Riforma
della P.A. - incontro con il Ministro Madia
Si è tenuto nella mattinata di
oggi il previsto incontro con il Ministro della Funzione Pubblica,
Marianna Madia, in previsione dell'adozione in Consiglio dei Ministri dei
provvedimenti relativi all'annunciata riforma della P.A.
Come abbiamo avuto modo di
sottolineare l'incontro è stato deludente sotto il profilo della interlocuzione
in quanto la scelta del Governo è stata quella di confrontarsi non già sul
merito dei provvedimenti ma esclusivamente sui principi su cui gli stessi si
andranno ad esplicare. Una siffatta scelta non può che produrre un confronto
monco ed insoddisfacente per le organizzazioni sindacali che si vedono
costrette ad esprimersi su provvedimenti senza conoscerne l'effettivo
articolato e quindi non potendo entrare effettivamente nel merito.
In ogni caso nella giornata di
domani, venerdì 13 giugno, i provvedimenti saranno adottati e riguarderanno i
punti che sono stati trattati nel tavolo odierno.
La nostra organizzazione pur esprimendosi
con un riassunto delle posizioni politico - rivendicative già oggetto di
vertenze sin dal 2010 e rammentando che la nostra posizione è quella di
rivendicare l'immediata apertura dei rinnovi contrattuali economici, ha sospeso
il giudizio sino alla effettivo esame del contenuto dei provvedimenti che
usciranno dal consiglio dei ministri.
Qui di seguito i punti trattati.
Il Segretario Generale
Il cambiamento comincia dalle persone
1)
abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000
posti in più per giovani nella PA, a costo zero
Consideriamo l’abrogazione del
trattenimento in servizio una misura opportuna, non solo perché consentirà di
liberare considerevoli spazi nelle piante organiche utili a favorire l’ingresso
di nuove risorse umane, ma anche perché rappresenta un importante segnale di
inversione di tendenza. Per la stessa ragione abbiamo deciso di
introdurre il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di attribuire
incarichi dirigenziali a soggetti collocati in quiescenza.
In questo contesto, si ribadisce che nelle nuove assunzioni saranno garantiti i
diritti dei vincitori di concorso non assunti.
2)
modifica dell'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria
La riforma della mobilità è
necessaria per assicurare una migliore e più efficiente gestione delle risorse
umane, nell’ottica di una pubblica amministrazione da considerarsi nel suo
complesso come corpo unitario.
Non vi è dubbio che il primo passo da compiere è migliorare le norme esistenti,
iniziando dall’abrogazione del nulla osta da parte dell’amministrazione di
provenienza nei casi di mobilità volontaria e dal superamento delle rigidità
derivanti dalla programmazione.
Accanto a questo intervento, riteniamo importante introdurre la possibilità
che, nella prospettiva di un utilizzo efficiente delle risorse umane, sia
possibile disporre il passaggio di un lavoratore da una amministrazione ad
un'altra, senza che sia necessario l’assenso del lavoratore stesso. Occorre
precisare che in tale ipotesi dovranno sussistere due requisiti: il
mantenimento del medesimo trattamento economico e precisi limiti geografici.
Eventuali deroghe ai principi sopra riportati dovranno essere disciplinati
dalla contrattazione collettiva.
Per favorire la concreta realizzazione dei principi sopra esposti, sono state
predisposte le necessarie tabelle di equiparazione.
3)
introduzione dell’esonero dal servizio
Questo istituto era stato preso
in considerazione come strumento che, insieme ad altre misure, potesse
agevolare un progressivo ricambio nelle amministrazioni. Tuttavia, recependo
talune perplessità emerse dalla consultazione pubblica, abbiamo ulteriormente
analizzato gli effetti prevedibili misurandone un ritorno marginale oltre che
il rischio che si verificassero nuovamente talune distorsioni; per queste
ragioni riteniamo non opportuno proporre la reintroduzione dell’esonero dal
servizio.
4) agevolazione del part-time
Assieme all’abrogazione del trattenimento in servizio, il part-time è un
ulteriore istituto utile a creare spazi per nuove assunzioni. Ma non solo:
consideriamo l’estensione del ricorso al part-time anche un ottimo strumento di
flessibilità per consentire, in taluni casi, al lavoratore la necessaria
conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, anche per particolari
esigenze di cura.
5)
applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può
percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da
pensione
Riteniamo indispensabile la
politica tesa al contenimento dei compensi, sia in riferimento ai compensi che
un lavoratore può cumulare con diversi incarichi, sia in riferimento al cumulo
tra reddito da lavoro e reddito da pensione.
Del resto le misure in commento sono già state assunte dal Governo e intendiamo
pertanto assicurarne il rigoroso rispetto.
6)
possibilità di affidare mansioni assimilabili quale alternativa opzionale per
il lavoratore in esubero
La possibilità di evitare
l’esubero del lavoratore, facendo ricorso anche all’assegnazione a mansioni
diverse è un principio comunemente applicato nel diritto del lavoro privato.
Nel lavoro pubblico invece questo principio non si è mai compiutamente
affermato, e riteniamo debba esserne implementato l’utilizzo anche attraverso
più specifiche previsioni concordate in sede di contrattazione collettiva.
Concordiamo pienamente sull’esigenza che la gestione delle risorse umane nella
pubblica amministrazione sia il frutto di una specifica pianificazione delle
professionalità presenti e dei fabbisogni standard. In quest’ottica, come già
indicato, , riteniamo necessario assicurare come Dipartimento della Funzione
Pubblica una regia attenta sulle future misure assunzionali.
7)
semplificazione e maggiore flessibilità delle regole sul turnover fermo
restando il vincolo sulle risorse per tutte le amministrazioni
Riteniamo urgente semplificare
l’attuale disciplina del turnover. Non si tratta solo di assicurare maggiori
ingressi, ma anche di consentire a ciascuna amministrazione maggiore
discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto
dell’equilibrio finanziario. In quest’ottica pensiamo utile un intervento che
semplifichi le norme attuali, ad esempio eliminando il vincolo del computo
delle teste.
8)
riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego
Il governo ritiene la misura necessaria.
9)
introduzione del ruolo unico della dirigenza
L’introduzione del ruolo unico
rappresenta uno dei pilastri su cui fondare la riforma della dirigenza
pubblica. L’intervento coinvolgerà tutte le amministrazioni centrali, con la
doverosa salvaguardia di alcune specifiche professionalità (sanità e scuola).
Per quanto riguarda le amministrazioni locali, in considerazione dell’attuale
riparto di competenze previsto dalla Costituzione, auspichiamo un progressivo
adeguamento al modello del ruolo unico, pure nel rispetto delle attuali
prerogative in capo agli enti locali.
10)
abolizione delle fasce per la dirigenza, carriera basata su incarichi a termine
Per la riforma della dirigenza
pubblica, riteniamo imprescindibile un principio: l’accesso al lavoro pubblico,
ivi compreso quello dirigenziale, deve avvenire per concorso. Il rigoroso
rispetto di questo principio, deve essere accompagnato da un ripensamento
dell’attuale modello di carriera.
Il superamento dell’attuale sistema delle fasce rappresenta un altro pilastro
della riforma della dirigenza pubblica. Vogliamo introdurre un cambiamento
radicale nei percorsi di carriera dei dirigenti, superando l’attuale sistema
che ingessa la carriera di un dirigente e la rende indipendente dai risultati
effettivamente prodotti. Noi pensiamo invece che la carriera di un
dirigente debba essere sempre “mobile”, sia verso l’alto che verso il basso,
con l’assunzione di incarichi per un tempo determinato.
L’assegnazione degli incarichi avverrà sulla base di interpelli aperti
all’intero ruolo unico dell’amministrazione centrale.
Riteniamo necessario per il buon esito della riforma che le nuove regole
riguardino anche i dirigenti attualmente in organico alla pubblica amministrazione.
Naturalmente, gli incarichi in essere al momento di entrata in vigore della
legge potranno proseguire fino a scadenza naturale.
Questa misura favorirà anche un maggior ricambio nei ruoli apicali, oggi
inevitabilmente “bloccati” soprattutto nelle amministrazioni ove la prima
fascia è ricoperta da personale attualmente molto distante dalla pensione.
11)
possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico,
oltre un cert termine.
L’introduzione del ruolo unico e l’abrogazione del sistema delle fasce deve
inevitabilmente combinarsi con la disciplina delle ipotesi in cui un dirigente
rimanga privo di incarico.
La nostra proposta prevede che i dirigenti privi di incarico ricevono solo la
parte fissa della retribuzione. Possono sospendere il rapporto di lavoro per
assumere incarichi in amministrazioni regionali, locali o indipendenti, o per
lavorare nel settore privato. Possono in qualsiasi momento rispondere a
interpelli.
Qualora un dirigente rimanga per un periodo di tempo privo di incarico e non
sia riuscito a trovare collocazione, anche temporanea, nel settore privato, il
rapporto di lavoro dovrà essere risolto.
12)
valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata
anche in funzione dell’andamento dell’economia
Il superamento del sistema
delle fasce e l’introduzione di meccanismi di carriera basati sugli incarichi
svolti agevoleranno processi di valutazione più seri, considerando il peso che
i risultati della valutazione inevitabilmente avranno, non solo a fini
retributivi, ma anche per il conferimento dei successivi incarichi
dirigenziali.
Il processo di valutazione deve essere semplificato, riducendo il numero di
piani e adempimenti per le amministrazioni e per i dirigenti.
La valutazione ha a oggetto i risultati ottenuti dalla struttura di cui il
dirigente è responsabile. La valutazione dei dirigenti deve riguardare sia la
performance operativa (cioè i risultati conseguiti dalla struttura della quale
il dirigente è responsabile) sia i comportamenti organizzativi, secondo prassi
ormai consolidate sia nel settore privato che in quello pubblico. I risultati
conseguiti dalla struttura di cui il dirigente è responsabile devono essere
coerenti con gli obiettivi dell’amministrazione.
13)
abolizione della figura del segretario comunale
Sul punto, pensiamo sia necessario eliminare la specificità di un albo
separato. Riteniamo che la figura debba essere ricompresa nella più ampia
categoria della dirigenza degli enti locali, anche valutando le specifiche funzioni
da attribuire sulla base della dimensione dei comuni.
14) rendere più rigoroso il sistema di incompatibilità dei magistrati
amministrativi
Riteniamo utile prevedere l’obbligo del collocamento fuori ruolo per i
magistrati che hanno la titolarità di uffici di diretta collaborazione,
escludendo la possibilità di ricorrere all’istituto dell’aspettativa.
15) conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle
amministrazioni
Come già evidenziato, consideriamo importante introdurre una maggiore
flessibilità nell’orario di lavoro e una maggiore diffusione del telelavoro,
degli asili nido nelle PA e di tutti gli strumenti di conciliazione.
Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione
16)
riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20
enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza
Consideriamo la ricerca pubblica un settore strategico che merita un
ripensamento complessivo dell’attuale sistema.
Pensiamo sia necessario intervenire sulla base di tre fondamentali criteri: la
ricerca deve essere strettamente connessa allo sviluppo economico del paese e
deve pertanto essere assicurata una governance centralizzata in grado di
indicare gli indirizzi e le scelte di fondo dei filoni sui quali il paese deve
investire; è necessaria una razionalizzazione degli attuali enti di ricerca; è
necessario non disperdere ulteriormente le professionalità oggi al servizio del
sistema di ricerca, individuando soluzioni che consentano invece l’’implementazione
dell’attuale disciplina del reclutamento.
17)
gestione associata dei servizi di supporto per le amministrazioni centrali e
locali (ufficio per il personale, per la contabilità, per gli acquisti, ecc.)
Consideriamo indispensabile una
decisa razionalizzazione dei servizi di supporto sia per le amministrazioni
centrali che per quelle locali, quale misura utile a realizzare economie di
scala. Una particolare attenzione merita la centralizzazione delle procedure di
acquisto quale strumento ottimale per la lotta agli sprechi e per assicurare
maggiore trasparenza.
Gli interventi in commento saranno attuati nel rispetto dei livelli
occupazionali, anche attraverso il ricorso al rinnovato istituto della
mobilità.
18) riorganizzazione del sistema delle autorità indipendenti
Riteniamo fondamentali alcuni interventi tra i quali: limitazioni per i
componenti delle Authority di assumere un nuovo incarico presso le altre alla
cessazione di quello attualmente svolto; concorso unico per il reclutamento del
personale; gestione associata dei servizi di supporto; razionalizzazione delle
spese di gestione con particolare riguardo ai costi di consulenze e
esternalizzazione di servizi.
19)
soppressione della Commissione di vigilanza sui fondi pensione e attribuzione delle
funzioni alla Banca d'Italia
Sul punto, anche in considerazione degli orientamenti espressi nell’ambito
della consultazione pubblica, d’intesa con le altre istituzioni competenti,
stiamo valutando le condizioni per realizzare un intervento equilibrato ed
efficace.
20)
centrale unica per gli acquisti per tutte le forze di polizia
La centrale unica degli
acquisti, anche per le forze di polizia, è un esempio di come lo Stato debba
intervenire per razionalizzare i costi e ridurre gli sprechi nella logica di
favore economie di scala implementando l’accorpamento delle funzioni di
supporto.
21) abolizione del concerto e dei pareri tra ministeri, un solo rappresentante
dello Stato nelle conferenze di servizi, con tempi certi
Consideriamo importante prevedere un intervento che renda più celeri i tempi
delle decisioni e dell’attuazione. In questo contesto si inquadra la revisione
dell’attuale disciplina del concerto tra i ministeri e della conferenza di
servizi.
Siamo naturalmente consapevoli e convinti che questo intervento, al pari di
qualsiasi altro che miri ad un importante velocizzazione dei tempi
dell’amministrazione, debba essere contemperato con la tutela degli interessi
sensibili.
22)
leggi auto-applicative; decreti attuativi, da emanare entro tempi certi, solo
se strettamente necessari
L’intervento merita poche
spiegazioni. E’ valutazione condivisa quella che il primo passo per una vera
semplificazione passi attraverso tre criteri: redazione di atti comprensibili;
limitazione di leggi che prevedano rinvii alla normativa di secondo livello;
assicurare tempi certi all’attuazione dei provvedimenti.
23)
controllo della Ragioneria generale dello Stato solo sui profili di spesa
Consideriamo utile una riflessione, sotto alcuni profili, dei meccanismi di
controllo della Ragioneria dello Stato, nel più ampio contesto del sistema di
controlli che gravano sulle amministrazioni pubbliche. Pensiamo che il
controllo debba davvero essere rivolto ai soli atti che producano spesa.
24) divieto di sospendere il procedimento amministrativo e di chiedere pareri
facoltativi salvo casi gravi, sanzioni per i funzionari che lo violano
Pensiamo che assicurare tempi celeri dell’azione amministrativa passi anche
attraverso una rivisitazione di alcuni istituti relativi al procedimento
amministrativo. Ad esempio, l’istituto della sospensione deve limitato ad
ipotesi davvero gravi e urgenti.
Siamo naturalmente consapevoli che la velocità del procedimento amministrativo
non può significare mai allentamento dei controlli di legittimità o
l’abbassamento della tutela di alcuni importanti beni pubblici.
25)
censimento di tutti gli enti pubblici
Non possiamo pensare ad una seria riorganizzazione dello Stato e a maggiore
efficienza nei servizi, se non ricostruiamo un quadro esatto degli enti
pubblici e della loro condizione economica e patrimoniale.
26)
una sola scuola nazionale dell’Amministrazione
In coerenza con la scelta di investire con forza sul modello della dirigenza di
ruolo, selezionata per concorso, abbiamo deciso di investire su una grande e
unica scuola di formazione per i dirigenti, che accorpi tutte quelle
attualmente esistenti, pur garantendo i dovuti e specifici percorsi
professionali, in particolare riguardo ad alcune professionalità.
Il provvedimento farà salvi i livelli occupazionali, anche eventualmente
ricorrendo al rinnovato istituto della mobilità.
27)
accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione civile
Il provvedimento si inquadra
all’interno della più generale opera di semplificazione organizzativa e
procedurale.
L’attuazione del provvedimento avverrà facendo salvi i livelli occupazionali.
28)
riorganizzazione della presenza dello Stato sul territorio (es. ragionerie
provinciali e sedi regionali Istat) e riduzione delle Prefetture a non più di
40 (nei capoluoghi di regione e nelle zone più strategiche per la criminalità
organizzata)
Anche questi provvedimenti si
inquadrano nel più ampio disegno di riorganizzazione della macchina statale.
Da un’organizzazione più razionale, possono discendere non solo economie ma anche
servizi più efficienti.
I provvedimenti in questione saranno assunti assicurando sempre un attento
presidio del territorio, in particole nelle zone dove maggiormente necessaria
si rende la presenza dello Stato.
29)
eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio
Crediamo sia utile intervenire
sulla disciplina delle camere di commercio, con l’obiettivo di ridurre i costi
che gravano sull’attività imprenditoriale, pur preservando il registro delle
imprese.
30)
accorpamento delle sovrintendenze e gestione manageriale dei poli museali
L’impegno dello Stato sulla cultura deve essere rilanciato. Non si tratta solo
di garantire nuovi investimenti pur indispensabili, ma dobbiamo cambiare
mentalità nella gestione dell’immenso patrimonio culturale e artistico del
nostro Paese. In questo senso la gestione manageriale dei poli museali può
rappresentare un passo in avanti decisivo.
31)
razionalizzazione delle autorità portuali
Serve un intervento equilibrato
ed efficace al quale sta lavorando il Ministro competente.
32)
modifica del codice degli appalti pubblici; 33) inasprimento delle sanzioni,
nelle controversie amministrative, a carico dei ricorrenti e degli avvocati per
le liti temerarie; 34) modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel
processo amministrativo,
udienza di merito entro 30 giorni in caso di sospensione cautelare negli
appalti pubblici, condanna automatica alle spese nel giudizio cautelare se il
ricorso non è accolto.
Riteniamo utile prevedere alcuni interventi di riforma tra i quali: strumenti
deflattivi del contenzioso amministrativo; rafforzamento del principio per il
quale il pagamento delle spese di giudizio segua sempre la soccombenza;
accelerazione delle procedure di ricorso in materia di appalti pubblici; maggiore
celerità nella fissazione dell’udienza di merito a seguito della fase
cautelare.
35)
riforma delle funzioni e degli onorari dell’Avvocatura generale dello Stato
Sul punto, anche in
considerazione degli orientamenti espressi nell’ambito della consultazione
pubblica, d’intesa con le altre istituzioni competenti, stiamo valutando le
condizioni per realizzare un intervento equilibrato ed efficace. In
particolare, riteniamo corretto prevedere l’abolizione del diritto alla
parcella in caso di soccombenza in giudizio.
36)
riduzione delle aziende municipalizzate
La riorganizzazione dello Stato
passa anche attraverso la razionalizzazione delle aziende municipalizzate. Non
pensiamo ad interventi orizzontali e non selettivi. Occorre distinguere in base
ai servizi offerti e la condizione economica delle stesse.
In questo contesto, riteniamo non errata una riflessione attorno ad ipotesi di
reinternalizzazione di alcuni competenze attualmente trasferite alle
partecipate, ove le amministrazioni pubbliche fossero gestite secondo logiche
più vicine a quelle aziendali.
37)
Introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a
qualsiasi servizio pubblico attraverso un'unica identità digitale
Si tratta di una innovazione necessaria e indispensabile. Il Governo intende
investire con forza su questo strumento, infatti prima dell’inizio del semestre
europeo sarà approvato il decreto che avvia il sistema SPID.
38)Trasparenza
nell’uso delle risorse pubbliche:il
sistema Siope diventa open data
La trasparenza deve essere uno dei cardini di una pubblica amministrazione
riformata.
In questo senso il fatto che il sistema Siope diventi open data rappresenta un
segnale importante per i cittadini, oltre che uno strumento di trasparenza e
lotta alla corruzione e agli sprechi.
39)
Unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed
ambiente
L’intervento merita pochi commenti. E’ indiscutibile che semplificare la vita
di cittadini e imprese avvenga anche attraverso la riduzione delle mille
diversificazione negli adempimenti a seconda delle varie amministrazioni.
40)
Concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le
amministrazioni
La fatturazione elettronica è
uno strumento capace di semplificare la vita del cittadino e dell’impresa e al
contempo di velocizzare i tempi di reazione della pubblica amministrazione e
combattere i fenomeni di corruzione. Per le amministrazioni centrali, l’obbligo
della fatturazione è entrato in vigore il 6 giugno ed il Governo ha anticipato
tale obbligo anche per le amministrazioni locali. E’ utile registrare che
alcune amministrazioni locali virtuose, anticipando ulteriormente i tempi,
hanno già adottato la fatturazione elettronica.
41)
unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate)
Riteniamo non sia più rinviabile un intervento sul nostro sistema di banche
dati. Ne abbiamo troppe, troppo spesso non interconnesse tra loro, che
forniscono persino dati difformi del medesimo fenomeno. Si tratta di un intervento
necessario per garantire la certezza dei dati.
42)
Dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in
formato aperto
Questo intervento va nella
medesima direzione di quelli sopra descritti: trasparenza e celerità
dell’azione amministrativa.
43)
Accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione
I provvedimenti relativi saranno adottati dal Ministro competente. Come emerso
dalla consultazione già svolta dal Dipartimento della Funzione Pubblica, il
fisco rappresenta il tema principale sul quale cittadini e imprese domandano
interventi di semplificazione. Occorre accelerare. Per questo supporteremo il
Ministro competente con tutti gli strumenti utili a favorire la semplificazione
del sistema fiscale.
44)
Obbligo di trasparenza da parte dei sindacati
Crediamo sia necessario che anche strutture come i patronati, che ricevono
finanziamenti pubblici, possano garantire la massima trasparenza della
gestione.
45) Il rinnovo del
contratto nazionale
Riteniamo che il blocco della contrattazione abbia prodotto un danno ingiusto
ai lavoratori pubblici, soprattutto in riferimento alle fasce di retribuzione
più basse. Per questo riteniamo che l’intervento degli 80 euro realizzato dal
Governo sia stato di notevole utilità anche nel pubblico impiego. Il tema del
rinnovo della parte economica del contratto merita di essere affrontato a
partire dal prossimo anno: è evidente che occorra uno sforzo comune utile a
costruire le soluzioni migliori per garantire il rilancio del paese e la
crescita economica