funzioni amministrative (affari generali e legali, personale, formazione, provveditorato) in un’unica struttura complessa e la previsione di tre strutture semplici incaricate di funzioni specialistiche in materia di contabilità, programmazione e patrimonio immobiliare dipendenti direttamente dalla Direzione Generale.

Relativamente alle strutture tecniche a rilevanza regionale, la contrazione a due strutture complesse è stata operata raggruppando le funzioni relative al monitoraggio della qualità dell’ambiente ed ai rischi naturali da una parte e le funzioni correlate ai rischi fisici e tecnologici dall’altra.
 Per quanto concerne, da ultimo, le funzioni di coordinamento, sono state riviste le aree funzionali esistenti, previste in numero di due in quanto numero minimo richiesto dalla legge istitutiva, superando la dicotomia amministrativa/tecnica oggi vigente e riportandone più opportunamente il mandato all’ambito tecnico.
 Le differenze, sono riassumibili in questi due passaggi:
Vengono attribuite da subito all’Area Funzionale Amministrativa, mantenuta nell’assetto attuale fino a dicembre, le competenze in materia di educazione ambientale e di comunicazione oggi svolte, rispettivamente, dalla SC Ufficio Formazione e dalla SS Comunicazione istituzionale
 Vengono attribuite all’Area Funzionale Tecnica, anch’essa mantenuta nell’assetto attuale, le funzioni oggi svolte dalla Struttura Semplice Specialistica “Qualità delle Acque”, oggi afferente al Dipartimento provinciale di Asti.
Diciamo subito che si tratta, come abbiamo più volte detto, di un’operazione di “maquillage” che serve unicamente, nel brevissimo termine, a dimostrare che ARPA riduce le proprie strutture.
Al medesimo tempo, per tutto ciò che non viene ritenuto indispensabile si preferisce differire l’attuazione integrale delle revisioni a dopo che  sarà stata promulgata la citata legge regionale di revisione delle funzioni dell’Agenzia, nonché la revisione della normativa nazionale in materia ambientale (attualmente in discussione) e che verosimilmente introdurrà altri elementi di contrasto rispetto al quadro attuale…e via dicendo.
Pare evidente come la Regione, per evitare il rischio di commissariamento conseguente al proprio debito monstre,  abbia la necessità di mostrare a Roma l’immagine di un quadro complessivo di riassetto virtuoso degli enti regionali. In quest’ottica, nulla importa se, nel caso di Arpa, questo venga imposto all’unico ente che ha sempre avuto i conti a posto e che, in quanto a tagli, aveva già ampiamente dato nel corso degli ultimi anni. Proprio per questo riteniamo vergognoso che l’Assessore venga in Arpa a dare lezioni di moralità, considerando oltretutto come la stessa determinazione non l’abbiamo vista nel tagliare i costi della politica regionale. 
In questo contesto, assistiamo allo scambio di favori tra Direzione e Assessore, là dove la prima ci guadagna tempo (mettendo su un binario morto la legge regionale di riforma dell’Arpa e mortificando il lavoro e l’autonomia del Consiglio Regionale) e una libertà di manovra che le consentirebbe alcune operazioni certamente non in linea con il quadro di razionalizzazione e risparmi della finanza pubblica (come per esempio nominare nuovi dirigenti pescandoli direttamente dal “cerchio magico” dell’entourage di certi circoli vicini alla Direzione )
Al secondo (l’Assessore), invece, va il mantenimento della struttura complessa del dipartimento di Cuneo (che in una prima ipotesi veniva accorpato ad Asti e Alessandria) suo serbatoio elettorale.
La percezione è quella di avere interlocutori inadeguati sia interni che esterni. Anche per questi motivi abbiamo chiesto formalmente all’Amministrazione una rendicontazione puntuale che consenta una valutazione del rapporto costi/benefici del futuro assetto organizzativo, con particolare riferimento a spese del personale, spese di funzionamento e spese di investimento; abbiamo inoltre chiesto un quadro sulla prospettiva futura del triennio in fatto di pensionamenti. Sono in corso altre iniziative che la nostra sigla sta seguendo con interesse e attenzione.  Per ora è tutto; la nostra componente è a disposizione per ulteriori chiarimenti e non mancheremo di aggiornarvi sul divenire della situazione.

venerdì 12 giugno 2015

COMUNICATO AI LAVORATORI DI ARPA PIEMONTE - incontro 12 giugno con direzione e assessore ambiente



Oggi, venerdì 12 giugno, i sindacati sono convocati al cospetto di direzione e assessore allambiente della Regione
La convocazione di fatto è la notifica delle decisioni prese in merito alla bozza di adeguamento del Regolamento

E' logico attendersi alcune modifiche rispetto alla bozza trasmessa l8 maggio; verosimilmente l’amministrazione prenderà un po’ di tempo. Alcune fasi attuative potrebbero essere differite al prossimo autunno, come per esempio la riforma delle strutture amministrative centrali.
La logica sottostante le modifiche delle strutture è quella del rimpiazzo di prossimi pensionamenti con qualche dirigente perdente incarico (o, se preferite, trombato) nei dipartimenti. Nessuna scelta è basata su una stringente analisi delle criticità organizzative attuali, né di una vera analisi dei costi dell'Agenzia. Stupisce che la tanto ventilata esigenza di “razionalizzare la spesa dell'ente” si riduca ad un semplice taglio di incarichi dirigenziali, di accorpamenti di strutture solo nominali, salvando alcune strutture di dubbia utilità, e non incidendo su altri fronti di spesa come i costi di gestione delle singole strutture che permangono anche se svuotate di funzioni.
La confusione regna sovrana anche nell’ambito dei principali sindacati confederali.
 Abbiamo assistito allibiti ad una serie di eventi che testimoniano una frattura interna che ha portato a clamorosi colpi di scena: nella CGIL si osserva un singolare “serrate le righe” quasi certamente condizionato dalla componente dirigenziale di quel sindacato, offesa dalla lettera sul “milione”, che ha portato ad un riassetto interno degli equilibri  in funzione filo-amministrazione. Il risultato è che il 28 maggio le segreterie regionali di CGIL e UIL (che in Arpa non si parlano da mesi, con una sistematica diserzione dei componenti UIL alle attività della RSU) hanno inviato un “minacciosissimo” quanto fuori tempo massimo comunicato alla Direzione di “richiesta urgente di sospensione del regolamento”.
Le argomentazioni della lettera sono apparentemente condivisibili (argomentazioni che noi andiamo declamando da mesi insieme alla maggioranza RSU) ma, allo stesso tempo, ci autorizzano a sospettare che  i motivi veri , vista l’inedita alleanza, siano dettati da motivazioni riconducibili al secondo capoverso di questo messaggio (leggi: poltrone)
Nello specifico rimangono in primo piano le contraddizioni della revisione organizzativa che a nostro parere sono le seguenti:
·       IL METODO che ha visto anteposte le scelte di opportunità a quelle di reale salvaguardia delle peculiarità dell’Agenzia in funzione di “toppa politica” e senza che vi sia stato un reale confronto in termini costruttivi sul futuro dell'Ente.
·       QUADRANTE NORD EST: quattro ex dipartimenti accorpati in uno, dove sembra che sia prevalsa, al di sopra e al di là di qualsiasi intento razionale, la volontà di fornire “contentini consolatori” lasciando un laboratorio qua, uno là, una tutela alla “povera Omegna” ed il dirigente di SC pescato in funzione non dei meriti ma con criteri, appunto, (ri)compensativi.
·       TRIANTE SUD:  dove si era parlato in una prima ipotesi di accorpare i tre dipartimenti di quell’area in un’unica struttura, ipotesi peraltro abbastanza simmetrica a ciò che si realizza ad est. Ma, come per incanto Cuneo è stata salvata, rimanendo struttura autonoma. Ci sembra lecito chiederci se il fatto che l’assessore all’Ambiente sia originario di quella città non abbia avuto il suo peso in questa correzione in corsa.
·       STRUTTURE CENTRALI nel caos, con curiosi accorpamenti, aree funzionali mantenute e potenziate ed entrambe facenti riferimento ad un fantomatico direttore tecnico, causa di molte critiche sulla loro evidente funzionalità e viste come ricovero privilegiato di dirigenti tecnici senza particolari professionalità spendibili. 
·       UFFICI AMMINISTRATIVI CENTRALI: L’ipotesi di una razionalizzazione delle SC amministrative in un’unica struttura si è risolta in una soluzione ibrida con una SC (definita dipartimento affari amministrativi e personale) non diretta dal direttore amministrativo, oltre ad  una “macedonia” di strutture semplici, queste in staff al direttore amministrativo, coordinate con l'ausilio di “personale del comparto”....
Ma la contraddizione più vistosa è che questa riorganizzazione, al di là del merito, venga varata perché fortissimamente voluta da Valmaggia, non si sa con quale livello di condivisione con il resto della Giunta e della V° Commissione Ambiente, prima della promulgazione della Legge che dovrebbe disciplinare l’Agenzia in sostituzione della vecchia Legge 60 del 1995, per non dire del disegno di legge nazionale di riordino del sistema delle agenzie ambientali e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Verosimilmente tutto ciò comporterà a breve un cortocircuito  istituzionale con un prevedibile ed ulteriore cambio del quadro complessivo che porterà, ci possiamo scommettere, ad altri interventi organizzativi.
Vi informeremo prontamente sugli esiti dell’incontro.   
 
   

                                                                                                                          
                           







 Redatto a cura del 
Coordinamento FSI di ARPA Piemonte

martedì 21 aprile 2015

#carodirigentestaisenzaproblemi


#carodirigentestaisenzaproblemi

Temporali e brusco calo di temperature segnalavano i nostri colleghi del meteo. E ci hanno visto giusto. Chi ha aperto il giornale in questo weekend, e ancora oggi, ha provato un brivido lungo tutta la schiena.

Repubblica titolava così domenica “Amianto, il silenzio dell’Arpa”. L’ennesima vicenda che testimonia quantomeno l’inadeguatezza dell’attuale dirigenza a relazionarsi con soggetti esterni. A memoria citiamo la recente diatriba con il noto mensile Wired che sempre sul tema dell’amianto ha realizzato un’inchiesta nazionale con una grande area bianca sul Piemonte a causa della nostra mancata fornitura dei dati richiesti con regolare richiesta di accesso agli atti. Una storia che ha avuto il suo seguito con un’interpellanza in Consiglio Regionale. 

E come dimenticare le ville vendute con l’aria certificata dell’autunno scorso ?

Questa non è una direzione autorevole semmai autoritaria. E questo tratto distintivo si sta sempre più diffondendo sia nelle relazioni sindacali sia tra i nostri dirigenti. Una chiusura a riccio che certifica il cinismo, l’incompetenza e l’inadeguatezza dei nostri.

Partiamo dal famoso milione di euro. E’ sempre notizia di domenica che l’ammontare delle retribuzioni di “risultato” dei dirigenti della pubblica amministrazione (in generale) ammonti a 800 milioni di euro. E’ un valore che è otto volte superiore ai risparmi millantati dal taglio delle province. Nessun dirigente pubblico ha mai visto negato tale parte del salario che tecnicamente avrà una ragione per definirsi “accessorio”. Quali scogli debbano superare per ottenerlo non è per noi uno scoop giornalistico perché sappiamo bene gli obiettivi come vengono decisi. Ogni anno è il momento della pagella per noi, ma non per loro, che sono cresciuti in un mondo autoreferenziale e che non conosce le difficoltà quotidiane dei lavoratori.

Ma che volete, i nostri dirigenti in effetti sono molto bravi: risolvono qualsiasi richiesta dei loro collaboratori, creano un clima di collaborazione nei loro team, premiano i più meritevoli, sono sempre tesi al raggiungimento del loro obiettivo.

Bene, bravi, ci siete riusciti: l’obiettivo di sfasciare l’ARPA Piemonte è raggiunto! Vi meritate un premio ulteriore che vi giungerà con quasi cinquecento facce indignate di noi dipendenti.

Ad ognuno i suoi tavoli. Mentre qualcuno si prepara a banchettare con i soldi del premio a noi tocca denunciare cosa accade ai cosiddetti tavoli tecnici.

Sui tavoli tecnici tra FSI e le altre componenti sindacali presenti in RSU si è aperto un dibattito sull’opportunità o meno di partecipare; le proposte che vengono formulate in merito ad orario ed alla mobilità di lavoro, in relazione alla riorganizzazione, sembrano  improntate alla più totale improvvisazione e, come abbiamo denunciato più volte, non tengono conto di una visone complessiva del problema “razionalizzazione di ARPA”.

Su questo vi invitiamo a ripercorrere la storia dei “tavoli tecnici” dal 2013 ad oggi, puntualmente riassunta nei nostri resoconti. Abbiamo sempre partecipato, pur non condividendo il metodo, per garantire a tutti l’informazione; ora, a fronte di una logica di assoggettamento che intende utilizzare il sindacato come una specie di certificatore di decisioni prese altrove, diciamo basta!

Avrete forse presente una celebre frase attribuita a Joseph Göbbels: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.  Ecco, al netto di inutili e talvolta demenziali discussioni,  i cd. “tavoli tecnici” fondamentalmente a questo  servono: a poter consentire al DG di far passare il messaggio che il piano di ristrutturazione sia stato condiviso con le organizzazioni sindacali. Leggete i comunicati della direzione da qualche mese a questa parte, e troverete ripetuto come in un mantra questo concetto.

Lo diciamo chiaro a tutti: 
         
NOI, CON LORO, NON ABBIAMO CONDIVISO NULLA!

Come FSI abbiamo iniziato a far capir loro il concetto, rifiutandoci di sottoscrivere un protocollo che vincola e condiziona la partecipazione sindacale ai tavoli con un pasticciato accordo extra contrattuale (accordo che, lo diciamo con delusione ma senza sorpresa, è invece stato puntualmente siglato dalle organizzazioni confederali).


Per il futuro FSI si riterrà libera di prendere parte o meno ai “finti” tavoli tecnici, ma fintantoché il metodo sarà questo, lo farà sempre e solo in veste di osservatore, poiché  

SIAMO SFIBRATI!!!!



qui potrete accedere ad articoli e trasmissione citati nel testo


LINK
report

repubblica


wired

giovedì 2 aprile 2015

ARPA PIEMONTE - FUTURO PROSSIMO

Care/i colleghe/i,
vi proponiamo un aggiornamento informativo rispetto alla stringente attualità e secondo il nostro punto di vista, sui seguenti punti:

  • LEGGE REGIONALE
  • STRUTTURE DIPARTIMENTALI
  • IPOTESI SUGLI APPARATI AMMINISTRATIVI CENTRALI
  • IL MILIONE
  • NUOVA RSU

LEGGE REGIONALE

Rimanendo nel novero dei “si dice” e delle ipotesi più o meno autorevolmente suffragate, sembra che il disegno di legge n 92 subirà un’accelerazione, tanto che si parla di approvazione nel corrente mese; a seguire ci dovrebbe essere l'approvazione del nuovo Regolamento di organizzazione. Detto questo....

DIPARTIMENTI

A prescindere dalla realtà che sta nei fatti precorrendo la formalizzazione del cambiamento, l’ipotesi di cui si sente più parlare sembra sia quella della riduzione delle strutture dipartimentali a 3, mentre i laboratori diventeranno 4, come d'altronde confermato nella direttiva della Direzione del 31 marzo e pubblicata su intranet, nella quale vengono dettagliate le attività. 

IPOTESI SUGLI APPARATI AMMINISTRATIVI CENTRALI

Al disegno di legge di cui al punto precedente è legato il varo del nuovo Regolamento di organizzazione dell’ARPA Piemonte, nell'ambito del quale dovrebbe essere delineato il riassetto della struttura amministrativa; voci indicano un possibile radicale sfoltimento delle varie strutture complesse nelle quali è attualmente strutturato l’apparato centrale.
Registriamo da parte dei colleghi un diffuso senso di preoccupazione e di frustrazione a causa delle tante ipotesi che circolano.

Molti temono di perdere la professionalità legata ai molti anni di esperienza in una data area, altri denunciano un forte disagio dovuto a marginalizzazione rispetto agli obiettivi generali, ecc.
Rispetto a tutto ciò possiamo solo dire che cercheremo quanto prima di capire cosa c’è di reale, soprattutto nell'interesse dei tanti colleghi coinvolti, allo scopo di informare ed eventualmente denunciare e arginare storture e aberrazioni.  

Detto questo non possiamo fare a meno di sottolineare due dati certi: la creazione di due Aree sotto la dipendenza della Direzione Generale senza compiti chiari ha creato un’altra sovrastruttura incapace di coadiuvare nelle scelte strategiche; in secondo luogo è evidente l’inadeguatezza della nostra dirigenza quando è coinvolta in ruoli manageriali ed amministrativi.

IL MILIONE

Abbiamo appena letto il bollettino della CISL che accusa le componenti CGIL-FSI-USB di avere, con il loro ostracismo, impedito la ridistribuzione di residui derivanti da risparmi da destinare al Comparto.
 
I risparmi, che devono essere certificati, possono essere ridistribuiti in parte tra i lavoratori secondo i criteri meritocratici previsti dalla Legge Brunetta, a prescindere da qualsiasi altra condizione.
In altre parole:
  1. se i risparmi ci sono (ed è ancora tutto da dimostrare) la Legge prevede una distribuzione pari al 50 % da destinarsi alla contrattazione integrativa;
  2. questo principio esula da qualsiasi altra considerazione sul milione ai dirigenti, che è tutt'altra cosa.
È corretto dire che il milione fortissimamente desiderato dai dirigenti non è materialmente disponibile, tant'è che possiamo affermare con una certa sicurezza che giovedì 26 u.s. l’Amministrazione ha proposto alle rappresentanze sindacali dei dirigenti medesimi la diluizione di quelle somme in un arco temporale medio-lungo (8-10 anni) con una corresponsione di non più del 25% della retribuzione di risultato percepita annualmente e proporzionata al raggiungimento degli obiettivi assegnati.
Tradotto: tutti accampano questioni di diritto rispetto alla vicenda del Milione, ma evidentemente per tutto ciò che è stato detto è prevalso, da parte della Direzione (dobbiamo darne atto) un  principio di cautela, soprattutto in relazione al fatto che lo sfascio in cui versa l’Arpa è certamente attribuibile alle direzioni succedutesi negli anni, che però sono state tante, mentre invece i dirigenti (quelli che sono rimasti) sono sempre gli stessi e, salvo alcune eccezioni, hanno contribuito essi stessi ed in modo significativo a produrre questo risultato. Osiamo credere e pensare che la Direzione abbia riflettuto sui principi enunciati dall'Art. 97 della Costituzione italiana e specificatamente dedicato alla Pubblica Amministrazione là dove, tra le altre cose, si dice:
"I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione".
Sulla base di tale previsione normativa i criteri generali da osservare sono:
  1. economicità;
  2. rapidità;
  3. efficacia;
  4. efficienza;
  5. miglior contemperamento dei vari interessi.
Ora, se a immaginiamo che a partire dal 2014 i dirigenti di ARPA Piemonte hanno  pensato di  avviare una profonda trasformazione dell’assetto dell’Agenzia intesa (secondo loro) a garantire proprio i principi costituzionali su indicati significa che fino ad all'ora detti principi non erano stati rispettati, ovvero che ARPA Piemonte non era stata amministrata secondo “andamento e comportamento del buon padre di famiglia”.
Se così fosse, come possono, questi dirigenti, chiedere “premi” per  più di un milione di euro senza che peraltro siano stati introdotti strumenti di misurazione delle singole performance?

Le opzioni sono due:
l) l’ARPA Piemonte è stata, fino al 2014, diretta (dai dirigenti ) secondo il citato "buon andamento" previsto dall'Art. 97 della Costituzione e quindi non necessita di nessuna riorganizzazione tecnica ed amministrativa e quindi i dirigenti sono stati bravi e meritano i “premi”;
2)  l’ARPA Piemonte non è stata, fino al 2014, diretta (dai dirigenti ) secondo il solito "buon andamento" sempre previsto dall'Art. 97 della Costituzione  e pertanto i premi risultano improponibili.

Forse vale la pena di girare il quesito alla Corte dei Conti, alla quale, prima o poi, potremmo doverci rivolgere “per capire meglio”.

In ultima analisi viene spontaneo chiedersi, in un quadro sociale generale dove i diritti dei lavoratori sono stati profondamente rivisti dal legislatore per tentare di far ripartire il nostro Paese, come sia ancora possibile una distribuzione a pioggia di questi incentivi senza che sia stato creato un reale sistema di misurazione delle “performance” dirigenziali che tenga conto di alcuni strumenti ormai d’uso in ambito privato: il clima di lavoro all'interno delle singole strutture, il coinvolgimento del comparto nei processi di valutazione dell’operato della dirigenza.

A margine ricordiamo che FSI, insieme a CGIL e USB, ha appoggiato l’iniziativa spontanea del personale del comparto di raccolta firme per la petizione con la quale si formulano proposte alternative sulla destinazione di almeno una parte del famoso Milione.

RIUNIONE RSU:
RIORGANIZZAZIONE DEI LABORATORI

Nella prima riunione della RSU (assente la CISL) si è deliberato l’invio alla Direzione della comunicazione con richiesta d’incontro (inviata anche ai lavoratori nei giorni scorsi)  nell'ambito della  quale si è chiesto di andare a discutere i seguenti punti circa la riorganizzazione dei laboratori: mobilità volontaria, percorsi di riqualificazione, orario e carichi di lavoro.

INCOMPATIBILITÀ’

FSI, nella stessa riunione, ha ribadito che intende verificare l’esistenza di incompatibilità tra il ruolo di RSU e la titolarità di determinate posizioni organizzative; l’argomento sarà oggetto di apposita specifica revisione dell’articolo 7 del Regolamento della RSU. 

In ultimo vi proponiamo di leggere sul blog, all'indirizzo sottostante,  il resoconto della Direzione Nazionale FSI relativamente alla bozza della Legge delega per la riforma della Pubblica Amministrazione. Interessanti i primi quattro punti.

http://archiviosindacale.blogspot.it/2015/04/ddl-renzi-madia-riorganizzazione-della.html


Redatto a cura del 
Coordinamento FSI di Arpa Piemonte 

DDL RENZI-MADIA -RIORGANIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE- PRIMO SI AL SENATO

Dopo l'ultima votazione di ieri della Commissione sull'articolo 10 del Ddl, quello che delega il Governo a riorganizzare la Pubblica Amministrazione ed a varare una complessa riforma proprio della dirigenza, il testo della delega Pa approda in aula al Senato per il primo sì in una versione ampiamente rivisitata dalla Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Un testo che ha anche rafforzato i poteri del premier (a cominciare da quelli di controllo sulle agenzie fiscali e sulle nomine delle società pubbliche) ed  ha aperto la strada alla riduzione da 5 a 4 dei Corpi di polizia e ha stabilito che la responsabilità gestionale per l'attività amministrativa sarà esclusivamente a carico dei dirigenti pubblici.
Il disegno di legge contiene 11 deleghe al Governo, tre delle quali per compilare altrettanti testi unici di aggiornamento delle norme che regolano le società partecipate, i servizi pubblici locali e il pubblico impiego.
Sul pubblico impiego è stato anche approvato un emendamento con cui si delega il Governo a prevedere «tipologie di lavoro flessibile compatibili con il rapporto di lavoro con la Pa» (i co. co. co. saranno cancellati nel 2017).
La discussione sul Ddl di riforma della Pubblica amministrazione, con la relazione del relatore Giorgio Pagliari (Pd) proseguirà in Aula mercoledì prossimo, 8 aprile. Il sì al testo di Palazzo Madama, ma siamo solo alla prima lettura, arriverà quindi dopo Pasqua. 
A seguire i nuovi contenuti in sintesi:
MODELLO DI DIRIGENZA AUTONOMA DALLA POLITICA
Dirigenti pubblici unici responsabili dell'attività di gestione. Via libera dalla commissione Affari costituzionali del Senato all'emendamento del relatore Giorgio Pagliari (Pd) alla delega sulla riforma della pubblica amministrazione che sancisce il «rafforzamento del principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione e del conseguente regime di responsabilità dei dirigenti attraverso l'esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l'attività gestionale».
La misura, nelle intenzioni di maggioranza e Governo, punta a rafforzare «una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica», ha spiegato la ministra per la Pa, Marianna Madia :«Il dirigente deve avere la libertà di dire all'amministratore che non si presta all'attività di gestione se non la ritiene legittima»
PA, DIRIGENTI LICENZIABILI: SENZA INCARICO DECADONO.
I dirigenti privi di incarico vengono collocati in disponibilità e passato un certo periodo, da definire, decadono dal ruolo unico. Il punto, che in sostanza rende licenziabile il dirigente, ha avuto l'ok della commissione Affari Costituzionali del Senato.
RUOLO UNICO DIRIGENTI
La dirigenza sarà articolata in ruoli unificati, con piena mobilità. La riforma prevede anche l'eliminazione della distinzione in due fasce. Inoltre, viene stabilito, gli incarichi dirigenziali avranno una durata di tre anni, rinnovabili una sola volta senza ripassare per un bando e una selezione. Oltre al concorso per diventare dirigenti a tempo indeterminato sarà necessario anche superare un altro esame, dopo i primi anni di servizio.
NIENTE PIÙ AUTOMATISMI PER CARRIERE DIRIGENTI
Un emendamento del relatore alla delega Pa sancisce il «superamento degli automatismi nel percorso di carriera», che dipenderà dalla «valutazione», ovvero dal merito Viene ribadita la definizione di limiti assoluti per il trattamento economico complessivo.
SEGRETARI COMUNALI ABOLITI  
Previsto il mantenimento della funzione relativa al controllo di legalità, ma superando la figura del segretario comunale e provinciale, che confluirà nel ruolo unico della dirigenza pubblica. Ci sarà però una fase ponte, per cui in sede di prima applicazione, per tre anni, le funzioni in questione verranno affidate ai dirigenti del ruolo unico provenienti dall'albo dei segretari comunali.
VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI E TEMPI CERTI PER L'AZIONE DISCIPLINARE
La commissione ha anche approvato un emendamento che punta ad «accelerare, rendere concreto e certo nei tempi di espletamento e di conclusione l'esercizio dell'azione disciplinare». La norma prevede anche la «semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e di premialità, nonché dei relativi soggetti e delle relative procedure; sviluppo di sistemi distinti per la misurazione dei risultati raggiunti dall'organizzazione e dei risultati raggiunti dai singoli dipendenti; potenziamento dei processi di valutazione indipendente, del livello di efficienza e qualità dei servizi e delle attività delle pubbliche amministrazioni e degli impatti da queste prodotti, anche mediante il ricorso a standard di riferimento e confronti; riduzione degli adempimenti in materia di programmazione anche attraverso una maggiore integrazione con il ciclo di bilancio; coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni; previsione di forme di semplificazione specifiche per i diversi settori della pubblica amministrazione».
ASSENZE MALATTIA: POLO UNICO ALL'INPS
Con un altro emendamento varato in commissione, è stato infine approvato il "polo fiscale unico" per le assenze malattia: sono attribuite all'Inps le «competenze» e le «risorse» anche per le visite fiscali dei lavoratori pubblici.
TAGLIO DELLE CAMERE DI COMMERCIO
Ieri la commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento che sancisce la riduzione delle Camere di Commercio da 105 a 60.  La proposta di modifica approvata, presentata dal relatore Giorgio Pagliari (Pd), prevede la «riduzione» delle Camere di commercio «mediante accorpamento». La soglia dimensionale minima dovrà essere di 80.000 imprese iscritte nel registro.
NORMA "TAGLIA-DECRETI"
Con un altro emendamento, sempre proposto dal relatore, si è introdotto nel testo del ddl l'articolo 15 bis, che delega il Governo a modificare e abrogare le disposizioni di legge che prevedono l'adozione di provvedimenti attuativi. L'obiettivo è duplice: semplificare il sistema normativo e i procedimenti amministrativi e dare «maggiore impulso al processo di attuazione delle leggi». In pratica l'Esecutivo, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro per le Riforme, potrà eliminare una o più disposizioni legislative «che prevedano provvedimenti non legislativi di attuazione, entrate in vigore dopo il 31 dicembre 2011». La sforbiciata tocca decreti ministeriali, dpcm e regolamenti, mentre restano esclusi i decreti legislativi.
RIORDIONO DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
È stato inoltre approvato l'emendamento che dà il via libera al riordino dei servizi pubblici locali. Tra le novità la previsione di incentivi agli enti locali che accorpano le attività e che «privatizzano, o meglio cedono il controllo a privati», ha spiegato la senatrice Pd Linda Lanzillotta, commentando una modifica a sua firma. Si apre anche a una ricognizione per eliminare regimi di esclusività non giustificati e contrari alla concorrenza.
CORPO FORESTALE DELLO STATO ACCORPATO CON LA POLIZIA
Il Corpo forestale dello Stato conta complessivamente su circa 8.000 unità e circa 1.000 stazioni dislocate nelle zone rurali e montane, con Comandi provinciali e regionali in 15 Regioni, per un totale di oltre 1.200 strutture. Il Corpo, come molte altre amministrazioni dello Stato, sconta una dislocazione territoriale del personale molto disomogenea, con esuberi nel centro sud e carenze al nord, con effetti anche sulla distribuzione territoriale che vede fortemente penalizzate le stazioni, che registrano una media di personale assegnato inferiore alle 2 unità. L'ultima legge di riordino del Corpo è la n. 36/2004, e la competenza su compiti e obiettivi del Corpo è affidata al ministero dell'Ambiente. La legge 4/2011 ha previsto la costituzione delle Sezioni di Polizia giudiziaria del CFS presso Procure e Tribunali, una novità che impegna circa 300 Forestali con effetti negativi sull'organico, che oggi ha una scopertura media del 15 per cento.
TRASPARENZA, DIRITTO DI ACCESSO AMPIO PER I PARLAMENTARI
Un'altra novità riguarda il diritto di accesso agli atti amministrativi. Un emendamento del relatore approvato dalla commissione prevede la delega al governo per la definizione dei diritti dei membri delle Camere, in connessione con lo svolgimento dei loro compiti istituzionali, ad accedere, ovvero a prendere visione ed ad avere copie, ai documenti amministrativi (una formula generica che indica un vastissimo insieme di provvedimenti)


domenica 15 marzo 2015

ELEZIONI RSU 2015: riflessioni conclusive sulle elezioni della nuova RSU in ARPA Pemonte

Car* colleghe e colleghi,

la girandola delle elezioni RSU si è fermata da più di una settimana ed è ormai metabolizzata da tutti  i gli attori della vicenda, cioè eletti ed elettori.

Antepongo a queste mie riflessioni strettamente personali e conclusive di questo periodo,  uno speciale quanto doveroso ringraziamento ai colleghi che hanno prestato la propria opera ai seggi e presso la Commissione elettorale, i quali si sono distinti per efficienza e professionalità rispetto al compito svolto.

Veniamo alle elezioni: ho letto qualche resoconto di altre organizzazioni sindacali all’indomani degli esiti elettorali e quasi tutti hanno usato i soliti toni di esaltazione e di  trionfalismo, spesso fuori luogo. È appena il caso di ricordare che quelli che fino a ieri erano le due principali organizzazioni hanno subito, anche se con proporzioni diverse, una forte emorragia di consenso, questo dovrebbe indurle ad una attenta riflessione rispetto al loro operato ed alle loro responsabilità.

Altri si sono relativamente avvantaggiati a danno dei primi, senza però  riuscire a superare i limiti causati da una certa ristrettezza di prospettiva e di obiettivi.    

Ora però bisogna ripartire, l’ultima fase della passata RSU ci ha visti alleati con CGIL e USB nella critica e nell'azione contro una Direzione connotata da una gestione improvvisata e priva di una visione d’insieme della missione dell’Agenzia; avevamo anche un nemico interno da fronteggiare, ovvero quella parte di RSU che ha giocato una “partita doppia”,  su due fronti diversi. Circostanza questa che noi di FSI non abbiamo mai esitato a denunciare, in tutti i modi possibili.

Abbiamo sempre voluto distinguerci rispetto a quella prassi che fa del favore personale in cambio di potere una regola consolidata in certi ambienti sindacali e che inesorabilmente i tempi che viviamo hanno contribuito renderla superata, se non altro perché la crisi che aleggia nella Pubblica Amministrazione, e più in generale nella Società, rende più difficile erogare favori in cambio di consenso, potere o quant'altro.

FSI ha cercato i voti tra coloro che condividono il nostro pensiero ed i nostri valori e, lo dico con la massima umiltà, abbiamo raccolto il risultato che è sotto gli occhi di tutti!
  
Come sapete (non lo dico io ma i numeri) FSI è l’organizzazione che in ARPA ha raccolto i risultati migliori, passando da 2 a 4 rappresentanti e aumentando di quasi un terzo la massa di voti a proprio favore, passando quindi dalla terza alla seconda posizione per importanza nell'ambito della RSU.

Possiamo dire di avere vinto? Non lo so, so solo che abbiamo raccolto intorno a noi una rosa di candidati che si sono fidati di noi e del nostro lavoro e con dedizione ed entusiasmo ci hanno sostenuti; è grazie a loro che abbiamo raggiunto questo risultato, comunque lo si interpreti.

Il ringraziamento più grande deve ovviamente andare ai lavoratori che ci hanno dato la loro fiducia premiando coerenza e impegno su principi basati sulla partecipazione e sull'equità di trattamento, in ogni ambito, ambientale e professionale.

Qualcuno a corto di argomenti si ostina ad etichettarci e a volerci relegare a tutti i costi in uno specifico ambito politico, non comprendendo, o facendo finta di non comprendere, che noi non siamo legati a carrozzoni politici di nessun genere, ognuno di noi ha un propria cultura o sensibilità politica, ma ciò che siamo è il frutto dell’aver recuperato appieno il significato originario del’azione sindacale, ovvero: rappresentare i legittimi interessi dei lavoratori, ponendoci in una posizione di terzietà e di genuino antagonismo, sebbene costruttivo, nei confronti della controparte che per noi è e rimane la Direzione di questo Ente. 

Non siamo qualunquisti e neppure superficiali, ma fare Sindacato (con la S maiuscola) per noi significa semplicemente connotare l’azione con i principi che ci guidano, ovvero Equità, Trasparenza e, non ultimo, Indipendenza.

Ora è presto per sapere come si svilupperanno le dinamiche interne alla nuova RSU, noi, con il favore del sostanziale rinnovamento che c’è stato ci auguriamo di recuperare la piena unitarietà, condizione necessaria per raggiungere la miglior sintesi possibile a favore di un’azione sindacale efficace: lavoreremo per quest’obbiettivo.

Se così non fosse non temiamo di portare avanti, anche in solitudine se fosse necessario, i nostri temi, che sono quelli del nostro programma e dei principi che ci animano.

Grazie della fiducia che ci avete accordato, continuate a sostenerci e ad aiutarci in tutti modi possibili, non verremo meno al nostro impegno!

Ricordate, gli RSU dell’FSI sono  Nico De Leonardis, Carlo Maggiore, Anna Maria Scibelli ed il sottoscritto, essi sono, noi siamo a vostra disposizione.


                                                                                            Michele Lattanzio

lunedì 2 marzo 2015

informazioni voto


car* colleghi,

il 3, 4 e 5 prossimi si vota presso tutte le sedi dipartimentali (Asti, Alessandria, Biella, Cuneo, Ivrea, Novara, Omegna, Vercelli,  e Torino)

Martedì 03 marzo dalle 10,30 – 15,30

Mercoledì 4 e giovedì 5 marzo dalle 9,30 alle 15,30

a Torino il seggio è allestito presso la palazzina C1 (personale e affari generali) al primo piano, in aula 5

si vota esibendo un documento di identità o il tesserino di riconoscimento.

per votare mettere una  croce sul simbolo della lista; 

si possono esprimere fino a massimo due preferenze di candidati della medesima lista per la quale si vota indicando nome e cognome.

In allegato la nostra lista e il nostro programma.
grazie 


 coordinamento Arpa
    FSI-USAE
 
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